Zinedine Zidane, biografia di “Zizou”

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Zinedine Zidane, biografia di “Zizou” nel post di oggi a cura di Campioni calcio

Certi giocatori non passano mai, neanche quando smettono. Fanno solo dei giri immensi e poi ritornano, parafrasando una nota canzone italiana di successo. Zinedine Zidane, calciatore francese dal carisma e dalla leadership conclamata, appartiene all’olimpo del calcio. 

Insieme a Michel Platini, Zidane è certamente una delle perle più rappresentative sfornate dal territorio francese a livello calcistico negli ultimi 30/40 anni, e forse di tutti i tempi.

I vicini di casa dell’Italia si sono sempre ben distinti nel mondo del calcio per un’accademia piena di talenti e di futuri campioni, come lo è stato lui.

Uno di quelli che ha fatto avvicinare allo sport più bello del mondo tanti ragazzi, soprattutto quelli nati negli anni ’90 e che sono praticamente cresciuti con lui. Lo chiamavano “Zizou”.

Definirlo semplice centrocampista sarebbe alquanto riduttivo e “offensivo”. Zidane era molto di più. Un trequartista dalle spiccate e rinomate doti offensive. Una presenza costante nell’area di rigore avversaria, che incuteva timore ogni volta che aveva il pallone ai piedi. E lo si vedeva già dai primi anni da calciatore trascorsi nella sua Francia.

La sua carriera parla per lui e vale la pena essere ripercorsa per far capire realmente di chi si parla: oggi Zinedine Zidane entra di diritto nel nostro sito dedicato ai migliori calciatori di tutti i tempi.

Zinedine Zidane al Cannes

Zinédine Yazid Zidane nasce a Marsiglia il 23 giugno del 1972 da una famiglia di origine berbera, originaria di Cabilia, una città dell’Algeria settentrionale. I genitori si incontrano a Marsiglia e decidono di mettere su famiglia: oltre a Zizou nascono altri tre maschietti e una femmina.

L’esordio assoluto nel mondo del calcio avviene con la maglia del Cannes nel 1988 all’età di 16 anni e in una delle sue prime apparizioni segna il suo primo gol da professionista, firmando il suo ingresso ufficiale nella storia del calcio.

La retrocessione del Cannes qualche anno più tardi, nel 1992, costringe la squadra francese a smobilitare e ne fa le spese lo stesso Zidane. Ne approfitta così il Bordeaux che lo acquista.

Nel Cannes gioca quattro stagioni per un totale di 71 presenze con 6 gol realizzati.

Zinedine Zidane al Bordeaux

Nella prima campionato ai girondini, stagione 1992-93, Zizou Zidane risulta essere già il migliore giocatore della squadra per distacco ed è proprio lì che gli viene affibbiato il soprannome citato pocanzi per la prima volta.

Nel corso delle varie stagioni, si alternano buoni piazzamenti in campionato ad esaltanti prestazioni in Europa. Ne sa qualcosa il Milan che subisce una cocente eliminazione da Zidane e compagni nella stagione 1995/1996. Correvano i quarti di finale dell’allora Coppa Uefa e i francesi ribaltarono con un 3-0 al ritorno il 2-0 rossonero dell’andata.

Quel Bordeaux si ritrova in finale in quella che è una competizione molto importante a livello continentale (la Champions all’epoca è dedicata solamente alle vincitrici dei campionati), ma Zidane e il suo compagno di squadra dell’epoca, Dugarry, nulla possono al cospetto del Bayern Monaco, che vince la competizione, con merito.

Dopo 179 gare con 39 gol siglati, per Zizou Zidane si aprono le porte bianconere della Juventus, che lo ingaggia per la stagione 1996-97 per soli 7,5 miliardi. Un affare che qualche anno più tardi ripagherà con interesse altissimo.

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Zinedine Zidane alla Juve

Dopo 4 anni di Bordeaux, per Zinedine Zidane è giunto il momento di cambiare aria. Approda in Italia alla Juventus nel 1996. Sarà la svolta definitiva della sua carriera.

Appena arrivato fioccano come neve su una montagna i titoli: alla Juventus, Zinedine Zidane mette subito le cose in chiaro e contribuisce alla conquista di 1 Coppa Intercontinentale, 1 Supercoppa Europea e 1 Scudetto. L’unica pecca della prima stagione in bianconero resta quella finale di Champions League persa per un soffio contro il Borussia Dortmund, che a sorpresa vince il trofeo (nonostante un gran gol di Del Piero).

Il 1998 è un’annata straordinaria. Messi in fila il titolo di Campione del Mondo con la Francia e il Pallone d’Oro, oltre che un altro scudetto con la Juventus. Arriva di nuovo in quell’anno in finale di Champions, dove cade di nuovo contro la squadra del suo futuro, ossia il Real Madrid.

Memorabile e ancora chiacchierata quella stagione 1997-98, con il duello Zidane-Ronaldo ad infiammare le platee, con Juve-Inter decisa da..un arbitro. Eh si, nonostante siano trascorsi oltre 20 anni, ancora oggi se si pensa a quella sfida valevole per lo scudetto, e non si può non pensare a quel famoso contatto in area Juliano-Ronaldo.

Avrebbe potuto conquistare un altro Pallone d’Oro nel 1999, quindi due consecutivi, se non avesse avuto la solita indole irruenta che ne ha determinato tanti cartellini rossi in carriera, soprattutto sul fronte Champions League e sul fronte Nazionale.

Per questo motivo alla Juventus, nonostante gli apprezzamenti pressoché unanimi riscontrati all’interno della tifoseria, non ha lasciato un ricordo estremamente leggendario, nel senso che avrebbe potuto dare molto di più in relazione alle sue capacità tecniche.

Due gli scudetti persi sul fotofinish per lo Zidane juventino: stagione 1999-00 contro la Lazio per l’altrettanto famoso Perugia-Juventus 1-0, ricordata come la gara del pantano, altro ricordo indelebile per tutti gli appassionati di calcio, che stavolta dice male ai bianconeri.

Anno dopo, stagione 2000-01, la Juventus perde la sfida al titolo contro l’altra romana, la Roma di Francesco Totti, che vince lo scudetto, il terzo nella sua storia, e lì da ricordare vi è la rimonta 2-0 a 2-2 a Torino nello scontro diretto.

Questo, in linea di massima, il più grande rimpianto della sua carriera, almeno in Italia.

Agnelli apre alla sua cessione, definendolo:

Più divertente che utile

Il vero e proprio Zinedine Zidane lo si è ammirato molto di più nei primi anni 2000, coincidenti con il passaggio al Real Madrid dei Galacticos. Quel Real che vinceva praticamente tutto o quasi.

Alla Juventus vanno circa 150 miliardi di lire, un record per l’epoca, che fanno di Zidane il giocatore più pagato della storia del calcio, per l’epoca. Quei 7,5 miliardi spesi nel 1996, come abbiamo anticipato prima, sono stati ripagati con un interesse altissimo.

Con la Juventus comunque gioca 212 presenze con 31 gol segnati.

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Zinedine Zidane al Real Madrid

Quel fantastico gol al volo in finale di Champions League contro il Bayer Leverkusen, datato 2002, lo si celebra ancora come uno dei gol più belli di sempre nel gioco del calcio. Scolpito come pietra miliare negli occhi e nella mente degli appassionati, oltre che degli addetti ai lavori in quella Champions League vinta dalle Merengues per 2-1 contro i tedeschi di Ballack.

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La concorrenza al Real è spietata in quegli anni e persino uno come Zidane deve sgomitare per farsi spazio. Una volta riuscitosi, contribuisce ad aggiudicarsi da subito la Supercoppa di Spagna. Conquista finalmente 1 Champions League, 1 Supercoppa Uefa, 1 Coppa Intercontinentale e 1 Liga.

L’affermazione in campionato si ripete l’anno successivo, nella stagione 2002/2003, abbinata ad una nuova Supercoppa di Spagna. Ma giungono altre stagioni di magra dal punto di vista dei titoli da mettere in bacheca, anche perchè prende largo il Barcellona, eterna rivale del Real.

Sopraggiunge il punto più basso della carriera di Zidane, dove non riesce ad incidere come al primo impatto in Merengues. Sul finire della sua esperienza madrilena si riprende lo scettro di grande giocatore, ma senza eccellere più di tanto.

Il 2006 è l’anno in cui dichiara apertamente di voler abbandonare il calcio, subito dopo il mondiale tedesco.

Saranno 231 le presenze totali con il Real Madrid con 49 reti messe a segno durante la sua esperienza madrilena (dove peraltro rincontra anche Ronaldo, suo compagno di squadra dopo i fatti italiani di qualche stagione prima).

Zinedine Zidane in Nazionale

Prima del ritiro, Zinedine Zidane deve onorare il Mondiale con la Francia nello stesso anno. Gli italiani se lo ricordano molto bene quel Mondiale che ha decretato una fine pressoché ingloriosa per un grande campione come lui. La celebre testata a Materazzi nella finalissima, con conseguente espulsione diretta, rappresentano una grave macchia in carriera, ma, allo stesso tempo, una predisposizione emblematica al cartellino che lo ha sempre caratterizzato.

Prima del Mondiale 2006, con la Nazionale francese aveva ottenuto un primo posto nel 1998 (eliminata l’Italia ai rigori ai Quarti) nel Mondiale giocato in casa, 2 anni dopo giunge sempre contro l’Italia nel tristemente noto Golden Goal firmato Trezeguet, la vittoria dell’Europeo di Belgio e Olanda nel 2000.

Soprattutto il mondiale di Francia ’98 lo incorona miglior calciatore della competizione, con conseguente Pallone d’Oro assegnato. Protagonista di ben due gol in finale contro il Brasile di Ronaldo nel 3-0 finale.

Le delusioni ai Mondiali 2002 ed Euro 2004 non hanno scalfito in alcun modo la certezza tra i fan francesi che Zidane sia stato uno degli interpreti più sopraffini a livello nazionale negli anni post-Platini.

Con la Francia ha giocato un totale di 108 presenze mettendo a segno anche 31 gol.

Zinedine Zidane allenatore

Zidane allenatore ha mosso i suoi primi passi nel Real Madrid. E sono stati primi passi decisamente incoraggianti sul piano dei risultati. Dal Real B al Real A il passo è stato più che breve ed esaltante per una tifoseria da sempre esigente e particolare come quella Blancos.

Zidane ha conseguito 3 Champions League, 2 Liga, 2 Supercoppe Europee, 2 Supercoppe di Spagna e 2 Coppe del Mondo per club.

Accostato ad un altro illustre allenatore ex Real come Fabio Capello, egli ha subito trasferito il marchio del grande calciatore, divenendo un grande allenatore. Non ha avuto bisogno di troppo tempo per imparare il mestiere. Lo ha capito al volo e i risultati appena elencati ne sono una testimonianza più che illuminante.

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Fotografías Archimadrid.es, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons

Conclusioni

Zinedine Zidane è stato e sarà sempre ricordato, nel bene e nel male, nelle squadre in cui ha militato e in nazionale. Capace di gesti incredibili con il pallone, e a volte anche con la testa (vedere contro Brasile e Materazzi), Zizou è stato capace di far innamorare una generazione di tifosi, per l’eleganza nel palleggio, la tecnica sopraffina, quel tocco palla che aveva a smarcarsi dall’avversario (divenuto famoso negli anni), un tiro potente e preciso, e capace anche di assist sublimi per mandare in gol gli altri. Un calciatore che ci piacerebbe ancora vedere in campo, e che probabilmente non vedremo più.

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