Tra la fine degli anni ’80 e tutti gli anni ’90 il calcio italiano viveva un periodo irripetibile. Gli stadi erano pieni di campioni, le squadre di provincia facevano paura alle grandi e ogni domenica poteva riscrivere le gerarchie del campionato. Non era raro vedere partite decise da singoli giocatori capaci di accendersi all’improvviso e cambiare il destino di una gara con una giocata. A quell’epoca c’erano tanti giocatori in giro per l’Italia capaci di ribaltare o confermare i pronostici degli esperti più di quanto non accada ora. Tra questi, c’era un attaccante tanto amato da tutti i tifosi delle squadre per cui giocava: Ruggero Rizzitelli, detto “Rizzigol”.
Attaccante generoso, veloce, con il fiuto del gol e una carriera divisa tra grandi piazze e avventure internazionali, Rizzitelli è stato uno di quei centravanti che lasciavano il segno ovunque andassero. Dalla Roma al Torino, fino all’esperienza vincente con il Bayern Monaco, il suo percorso racconta un calcio diverso, fatto di carattere, sacrificio e gol pesanti.
Primi anni e l’esordio nel professionismo
Ruggero Rizzitelli nasce il 2 settembre 1967 a Margherita di Savoia (all’epoca provincia di Foggia, oggi facente parte della provincia Barletta-Andria-Trani). Cresce calcisticamente nelle giovanili del Cesena, club che lo lancia nel calcio professionistico nella stagione 1984-85 in Serie B. Con la maglia bianconera si mette in mostra per le sue doti fisiche e tecniche, contribuendo alla promozione in Serie A nel 1987-88.
La consacrazione alla Roma
Il grande salto arriva nell’estate del 1988, quando viene acquistato dalla Roma. Con i giallorossi Rizzitelli disputa sei stagioni ad alto livello, totalizzando oltre 150 presenze in campionato. Nel 1991 conquista la Coppa Italia e segna anche nella finale di ritorno di Coppa UEFA, diventando ben presto uno degli attaccanti di riferimento per la tifoseria. La sua duttilità tattica e la velocità negli spazi lo rendono un elemento prezioso per gli schemi offensivi, capace di giocare sia come punta centrale sia come esterno alto.
Torino e il periodo più prolifico
Nel 1994 Rizzitelli si trasferisce al Torino, dove vive forse la fase più redditizia della sua carriera in termini realizzativi. In due stagioni con i granata mette a segno 30 reti in 60 partite, entrando nel cuore dei tifosi con prestazioni decisive, inclusi gol pesanti nei derby contro la Juventus. Nonostante il rendimento personale di alto profilo, nel 1996 il Torino retrocede in Serie B, aprendo così la strada alla fase successiva della carriera di Rizzitelli.
L’esperienza al Bayern Monaco
Dalla Serie A alla Bundesliga: nel 1996 Rizzitelli firma per il Bayern Monaco (primo italiano nella storia del club bavarese), guidato in quegli anni da Giovanni Trapattoni. In Germania trova un calcio diverso ma si integra bene, contribuendo al successo della squadra con titoli importanti tra cui la Bundesliga) 1996-97, la Coppa di Germania 1997-98 e la Ligapokal tedesca. Con il Bayern gioca 45 partite segnando 11 gol, dimostrando di poter competere anche in un calcio più fisico e con differenze tattiche al di fuori dei confini italiani.
Gli ultimi anni e il ritiro
Nel 1998 Rizzitelli torna in Italia con la maglia del Piacenza, dove però non riesce a replicare i numeri delle stagioni precedenti. Nell’ottobre 2000 ritorna infine al Cesena, in quel momento in Serie C1, dove realizza 6 gol in 14 presenze prima di appendere gli scarpini al chiodo nel 2001, chiudendo una carriera lunga e ricca di momenti memorabili.
Nazionale italiana
La qualità mostrata sui campi di club gli vale anche la maglia della Nazionale italiana: tra il 1988 e il 1991 colleziona 9 presenze e 2 gol. Fa parte della spedizione azzurra agli Europei 1988 in Germania, anche se non scende in campo nella competizione.
Stile di gioco
Rizzitelli era un attaccante moderno per i suoi tempi: dotato di ottima velocità, buon tiro e capacità di interpretare più ruoli nel reparto offensivo. Prediligeva lo spazio e la profondità, risultando efficace non solo come finalizzatore, ma anche come supporto alle punte maggiori. La sua duttilità lo rese apprezzato sia come prima punta sia come esterno offensivo, elemento che lo ha portato a giocare con continuità anche in contesti tattici diversi.
Dopo il calcio giocato
Terminata la carriera da calciatore, Rizzitelli non si allontana dal mondo del pallone. Collabora con emittenti televisive in qualità di commentatore, partecipa a programmi sportivi e ha gestito attività imprenditoriali legate al settore della ristorazione. La sua presenza continua nel mondo del calcio testimonia una figura ancora oggi stimata dai tifosi delle squadre che ha rappresentato.



