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Rino Marchesi: storia del primo allenatore italiano di Maradona

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Rino Marchesi: storia del primo allenatore italiano di Maradona e Krol, nel post a cura di Campioni Calcio

Nel calcio italiano esistono figure che hanno lasciato un segno senza bisogno di clamore. Rino Marchesi appartiene a questa categoria: uomo di campo, tecnico equilibrato, protagonista prima da calciatore e poi da allenatore in diverse piazze importanti. Il suo nome è legato soprattutto al Napoli, perché fu il primo allenatore italiano di Diego Armando Maradona, ma la sua storia va molto oltre quel dettaglio. Da giocatore vinse con Fiorentina e Lazio; da allenatore guidò club come Napoli, Inter e Juventus, sfiorando anche lo scudetto con gli azzurri.

Gli inizi da calciatore: Fanfulla e Atalanta

Rino Marchesi nacque a San Giuliano Milanese l’11 giugno 1937. La sua carriera da giocatore iniziò a Lodi, con il Fanfulla, dove mise insieme le prime stagioni da professionista e cominciò a farsi apprezzare per affidabilità e intelligenza tattica. Successivamente passò all’Atalanta, con cui giocò tre stagioni tra il 1957 e il 1960, alternando Serie A e Serie B.

Con i bergamaschi conquistò anche la promozione vincendo il campionato di Serie B 1958-59, un traguardo importante nella prima parte della sua carriera.

Già allora Marchesi mostrava le qualità che lo avrebbero accompagnato anche in panchina: serietà, disciplina e grande senso della posizione.

Fiorentina: gli anni più ricchi di trofei

La tappa più importante della sua carriera da calciatore fu senza dubbio la Fiorentina, dove rimase per sei stagioni. In maglia viola giocò da titolare per anni, mettendo insieme 121 presenze in campionato e 9 gol.

A Firenze arrivarono anche i successi più prestigiosi: la Coppa delle Coppe 1960-61, la Coppa Italia 1960-61, la Coppa Italia 1965-66 e la Coppa Mitropa 1966.

Nella stagione 1960-61 fece parte della Fiorentina che centrò uno storico double tra coppa nazionale e coppa europea, entrando così in una delle pagine più importanti del club viola.

La sua esperienza fiorentina fu quella della piena maturazione: non una stella da copertina, ma un giocatore affidabile, continuo e prezioso negli equilibri della squadra.

coppa delle coppe fiorentina

Lazio: esperienza, continuità e una nuova promozione

Nel 1966 Marchesi si trasferì alla Lazio, insieme ad altri ex viola. In biancoceleste disputò 125 partite di campionato segnando 4 gol, tutte reti realizzate su calcio di rigore.

A Roma visse un’altra fase significativa della sua carriera, culminata con la vittoria del campionato di Serie B 1968-69, che riportò la Lazio nella massima serie.

Nell’ultima stagione laziale conquistò anche la Coppa delle Alpi 1971.

Il periodo romano consolidò la sua reputazione di giocatore esperto e affidabile, capace di dare ordine e personalità a centrocampo.

Prima di chiudere la carriera, visse un’ultima esperienza al Prato, in Serie C, dove rimase fino al 1973.

Nazionale italiana: due presenze in azzurro

Marchesi vestì anche la maglia della Nazionale italiana, pur senza una lunga esperienza internazionale. Le sue presenze furono 2, con esordio il 15 giugno 1961 a Firenze, nell’amichevole vinta 4-1 contro l’Argentina.

Non segnò in azzurro, ma il semplice fatto di essere convocato e impiegato nella Nazionale dell’epoca certifica il livello raggiunto nel periodo migliore della sua carriera da calciatore.

Gli inizi da allenatore: Montevarchi, Mantova e Ternana

Chiusa la carriera in campo, Marchesi iniziò quasi subito quella da allenatore. Esordì nel 1973 al Montevarchi, poi passò al Mantova e alla Ternana, costruendosi la classica gavetta dei tecnici italiani dell’epoca.

Non erano panchine di prima fascia, ma furono esperienze decisive per definire il suo stile: un calcio concreto, attento all’equilibrio, con grande importanza data alla fase difensiva e alla compattezza della squadra.

Marchesi non fu mai un allenatore spettacolare o ideologico: il suo calcio era pragmatico, costruito sulla solidità e sull’organizzazione.

Avellino: la reputazione in Serie A

La vera consacrazione in panchina arrivò con l’Avellino, che guidò in Serie A tra il 1978 e il 1980. In Irpinia costruì la propria credibilità come allenatore di alto livello, ottenendo risultati importanti con una squadra di provincia. Furono stagioni utili a mettersi in mostra, perché Marchesi dimostrò di saper lavorare bene anche in contesti complicati, con risorse limitate e obiettivi di salvezza.

Proprio da lì iniziò il suo percorso nelle piazze più prestigiose del calcio italiano.

Napoli: lo scudetto sfiorato e l’arrivo di Maradona

Il capitolo più noto della carriera di Marchesi allenatore è quello con il Napoli. La sua prima esperienza sulla panchina azzurra fu tra il 1980 e il 1982, e nel campionato 1980-81 portò il Napoli a sfiorare il primo scudetto della sua storia, chiudendo al terzo posto. Anche l’anno successivo arrivò un piazzamento di alto livello, potendo contare su un grande campione come Krol.

Marchesi riuscì a dare alla squadra compattezza e identità, guadagnandosi il rispetto dell’ambiente.

Tornò poi a Napoli nella stagione 1984-85, quella dell’arrivo di Diego Armando Maradona.

È qui che entra nella storia: Marchesi fu infatti il primo allenatore italiano di Maradona. Non vinse trofei in quell’annata, ma ebbe il compito delicatissimo di inserire il fuoriclasse argentino in una squadra che stava cambiando pelle. Quella stagione rappresentò il ponte tra il Napoli ancora incompiuto e quello che, di lì a poco, sarebbe diventato campione d’Italia.

Dopo di lui sarebbe arrivato Ottavio Bianchi, ma Marchesi ebbe il merito di gestire il primo impatto di Maradona con il calcio italiano.

maradona napoli

Inter: una stagione a Milano

Tra le due esperienze napoletane, Marchesi allenò anche l’Inter nella stagione 1982-83. Fu un’annata importante perché confermò il suo status di allenatore affidabile per grandi club.

Anche se non arrivarono trofei, l’esperienza nerazzurra rafforzò la sua immagine di tecnico serio e preparato, capace di lavorare in piazze ad alta pressione.

Como: una parentesi positiva

Dopo il ritorno a Napoli, Marchesi visse anche l’esperienza al Como. Nella stagione 1985-86 guidò i lombardi in Serie A, ottenendo una salvezza tranquilla e ridando slancio a una squadra ormai priva di grandi obiettivi, come ricordano anche le cronache del campionato. Fu una parentesi meno celebrata, ma utile a confermare la sua bravura nella gestione di club di fascia media.

Juventus: una grande panchina in un periodo difficile

Nel 1986 Marchesi arrivò alla Juventus, in un momento delicato per il club bianconero, ormai vicino alla fine del ciclo di Michel Platini. Nella stagione 1986-87 chiuse il campionato al secondo posto, mentre nel 1987-88 la Juventus arrivò sesta, fermandosi agli ottavi di Coppa dei Campioni nella prima annata e ai sedicesimi di Coppa UEFA nella seconda.

Non furono stagioni ricche di trofei, ma il contesto era complicato e la squadra stava attraversando un evidente ricambio tecnico. Per questo il suo biennio juventino viene spesso letto come una fase di transizione più che come un fallimento.

michel platini

Le ultime panchine: Udinese, Venezia, SPAL e Lecce

Negli anni successivi Marchesi allenò anche Udinese, Venezia, SPAL e Lecce. L’ultima parte della sua carriera fu meno brillante, e proprio la retrocessione del Lecce nel 1994 segnò di fatto la chiusura del suo percorso da allenatore. Rimase però una figura rispettata, apprezzata per competenza, misura e correttezza.

Se ne va ad 88 anni il 1 marzo del 2026 a Sesto Fiorentino.

Conclusioni

Rino Marchesi non è stato un personaggio da slogan o da copertine, ma un autentico uomo di calcio. Da calciatore vinse con Fiorentina, Atalanta e Lazio; da allenatore guidò club importanti come Napoli, Inter e Juventus, sfiorando uno storico scudetto con gli azzurri e diventando il primo tecnico italiano di Maradona.

La sua storia racconta un calcio fatto di competenza, equilibrio e lavoro quotidiano. Ed è proprio per questo che merita di essere ricordato: non solo per aver allenato un mito, ma per essere stato, a sua volta, una figura significativa del calcio italiano.

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