La Grande Inter di Helenio Herrera

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La Grande Inter di Herrera nel post dedicato alle Storie di Calcio a cura di Campioni Calcio

Lasciare il segno e il ricordo alle future generazioni riesce solo alle squadre di calcio dalla forte indole vincente e dall’impronta di gioco ben definita. L’Inter di Helenio Herrera si presenta tra queste e in grande stile. Soprannominata anche Grande Inter, negli anni ’60 il team nerazzurro guidato dall’allenatore argentino era quasi imbattibile, al punto che i titoli arrivarono a raffica, uno dietro l’altro. Non solo trofei, ma anche un’identità di gioco ben delineata che avrebbe influenzato le successive generazioni di tecnici e addetti ai lavori.

Nel post a cura di Campioni Calcio ripercorriamo la storia di quella squadra per la nostra categoria “Storie di Calcio“: buona lettura!

La Grande Inter di Helenio Herrera domina in Italia e in Europa

Quella di Herrera viene chiamata “Grande Inter”, con a capo lo storico presidente Angelo Moratti. Helenio Herrera, soprannominato “il mago”, plasma a sua immagine e somiglianza una formazione che vince per ben 3 volte lo Scudetto tra il 1962 e il 1966, 2 volte la Coppa dei Campioni e 1 Coppa Intercontinentale. 

Considerata, di per sé, una delle migliori squadre italiane di sempre e non solo. Sarti in porta a dettare legge, una difesa di ferro resa tale dalla presenza di due mostri sacri italiani come Facchetti e Burgnich. In avanti invece gente come Mazzola, Domenghini, Luis Suarez e Corso facevano il resto. I testa a testa con la Juve hanno infiammato quegli anni in Italia e hanno acceso una rivalità, di fatto, storica tra le due compagini.

L’ingaggio di Herrera avviene nel 1960

Dopo cinque anni di presidenza interista, il presidente Angelo Moratti decide di cambiare tecnico, non contento dei risultati ottenuti in precedenza. E allora ingaggia il tecnico Helenio Herrera, che all’epoca allenava il Barcellona, che aveva strapazzato proprio l’Inter in Coppa delle Fiere (l’odierna Europa League).

Il tecnico ha la fama di trasformare completamente le squadre che allena ed è soprannominato “Il mago”. Applica tattiche innovative e un approccio anche psicologico alla squadra, forse il primo a farlo in assoluto.

Con Herrera, la squadra cambia completamente volto e vengono ingaggiati diversi calciatori, tra i quali segnaliamo Picchi e Angelillo, quest’ultimo capace di segnare 34 gol in un unico campionato.

Il successo può attendere

Nei primi due anni però l’Inter non vince lo scudetto. Il primo anno, stagione 1960-61, dopo essere stata campione d’Inverno viene riacciuffata dalla Juventus. Lo scontro diretto viene sospeso per invasione di campo sullo 0-0 a Torino, e dopo aver ottenuto lo 0-2 a tavolino, il giorno prima dell’ultima gara di campionato, la FIGC annulla il verdetto e ordina la ripetizione della gara. L’Inter non ci sta alla decisione (il presidente della Juventus era anche presidente della FIGC) e nella ripetizione schiera la primavera (tra cui il giovane Mazzola, che prenderà parte al ciclo vincente dell’Inter negli anni a venire), perdendo 9-1, con gol proprio di Mazzola per i nerazzurri. E’ una partita ininfluente per il risultato finale del campionato, vista la sconfitta nell’ultima gara proprio dell’Inter a Catania (da lì l’espressione Clamoroso al Cibali), che fa campione la Juventus. Herrera fallisce così il suo primo tentativo di successo. Ci si ricorda di quell’episodio ancora oggi.

L’anno successivo non va di certo meglio, con l’Inter che termina il suo campionato al secondo posto dietro il Milan nonostante l’acquisto del Pallone d’Oro Suarez e il campionato d’Inverno conquistato a più 4 sulla seconda. Si preannuncia l’addio di Herrera, che invece viene confermato.

luisito suarez

Inizia il ciclo vincente

La Grande Inter vede la luce a partire dalla stagione 1962-63, con la conquista del primo scudetto. Quella formazione vede Facchetti e Mazzola rilanciati subito come titolari di una formazione già forte, arricchita da Jair, il funambolico brasiliano riserva di Garrincha nella nazionale brasiliana. E’ una galoppata imperiosa, contro sempre quella Juventus, che questa volta si arrende. L’Inter è campione d’Italia!

L’anno dopo l’Inter vince la sua prima coppa Campioni battendo il Real Madrid di Di Stefano e Puskàs per 3-1 allo stadio Prater di Vienna. Il Real abdica dopo 5 vittorie consecutive nella competizione continentale.

L’egemonia nerazzurra produce la conquista del primo triplete in assoluto nella stagione 1964/65, laddove si consegue lo Scudetto a vantaggio del Milan di Liedholm, la Coppa dei Campioni contro il Benfica e la Coppa Intercontinentale con gli argentini dell’Independiente. Straordinaria quell’anno la remuntada contro il Liverpool: da 1-3 in trasferta a 3-0 a Milano che portano l’Inter in finale. A fine gara per sbeffeggiare i tifosi ospiti, lo speaker fa risuonare una canzone dei Beatles.

L’anno dopo, stagione 1965-66, la squadra vince lo scudetto della stella, superando agevolmente il Bologna (che aveva battuto l’Inter due anni prima 2-0 nello scontro finale per il titolo) e il nuovo Napoli di Sivori e Altafini.

mario corso inter

La fine del ciclo

Il binomio Moratti-Herrera s’interrompe bruscamente qualche anno dopo la bruciante eliminazione dell’Italia dai Mondiali 1966, non a caso. L’introduzione del tetto massimo di stranieri da schierare nella propria rosa danneggia non poco l’Inter e costringe Moratti a rivedere certi piani dirigenziali.

Subentra un altro presidente, tale Fraizzoli, che modifica radicalmente l’assetto societario e tecnico. Così il “mago” non c’è più e quel ciclo di grandi vittorie conosce la sua fine.

allenatori più vincenti di sempre

Memoria storica di ogni buon tifoso nerazzurro, che aspetta ancora di rivivere certi grandi momenti in Italia e in Europa, come poi è avvenuto nel 2010, con un nuovo triplete con Massimo Moratti presidente e Mourinho in panchina. Ma questa è un’altra storia.

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