Thierry Henry, storia del campione francese di Arsenal, Monaco, Barcellona e Juventus, oltre che della Nazionale Francese, nel post a cura di Campioni Calcio
La biografia di Thierry Henry è ricca di successi, sia a livello di club che di Nazionale. È stato uno dei giocatori più forti della sua generazione, lasciando un segno indelebile negli anni 2000. Indipendentemente dalla squadra per cui si tifa.
Thierry Henry al Monaco
Thierry Henry nasce in Francia a Les Ulis, il 17 agosto 1977. Da piccolo, all’età di 12 milita si allena con l’US Palaiseau per poi giocare due anni nel Viry-Châtillon. È nel Monaco che, però, comincia a mostrare il suo talento. Nel 1996/97 arriva a 9 reti in campionato e vince il campionato francese.
L’anno successivo arriva fino alle semifinali della Champions League. Piccole curiosità: il suo allenatore era Arsène Wenger e ha giocato con un certo David Trezeguet.
Gioca dalla stagione 1994/95 al gennaio 1999 nel Monaco, segnando 20 reti in 105 partite in campionato.

Thierry Henry alla Juventus
L’infortunio di Alessandro Del Piero, lesione del legamento crociato anteriore e posteriore il 7 novembre 1998, apre le porte di Thierry Henry alla Juventus nel gennaio 1999. La scelta dell’ex dg dell’epoca cade proprio sul francese. Acquistato per 21 miliardi di lire, la sua esperienza a Torino non è positiva.
A febbraio del 1999 si dimette Marcello Lippi e arriva Carlo Ancelotti, all’epoca sacchiano di ferro che, nemmeno con l’arrivo del fuoriclasse francese, cambia i suoi dettami tattici.
Risultato? Henry viene relegato sulla fascia sinistra e segna solo tre reti. Ironia della sorte, tra queste tre marcature c’è una doppietta contro la Lazio, dove ha giocato come punta.
Thierry Henry all’Arsenal
L’Arsenal perde la concorrenza della Juventus a gennaio 1999 ma riesce ad acquistare Thierry Henry per 10 milioni di euro su precisa richiesta di Arsène Wenger, tecnico francese che aveva avuto l’attaccante a Monaco.
È all’Arsenal che Henry entra nella storia del calcio. Otto stagioni in Inghilterra condite da 174 reti e 254 presenza (prima del suo ritorno) con il massimo nella stagione 2003/04 segnando ben 30 reti in 37 partite.
Con Wenger all’Arsenal si trova benissimo, anche se l’inizio è stato difficoltoso non segnando nelle prime otto gare al suo arrivo in Inghilterra.
Nei primi cinque anni segna almeno 24 goal a campionato e, complessivamente, nel giro di tre arrivo supera i 100 goal con la maglia dei Gunners.
Non vince la Champions ma per due volte vince la Scarpa d’Oro e nel 2003 arriva secondo al Pallone d’Oro.
Thierry Henry al Barcellona
Il Barcellona acquista Thierry Henry per 24 milioni di euro il 25 giugno 2007. Non è più l’Henry devastante dell’Arsenal ma il suo lo fa comunque.
Il primo anno segna 12 reti in 30 partite nella Liga e tre reti in 10 partite in Champions League.
Per quanto riguarda i trofei, chiude senza la Coppa dalle Grandi Orecchie – viene eliminato in semifinale – e finisce solo terzo in Spagna.
L’anno successivo, però, con i suoi 19 reti in campionato vince la Liga e porta a casa anche la Champions League. È il Barcellona dei fenomeni, perché al suo fianco giocano un certo Leo Messi e Samuel Eto’o.
In totale i tre segnano 72 reti e detengono un nuovo record di goal segnati in Liga da un terzetto di attaccanti: quello precedente era di 66, quando nel trio del Real Madrid c’era gente del calibro di Ferenc Puskás e Alfredo Di Stéfano.
Nella stagione 2009/10 sale in cattedra il prodotto della Cantera Pedro, che gli ruba spazio e comincia a giocare di meno. Nonostante il minutaggio ridotto, porta a casa di nuovo la Liga, il Mondiale per club e la Supercoppa Europea.
In Champions League esce in semifinale contro l’Inter del Triplete anche se nel ritorno al Camp Nou non scende in campo.
Thierry Henry in America e il (breve) ritorno all’Arsenal
Thierry Henry si trasferisce in America e, nel frangente, ritorna in prestito all’Arsenal. Non è più quello di una volta anche se tra gennaio e febbraio 2012, periodo del suo ritorno, sigla comunque due reti. Gioca nei New York Red Bulls e va in doppia cifra praticamente ogni anno, dalla stagione 2012 a quella 2014.
Nel dicembre del 2014 si ritira dal calcio giocato, all’età di 37 anni.

Thierry Henry in Nazionale
La parentesi di Thierry Henry con la Nazionale Francese è costellata di successi, ma anche di delusioni. Dopo aver partecipato al Campionato Mondiale Under 20, viene convocato per la prima volta nel 1997. Giusto in tempo per laurearsi campione del Mondo a Francia ’98, dove con tre reti è il capocannoniere della squadra. Unico rimpianto non essere entrato nella finale contro il Brasile a causa dell’espulsione di Desailly.
Tre reti anche nel Campionato Europeo che vince in finale contro l’Italia a Euro 2000 che, lato azzurri, grida ancora vendetta a causa del goal di Wiltord sul finire della gara.
Nel campionato del mondo in Corea e Giappone 2002, però, la Francia esce al primo turno senza segnare neppure un goal. Anzi, all’esordio perde inaspettatamente contro il Senegal. Pessimo anche l’Europeo del 2004, dove esce contro la Grecia.
Nel Campionato del Mondo 2006, invece, arriva fino in fondo e, tra l’altro, Thierry Henry si fa notare per il goal ai quarti contro il Brasile detentore in carica e per aver causato il rigore contro il Portogallo. Penalty segnato da Zidane. In finale, però, perde ai rigori contro gli Azzurri di Marcello Lippi.
Nel Campionato Europeo Henry con i suoi esce ai gironi, proprio grazie alla sconfitta nell’ultimo turno contro l’Italia.
Comincia il suo declino, culminato con le polemiche per aver segnato il goal decisivo contro l’Irlanda il 18 novembre 2009, valevole per la qualificazione alla Coppa del Mondo del 2010, grazie a un controllo di mano. La Francia, però, nel 2010 esce al primo turno.
Nel luglio dello stesso anno annuncia il ritiro dalla Nazionale con 51 reti in 123 presenze, superando un certo Michel Platini.
Thierry Henry dopo il ritiro
Dopo il ritiro è assistente guida della Nazionale belga per il campionato 2018, concluso al terzo posto. Nell’ottobre 2018 allena il Monaco ma viene esonerato dopo essere uscito dalla Coppa Nazionale con il Metz che milita nella serie B francese.
Nel novembre 2019 è allenatore del Montreal Impact ma, dopo aver agguantato i play off e i quarti di finale della Champions League americana, si dimette per motivi personali.
Ritorna per l’Europeo 2021 assistente nel Belgio e nel 2023 allena la Francia under 21. Alle Olimpiadi vince la medaglia d’argento ma si dimette.
Detiene, infine, anche l’1% delle azioni del Como.



