Oliver Kahn, la storia del portiere tedesco 

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Oliver Kahn, la storia del portiere tedesco, nel post a cura di Campioni Calcio

Il ruolo del portiere si distingue inevitabilmente da tutti gli altri. Chi gioca a calcio e decide di stabilizzarsi in porta saprà di dover avere un’attenzione e una predisposizione particolari verso il gioco. Interprete eccellente di questa mentalità un certo Oliver Kahn

Uno dei migliori portieri passati tra gli anni ’90 e 2000 che si siano visti su un campo di calcio. Una presenza tecnica, ma anche fisica piuttosto imponente, al punto tale da incutere un certo timore agli avversari.

Per molti considerato uno dei portieri tedeschi più forti della storia. E, considerando il suo curriculum nonché le sue caratteristiche tecniche, si intuisce il motivo di questa credenza.

In questo post a cura di Campioni Calcio vediamo insieme la storia del portiere tedesco Oliver Kahn, per il nostro appuntamento con le biografie dei portieri più forti di sempre. Bentornati sul nostro portale!

Oliver Kahn al Karlsruhe

Oliver Rolf Kahn nasce a Karlsruhe il 15 giugno del 1969. I suoi nonni e papà sono originari della Lettonia.

Kahn è stato un portiere fortemente incline alla leadership e all’autorità. Con i suoi 188 cm non faceva molto fatica a guidare la difesa, tutt’altro.

Si forma calcisticamente dal 1975 a partire dalle giovanili del Karlsruhe, società che fa capo alla città in cui è nato. Inizialmente prova a giocare da difensore, ma i risultati sono tutt’altro che incoraggianti.

Un allenatore dell’epoca lo inserisce in squadra come numero 12, salvo poi conquistarsi la maglia da titolare a partire dal 1990. È da questo momento che inizia ufficialmente la sua ascesa in porta. 

Dimostra un’autorità particolarmente imponente e sale alla ribalta inesorabilmente, contribuendo pesantemente a portare la sua squadra in semifinale di Coppa Uefa nella stagione ’93/94. L’apice di un’ascesa sportiva destinata a non fermarsi, ma a conseguire il suo massimo punto di svolta con il passaggio al Bayern Monaco.

Dopo 149 presenze si trasferisce a Monaco di Baviera, iniziando così la sua ascesa nell’Olimpo dei migliori portieri al mondo.

Oliver Kahn al Bayern Monaco

La squadra più importante di Germania mette gli occhi su Oliver Kahn e lo acquista nel 1994. L’avventura a Monaco, tuttavia, comincia nel peggiore dei modi con un infortunio al legamento crociato, che sembra non promettere nulla di buono in prospettiva. Il destino pare segnato però Oliver Kahn è un portiere straordinario. E lo dimostra con i fatti.

Si riprende alla grande e conquista la scena europea aggiudicandosi il primo trofeo in carriera, vale a dire la Coppa Uefa del 1996. L’anno successivo porta a casa il campionato tedesco e la Coppa di Lega. A livello personale si afferma in quanto miglior portiere tedesco dell’anno.

La Germania ha un nuovo fenomeno in porta ed è un fatto ormai acclarato. Nel 1999 Kahn subisce, tuttavia, una brutta delusione sportiva. Stava per concretizzarsi la vittoria in Champions League ai danni del Manchester United, ma negli ultimi due minuti di gioco cambia il destino di quella finalissima. I gol di Sheringham e Solskjaer rompono i sogni di gloria dei tedeschi. Oliver Kahn verrà nominato, in ogni caso, miglior portiere al mondo. Piccola grande soddisfazione d’annata. Anche se quella Champions League resterà un grandissimo rammarico per un estremo difensore di altissimo livello.

Il riscatto è servito due anni dopo, come un segno del destino. Stavolta sono gli spagnoli del Valencia lo spauracchio da superare in finale. Si arriva ai rigori e Kahn decide di mettere la sua firma, parando ben 3 rigori su 7 durante la serie. Inevitabilmente i tedeschi vincono e conseguono la quarta Coppa dei Campioni della loro storia.

Grazie a questo successo si ottiene la possibilità di giocarsela con il Boca Juniors per la Coppa Intercontinentale. Altro successo e secondo trofeo di questo tipo messo in bacheca.

Il declino di Oliver Kahn

Dai primi anni 2000 sembra esserci un processo di lento e inesorabile declino di Oliver Kahn sul piano tecnico. La stampa gli va contro a causa di prestazioni che cominciano a calare decisamente. Kahn sembra non essere più lui, anche a causa di problemi fisici che lo debilitano tanto.

Nel 2006 subisce persino un colpo agli occhi, che ne determina l’annebbiamento della vista. Un problema non da poco. Si riprende per gli ultimi battiti di carriera, fino a giungere nel 2008 ad acquisire il titolo personale di portiere con più presenze in Bundesliga, ossia ben 535!

Il 17 maggio disputa l’ultima partita di campionato della sua carriera contro l’Hertha Berlino, mentre qualche settimana prima si era congedato dal suolo europeo in occasione della semifinale di Coppa Uefa contro lo Zenit San Pietroburgo.

In 20 anni di carriera Oliver Kahn è risultato essere uno dei giocatori tedeschi più vincenti di sempre.

Nel suo curriculum ben 8 Bundesliga, 6 Coppe di Germania, 1 Coppa Uefa, 1 Coppa dei Campioni e 1 Coppa Intercontinentale. 4 volte vincitore del premio Portiere dell’anno assegnato dalla UEFA. 2 volte calciatore tedesco dell’anno. Niente male!

Oliver Kahn bayern monaco
https://www.flickr.com/people/gowestphoto/, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Oliver Kahn in Nazionale

Oliver Kahn è stato un autentico mito della Nazionale tedesca a cavallo tra gli anni ’90 e 2000. Parte tutto dai Mondiali del 1994, dove, però, è soltanto il terzo portiere e nulla più. L’esordio vero e proprio giunge contro la Svizzera il 23 giugno del 1995, in un’amichevole.

Nel 1996, in occasione dei vittoriosi Europei disputati in Inghilterra, passa da terzo a secondo portiere. Una lenta ed inesorabile scalata, che trova il suo culmine ai Mondiali del 1998. Kahn sostituisce Kopke e diventa ufficialmente il numero uno da quel momento in poi.

Agli Europei del 2000 le cose vanno male sul piano collettivo, ma divinamente sul piano personale, essendo investito della fascia di capitano. Ai Mondiali del 2002 il portiere tedesco subisce solo 3 gol nell’intera manifestazione. Difesa di ferro che consente di arrivare a giocarsi la finalissima con il Brasile, persa in maniera bruciante. Peraltro, egli disputò quella finale con un infortunio alle dita piuttosto limitante. 

Resta nella storia il primo portiere tedesco ad avere la porta inviolata per 5 partite in concomitanza con una competizione mondiale. Dopo aver portato a termine l’Europeo del 2004, Kahn decide di comune accordo di cedere la fascia di capitano a Michael Ballack. 

Con l’arrivo di Klinsmann come ct il posto da titolare è tutt’altro che garantito. Deve difendersi dalla concorrenza di Lehmann, il quale conquista la titolarità ai Mondiali del 2006. Alla fine di quella competizione, Oliver Kahn annuncerà di voler lasciare la Nazionale dopo 86 presenze, di cui ben 49 conseguite con la fascia di capitano al braccio. 

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