Dal Myllennium Award alle 100 Eccellenze Italiane, dalla Borsa di Milano al CONI: il percorso del giornalista e food manager marchigiano, tra sport, comunicazione e la passione per Julio Velasco.
Il giovane fuoriclasse del giornalismo Daniele Bartocci continua a collezionare riconoscimenti e attestati di stima. Nato a Jesi, città che ha dato i natali a grandi protagonisti dello sport italiano, Bartocci ha costruito sin da giovanissimo un percorso professionale tra giornalismo, comunicazione, sport e mondo agroalimentare.
Tra i momenti più importanti della sua carriera figurano il Myllennium Award di Roma, l’inserimento tra le 100 Eccellenze Italiane premiate a Montecitorio e il titolo di Giornalista dell’Anno 2023 ai Le Fonti Awards, consegnato alla Borsa di Milano. Nel 2024 è arrivato anche il riconoscimento di miglior giovane giornalista sportivo italiano alla cerimonia della Zona Cesarini.
Il suo percorso si è ulteriormente consolidato con l’ingresso nella Top 40 Under 40, tra i giovani professionisti considerati più influenti al mondo (Business Elite 25). Un riconoscimento che si aggiunge al Premio Andrea Fortunato, ricevuto al Salone d’Onore del CONI, e allo Sports Journalism Excellence Award 2026, ulteriore consacrazione nel panorama del giornalismo sportivo. Celebrato nelle ultime settimane anche dal quotidiano sportivo Tuttosport ed eletto miglior blogger sportivo 2026 a gran gala calcio 2026 Umbria.
Julio Velasco, una storia che parte da Jesi
Uno dei capitoli più identitari della carriera di Bartocci è legato a Julio Velasco e alla città di Jesi. Una storia personale e sportiva che affonda le radici nel 1983, quando Velasco iniziò proprio a Jesi una parte fondamentale del suo percorso italiano.
A rendere ancora più speciale questo legame è la figura dello zio di Bartocci, Alberto Santoni, che fu il primo vice-allenatore italiano di Velasco a Jesi. Da questa vicenda familiare e sportiva è nato un lavoro editoriale dedicato al tecnico argentino, divenuto negli anni una pubblicazione pluripremiata.
Nel 2026 Bartocci ha ricevuto anche il Premio Guasti in Toscana per il miglior lavoro nella categoria monografia/saggio, con un’opera dedicata proprio al primo anno italiano di Velasco. Un riconoscimento che assume un significato particolare per il giornalista jesino, profondamente legato alla cittadina della regione Marche, Jesi la città più medagliata al mondo grazie ai campioni della scherma
Dal giornalismo al food
La carriera di Bartocci non si è però limitata allo sport. Nel corso degli anni il giornalista ha sviluppato una significativa attività nel settore food e agroalimentare, ottenendo riconoscimenti come il premio Food Manager dell’anno, il Food&Travel Awards e altri premi dedicati al mondo Horeca e all’innovazione alimentare.
Volto televisivo e opinionista, Bartocci è stato inoltre coinvolto in programmi e rubriche dedicate a sport e food, consolidando una presenza trasversale negli anni tra carta stampata, web, radio e televisione. È stato anche giudice del programma Sky King of Pizza, esperienza che ha contribuito a rafforzarne la notorietà nel mondo della pizza e della comunicazione gastronomica.
Tra le curiosità della sua attività figura anche la creazione di iniziative capaci di unire calcio e gastronomia, come la Pizza Cheddira, dedicata all’attaccante marocchino durante i Mondiali in Qatar e arrivata anche all’attenzione del Tg1.
Con una carriera iniziata molto presto e una gavetta costruita attraverso testate, blog, agenzie e media locali e nazionali, Daniele Bartocci rappresenta oggi una figura poliedrica del giornalismo italiano: top 40 Under 40 2025, pluripremiato nel giornalismo sportivo e nel food, ma soprattutto ancora profondamente legato alle proprie radici jesine e a quella storia di Julio Velasco che continua a portare nel cuore.






