Carletto Mazzone

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Carletto Mazzone e la sua storia, nel post a cura di Campioni Calcio

Il calcio ha la sua epica. Merito di personaggi alla Carletto Mazzone, che hanno dato lustro e prestigio al movimento calcistico italiano, soprattutto in un certo periodo storico. Non hanno mai perso, tuttavia, la loro genuinità e la loro rappresentatività a tratti folkloristica. Per questo e altri motivi larga parte di tifosi italiani ha amato Carlo Mazzone.

In questo post vogliamo parlarvi di Carletto Mazzone e della sua storia. Un personaggio amato da tutti i tifosi di calcio, al di là della fede calcistica di appartenenza.

Carletto Mazzone allenatore e padre da film

Carlo Mazzone è stato allenatore di lungo corso, dagli anni ’70 fino agli anni 2000. Ha attraversato tre decenni durante i quali ha dispensato sapere e saggezza calcistica. Dall’Ascoli al Lecce, passando per Roma, Cagliari, Bologna e Brescia.

Uno di quegli allenatori davanti a cui i calciatori quasi si inchinavano per una certa timorosità di fondo trasferita. Il suo fare energico e particolarmente veemente poteva indurre questo e molto altro.

Uomo sanguigno e di grande spessore umano. Probabilmente è stata proprio questa sua predisposizione a farlo amare così tanto dalle diverse tifoserie che ha rappresentato durante la sua carriera.

Quella corsa sotto la curva dei supporter dell’Atalanta durante un derby a Brescia se la ricordano ancora molto bene i nostalgici del vecchio calcio. Epicità allo stato puro, messa ancor più in luce dal documentario targato Prime Video denominato “Come un padre”.

Carletto Mazzone e il rapporto con i fuoriclasse

Laddove viene fuori a pieno la personalità di questo vecchio saggio del pallone. Per informazioni ulteriori chiedere a calciatori del calibro di Pep Guardiola, Francesco Totti, Andrea Pirlo, Marco Materazzi e Roberto Baggio.

Una schiera di campioni a tesserne le lodi. In particolare con Baggio è stato subito amore a prima vista a Brescia. Colui che lo ha rimesso in piedi dopo un periodo tormentato sul piano fisico. E di questo il Divin Codino ne ha sempre estrema gratitudine. Come il calcio italiano degnamente rappresentato da un personaggio sui generis. Come un padre. L’ultimo baluardo di una nostalgia di fondo che ormai ci attanaglia quando parliamo di grandi personaggi del calcio passato.

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