Roger Milla, storia dell’attaccante camerunense protagonista ai mondiali italiani

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Roger Milla, storia dell’attaccante camerunense protagonista ai mondiali italiani, nel post a cura di Campioni Calcio

Il calcio di una volta è foriero di grandi emozioni e spettacoli da vivere intensamente dentro e fuori dal campo. Merito di calciatori davvero attaccati alla maglia e dalla personalità poliedrica, per certi versi, aspetto in graduale deterioramento nell’epoca attuale. Giocatori mitologici come Roger Milla forse non ne fanno più. Autentico totem di un’intera nazione, nella fattispecie camerunense, che ha dato lustro all’intero popolo africano dal punto di vista calcistico, in particolare negli anni ’80 e ’90.

In questo post a cura di Campioni Calcio vediamo insieme la carriera e gli step professionali di Roger Milla, dagli esordi fino al culmine della sua carriera ai mondiali italiani del ’90. Bentornati sul nostro portale! 

Roger Milla agli inizi

Albert Roger Mooh Miller, meglio noto come Roger Milla, nasce a Yaoundé, Camerun, il 20 maggio del 1952.

Milla è stato un calciatore molto apprezzato anche in Europa, segnatamente in Francia, laddove ha messo le basi per una buona carriera. Dal punto di vista tecnico si distingueva in campo per la sua capacità di segnare tanto, ma di essere allo stesso tempo un ottimo collante tra attacco e difesa. Si azzardavano persino paragoni piuttosto elevati con un certo Pelé per la grazia e la solidità mostrata in maniera spudorata a sé stesso e agli avversari.

A 13 anni è già professionista nel mondo del calcio. Firma il primo contratto con una squadra di Douala, principale centro urbano del Camerun. A 18 anni è riconosciuto in modo perentorio come la stella più luccicante del calcio camerunense. Con il club del Léopard de Douala milita dal 1971 al 1974, conquistando ben due titoli nazionali e fermandosi soltanto alle semifinali durante un’edizione della Coppa dei Campioni africana.

Roger Milla e la valanga di gol in Camerun

Gli 89 gol in 117 partite sono più che un ottimo biglietto da visita per presentarsi nel migliore dei modi al grande salto verso la platea europea. Ma non è finita qui. Ci sono ancora tante reti da gonfiare e il Tonnerre de Yaoundé, altra società del Camerun, è il contesto ideale dove poter crescere ulteriormente. In tre anni di militanza qui realizza 69 gol suddivisi in 87 partite. Una media reti impressionante che lo riconosce in assoluto come il miglior calciatore africano dell’epoca. 

Nel 1974/75 la consacrazione giunge con la conquista del primo trofeo a livello personale, vale a dire la Coppa delle Coppe d’Africa. Nel 1976 Milla è ufficialmente insignito del premio Calciatore africano dell’anno, certificato e rafforzato a suon di gol e presenze. 

Roger Milla in Francia

A questo punto Roger Milla non può più aspettare. Si aprono per lui le porte dell’Europa, nello specifico del campionato francese. Ci mette un po’ di tempo per carburare e abituarsi alla nuova realtà, ma poi viaggia sulle ali del velluto.

È il 1977 quando indossa per la prima volta la maglia del Valenciennes. Nessuna presenza alla prima stagione, mentre l’anno successivo condisce il bagaglio tecnico di 6 reti in 27 match complessivi.

Nel 1979 si concretizza il suo passaggio al Monaco. Una svolta dal punto di vista professionale, che lo porta ad agguantare il primo trofeo nazionale, vale a dire la Coppa di Francia.

Gioca solo un anno a Montecarlo per, poi, sbarcare in Corsica, per la precisione al Bastia. È qui che porta avanti il periodo di maggiore permanenza in una squadra francese, essendo rimasto lì per ben quattro anni. Per la seconda volta in pochi anni alza al cielo la Coppa di Francia, arricchendo la stagione con 9 reti realizzate. La migliore stagione personale la vive nel terzo anno di permanenza, collezionando 29 gare ed un bottino di 13 gol. 137 volte in campo e 50 volte a segno durante quell’esperienza al Bastia, di certo la più proficua sotto tutti i punti di vista.

Nel 1984 Roger Milla compie uno strano percorso verso il basso, scendendo di categoria. Se lo aggiudica il Saint-Ètienne, club che viene da una stagione disastrosa culminata nella retrocessione in Ligue 2.

Qui le qualità di Milla emergono in maniera prepotente, tanto è vero che, nonostante l’annata fallimentare del primo anno, al secondo tentativo riesce, con la sua vena realizzativa, a riportare la squadra in massima serie. 51 presenze e 31 realizzazioni totali in maglia biancoverde.

Dopo due anni di alti e bassi, resta nella seconda categoria francese, ma stavolta tra le fila del Montpellier. Lì puntano tutto su di lui per tornare immediatamente su e, infatti, l’investimento ripagherà eccome con una promozione meritata sul campo.

Nel 1987 gli torna la voglia di giocare nel massimo campionato. Per questo motivo decide di restare al Montpellier, contribuendo a realizzare l’obiettivo salvezza.

Dopo tre stagioni prende la decisione più importante della sua vita: abbandonare la Francia e proseguire altrove la fase di fine carriera. 

Il ritorno in Camerun di Roger Milla e la chiusura in Indonesia

Tornerà in Camerun, dove è stato plasmato e lanciato verso il grande calcio, precisamente al Tonnerre de Yaoundé. L’ultimo sussulto la prima Coppa del Camerun messa in bacheca, prima di emigrare in Indonesia, indossando le maglie del Pelita Jaya e del Bali United.

Roger Milla in Nazionale

Roger Milla rappresenta un idolo assoluto in Camerun. L’unico rimpianto è che lo si è visto un po’ più tardi del solito in versione Nazionale. Partecipa al Mondiale del ’78 quando ha già 26 anni.

Capocannoniere della Coppa d’Africa per ben due edizioni consecutive dal 1984 al 1988.

Tra i protagonisti assoluti del Mondiale italiano del 90: 4 gol in 5 partite. Molto apprezzato dal pubblico italiano, anche e soprattutto, per quella danza liberatoria messa in scena intorno alla bandierina del calcio d’angolo (chiamata Makossa), dopo un suo gol. Fa piangere all’esordio anche l’Argentina campione di Maradona, battuta a Milano per 1-0. Diviene uno dei protagonisti del mondiale italiano, con il Camerun che arriva vicinissimo a centrare la semifinale di un mondiale, un evento mai accaduto fino a quel momento per una squadra africana.

Un gesto divenuto popolare e che rappresenta una delle migliori e più simpatiche esultanze che si siano mai viste ad un Mondiale. Utilizzato persino come spot pubblicitario di un noto marchio come la Coca-Cola. L’ultimo Mondiale è quello del 1994, laddove Mila segnerà una rete storica a 42 anni suonati (il calciatore più anziano a segnare ad un mondiale). 

Chiude con la Nazionale dopo 72 presenze condite da 41 reti segnate.

 

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