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Michel Preud’homme: carriera del portiere belga

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Michel Preud’homme: carriera del mitico portiere belga degli anni ’80-’90, nel post a cura di Campioni Calcio

Michel Preud’homme è stato uno dei migliori portieri europei tra gli anni Ottanta e Novanta, un autentico fuoriclasse capace di lasciare un segno importante nella storia del calcio belga e internazionale. Dotato di riflessi straordinari, grande elasticità e una personalità fuori dal comune, ha costruito una carriera ricca di successi indossando le maglie dello Standard Liegi, del Malines e del Benfica, prima di intraprendere una seconda vita calcistica come allenatore.

Preud’homme è ricordato soprattutto per le sue prestazioni con la Nazionale belga e per il riconoscimento di miglior portiere del Mondiale 1994, quando conquistò il prestigioso Premio Yashin.

La sua carriera, durata oltre vent’anni, è stata caratterizzata da numerosi trofei nazionali e internazionali, oltre che da una straordinaria continuità di rendimento. Con il Malines, in particolare, è stato protagonista di una delle più sorprendenti imprese del calcio europeo, conquistando la Coppa delle Coppe e la Supercoppa Europea.

In questo post a cura di Campioni Calcio vediamo insieme la carriera e i successi del portiere belga Michel Preud’homme: bentornati sul nostro portale!

Lo stile di gioco: riflessi, elasticità e personalità

Michel Preud’homme era un portiere particolarmente spettacolare, dotato di riflessi eccezionali e grande rapidità negli spostamenti.

Alto circa 183 centimetri, non possedeva la statura imponente di alcuni estremi difensori contemporanei, ma compensava attraverso un’esplosività straordinaria e una notevole capacità di anticipare le conclusioni degli avversari.

Tra le sue qualità principali figuravano il senso della posizione, la precisione nelle uscite e la capacità di intervenire anche sui tiri più difficili. Le sue parate erano spesso accompagnate da movimenti acrobatici, ma raramente risultavano fini a se stessi.

Preud’homme univa spettacolarità ed efficacia, riuscendo a trasmettere grande sicurezza ai compagni della difesa.

Il suo carattere competitivo e la capacità di mantenere la concentrazione nelle partite più importanti contribuirono a renderlo un riferimento internazionale nel ruolo.

Michel Preud’homme allo Standard Liegi

Michel Preud’homme nasce il 24 gennaio 1959 a Ougrée, in Belgio.  La carriera professionistica di Michel Preud’homme inizia nello Standard Liegi, società nella quale era cresciuto calcisticamente fin dall’età di dieci anni.

Entrato nel settore giovanile nel 1969, esordisce in prima squadra nel 1977, approfittando dell’indisponibilità degli altri portieri della rosa. Quella che inizialmente sembrava un’occasione temporanea si trasforma rapidamente nell’inizio di una carriera straordinaria.

Le sue prestazioni contribuiscono a uno dei periodi più importanti nella storia della società, culminato nella conquista di due titoli nazionali consecutivi.

I principali trofei vinti con lo Standard Liegi sono:

  • Campionato belga: 1981-82 e 1982-83.
  • Coppa del Belgio: 1980-81.
  • Supercoppa del Belgio: 1981 e 1983.

Uno dei momenti più importanti arriva nella stagione 1981-82, quando lo Standard raggiunge la finale di Coppa delle Coppe, perdendo però per 2-1 contro il Barcellona.

Nonostante la sconfitta, quella partecipazione europea rappresenta un’esperienza fondamentale per il giovane portiere, che inizia a confrontarsi stabilmente con i migliori attaccanti del continente.

A Liegi, Preud’homme sviluppa le caratteristiche che lo avrebbero reso famoso: reattività, capacità di leggere le traiettorie, coraggio nelle uscite e una straordinaria abilità nel difendere la porta nelle situazioni più complicate.

Nel 1986, dopo nove stagioni in prima squadra, decide di cambiare ambiente, trasferendosi al Malines. Con lo Standard Liegi disputa 240 partite di campionato tra il 1977 e il 1986, diventando uno dei portieri più affidabili del calcio belga.

Michel Preud’homme al Malines

Il trasferimento al KV Mechelen, conosciuto in Italia come Malines, rappresenta la svolta decisiva nella carriera del portiere belga. Arrivato nel 1986, Preud’homme diventa immediatamente un elemento fondamentale della squadra, contribuendo a trasformare un club relativamente poco conosciuto sulla scena internazionale in una delle realtà più sorprendenti del calcio europeo.

La prima soddisfazione arriva nella stagione 1986-87, quando il Malines conquistò la Coppa del Belgio. Il successo consente alla squadra di partecipare alla Coppa delle Coppe nella stagione successiva. Fu proprio in quella competizione che il club belga realizza la sua impresa più famosa.

Nella stagione 1987-88, il Malines conquista la Coppa delle Coppe, superando in finale l’Ajax per 1-0. La partita si disputa l’11 maggio 1988 a Strasburgo e viene decisa da un gol di Piet den Boer nella ripresa.

Preud’homme è uno dei protagonisti della vittoria, garantendo sicurezza e qualità alla retroguardia della formazione allenata da Aad de Mos.

Il successo rappresenta un risultato storico, perché il Malines riesce a conquistare un trofeo internazionale contro una delle società più prestigiose del calcio europeo.

Pochi mesi dopo arriva anche la Supercoppa Europea 1988, conquistata contro il PSV Eindhoven. I belgi vincono 3-0 all’andata e perdono 1-0 al ritorno, aggiudicandosi il trofeo con un risultato complessivo di 3-1.

Nel campionato 1988-89, il Malines completa un ciclo straordinario vincendo anche il titolo nazionale.

Il palmarès di Preud’homme con il Malines comprende:

  • Campionato belga: 1988-89.
  • Coppa del Belgio: 1986-87.
  • Coppa delle Coppe: 1987-88.
  • Supercoppa UEFA: 1988.

Le prestazioni del portiere sono premiate anche individualmente. Preud’homme conquista infatti la Scarpa d’Oro belga nel 1987 e nel 1989, riconoscimento assegnato al miglior calciatore del campionato. Un risultato particolarmente significativo per un estremo difensore, ruolo generalmente meno celebrato rispetto a quello degli attaccanti.

Gli otto anni al Malines rappresentarono il periodo della sua definitiva consacrazione internazionale, trasformandolo in uno dei numeri uno più apprezzati d’Europa. Tra il 1986 e il 1994 disputò 263 partite di campionato, imponendosi come uno dei migliori portieri del continente.

Michel Preud’homme al Benfica

Nel 1994, all’età di 35 anni, Michel Preud’homme decide di affrontare una nuova esperienza internazionale trasferendosi al Benfica, uno dei club più prestigiosi del Portogallo.

Il suo arrivo a Lisbona è accompagnato da grandi aspettative. Il portiere belga aveva appena disputato un Mondiale straordinario negli Stati Uniti, conquistando il premio di miglior estremo difensore della manifestazione.

Nonostante l’età, Preud’homme dimostra di essere ancora competitivo ai massimi livelli.

Con il Benfica disputa 147 partite di campionato secondo le statistiche comunemente riportate, mentre il club portoghese gli attribuisce 199 presenze ufficiali complessive nelle cinque stagioni trascorse a Lisbona.

L’esperienza portoghese non coincide con uno dei periodi più vincenti nella storia della società, ma Preud’homme riesce comunque a diventare un punto di riferimento per compagni e tifosi.

Il principale trofeo conquistato è la Coppa del Portogallo 1995-96.

A Lisbona il portiere belga viene soprannominato “Saint Michel”, a testimonianza del grande affetto che riesce a conquistare attraverso le sue prestazioni.

Anche durante gli ultimi anni della carriera mantiene uno stile di gioco spettacolare, distinguendosi per parate difficili, rapidità negli interventi e sicurezza nelle uscite.

Nel 1999, a quarant’anni, Michel Preud’homme annuncia il ritiro dal calcio giocato, chiudendo una carriera professionistica durata dal 1977 al 1999.

Il Benfica celebra il suo addio con una partita amichevole contro il Bayern Monaco, disputata nell’agosto dello stesso anno.

Michel Preud’homme con la nazionale belga

Con la Nazionale del Belgio, Michel Preud’homme disputa 58 partite ufficiali tra il 1979 e il 1994, diventando uno dei portieri più rappresentativi nella storia dei Diavoli Rossi.

Il suo esordio internazionale arriva il 2 maggio 1979, in occasione di un incontro contro l’Austria terminato 0-0.

Negli anni successivi deve confrontarsi anche con la presenza di un altro grande portiere belga, Jean-Marie Pfaff, prima di conquistare stabilmente il ruolo da titolare.

Preud’homme partecipa a due edizioni dei Mondiali: Italia 1990 e Stati Uniti 1994.

Nel torneo italiano del 1990 difende la porta belga nelle quattro partite disputate dalla Nazionale, eliminata agli ottavi di finale dall’Inghilterra.

Quella sfida, giocata a Bologna, viene decisa nei supplementari da un gol di David Platt al 119′, dopo una partita equilibrata nella quale il Belgio sfiora ripetutamente il vantaggio.

Il momento più importante della carriera internazionale di Preud’homme arriva al Mondiale 1994 negli Stati Uniti.

Il Belgio supera la fase a gironi, battendo Marocco e Paesi Bassi prima della sconfitta contro l’Arabia Saudita.

Proprio nella vittoria per 1-0 contro gli olandesi, il portiere realizza alcune parate straordinarie, diventando uno dei grandi protagonisti della competizione.

Agli ottavi il Belgio viene eliminato dalla Germania con il risultato di 3-2, ma le prestazioni individuali di Preud’homme impressionano osservatori e appassionati.

Al termine del torneo conquista il Premio Yashin, assegnato al miglior portiere del Mondiale. E’ stato il primo calciatore a ricevere questo riconoscimento, introdotto proprio nell’edizione del 1994 e successivamente conosciuto come Guanto d’Oro.

Nello stesso anno viene nominato anche miglior portiere del mondo dall’IFFHS.

Il Mondiale americano consacra definitivamente Michel Preud’homme tra i più grandi portieri della sua generazione, premiando una carriera costruita attraverso anni di rendimento ai massimi livelli.

Post calcio giocato: la carriera da allenatore

Dopo il ritiro del 1999, Michel Preud’homme non abbandona il mondo del calcio.

Inizialmente intraprende un percorso dirigenziale al Benfica, prima di tornare in Belgio per iniziare una nuova esperienza come allenatore.

La sua carriera in panchina si sviluppa attraverso diverse società europee e internazionali, con risultati importanti.

Dopo una prima esperienza tra il 2000 e il 2002, torna ad allenare lo Standard nel 2006. Nella stagione 2007-08 conquista il campionato belga, riportando la società al titolo nazionale dopo 25 anni.

Tra il 2008 e il 2010 allena il Gent, conquistando la Coppa del Belgio 2009-10 e contribuendo alla crescita competitiva della squadra.

Nel 2010 si trasferisce nei Paesi Bassi per guidare il Twente. Con la formazione olandese vince la Supercoppa nazionale nel 2010 e la Coppa dei Paesi Bassi nella stagione 2010-11.

L’esperienza internazionale prosegue in Arabia Saudita, dove allena l’Al-Shabab.

Conquista il campionato saudita 2011-12, confermando la propria capacità di ottenere risultati anche in contesti calcistici differenti.

Tra il 2013 e il 2017 è alla guida del Club Brugge, con cui vince la Coppa del Belgio 2014-15, il campionato 2015-16 e la Supercoppa nazionale 2016.

Successivamente torna ancora allo Standard Liegi, allenandolo dal 2018 al 2020.

La carriera da allenatore di Michel Preud’homme conferma la sua profonda conoscenza del calcio, permettendogli di vincere trofei in Belgio, Paesi Bassi e Arabia Saudita.

Conclusioni

La carriera di Michel Preud’homme rappresenta una delle storie più importanti del calcio belga tra gli anni Ottanta e Novanta.

Dagli inizi allo Standard Liegi alla consacrazione europea con il Malines, fino agli ultimi anni al Benfica, il portiere ha costruito un percorso caratterizzato da continuità, personalità e numerosi successi.

Tre campionati belgi, due Coppe del Belgio, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa UEFA e una Coppa del Portogallo costituiscono il nucleo principale del suo palmarès da calciatore, al quale si aggiungono importanti riconoscimenti individuali.

Il Premio Yashin conquistato al Mondiale 1994 resta probabilmente il simbolo più conosciuto della sua grandezza internazionale.

Anche dopo aver appeso i guanti al chiodo, Preud’homme ha continuato a vincere come allenatore, dimostrando di possedere qualità tecniche e capacità di leadership anche dalla panchina.

Michel Preud’homme rimane uno dei migliori portieri nella storia del Belgio e uno dei grandi protagonisti del calcio europeo della sua generazione.

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