Roberto Boninsegna, la storia di “Bonimba”

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Roberto Boninsegna, la storia di “Bonimba”, nel post a cura di Campioni Calcio

Oggi la Nazionale italiana di calcio sembra aver dimenticato gli anni d’oro che furono. Il livello di gioco e competitività ne ha risentito non poco e per questo, ogni tanto, bisogna affidarsi alla nostalgia per rivivere i fasti di un tempo. Citando personalità del calibro di Roberto Boninsegna, uno di quelli che ha scritto la storia in maglia azzurra, ma non solo.

In questo post a cura di Campioni Calcio vediamo insieme la storia di Roberto Boninsegna, soprannominato Bonimba, che ha vestito le maglie di Cagliari, Inter, Juventus e Nazionale. Bentornati sul nostro portale!

Roberto Boninsegna agli inizi

Roberto Boninsegna nasce a Mantova il 13 novembre del 1943.

Chiamato in arte Bonimba, Boninsegna è stato un forte e tignoso attaccante, attivo tra gli anni ’60 e gli anni ’70. Presenta caratteristiche tecniche tipiche di un centravanti vecchia maniera, tanto è vero che si sprecavano, in questo senso, i paragoni con Gigi Riva. Tra i suoi punti di forza l’abilità nel saper calciare i rigori. In questo senso, vanta un record ancora oggi non scalfito: è l’unico giocatore di Serie A ad aver segnato ben 19 rigori in maniera consecutiva. Agli inizi di carriera Boninsegna cresce nell’Inter, ma non sfonda per la reticenza dell’allora tecnico Helenio Herrera nel proporlo in prima squadra.

Per questo motivo comincia a girare l’Italia dal 1963 in poi. La prima squadra che incrocia in ambito professionistico è il Prato, con cui mette a segno 1 gol in 22 partite disputate. La musica cambia totalmente a partire dal suo trasferimento al Potenza l’anno successivo. I 9 gol messi a segno in 32 presenze non bastano però a regalare il sogno della Serie A alla sua squadra.

Da lì in poi si capisce che le qualità di Roberto Boninsegna sono destinate a crescere sempre più. Se ne accorge per primo il Varese, militante nella massima serie, che decide di affidare a lui le chiavi dell’attacco. Esordio in Serie A nella stagione 1965/66. Con i lombardi gioca un solo anno in serie A, raccogliendo le prime reti in massime serie: saranno 5 in 28 gare disputate. A questo punto, riceve un’offerta interessante di una squadra in rampa di lancio: si tratta del Cagliari, che se lo porta a casa.

boninsegna potenza

Roberto Boninsegna al Cagliari

Una carriera in rampa di lancio, a maggior ragione in concomitanza con l’approdo al Cagliari. Pagato ben 80 milioni delle vecchie lire, costituisce con il mitico Gigi Riva un tandem d’attacco fenomenale per l’epoca. Insieme arrivano ad un passo dal titolo nazionale nella stagione 1968/69. Ma anche un comportamento scorretto, che nella stagione 1967-68 (trasferta a Varese) gli costano diverse giornate di squalifica per aver insultato arbitro e assistente.

Per lui tre stagioni in maglia sarda, con 108 presenze e 36 realizzazioni.

boninsegna cagliari

Roberto Boninsegna ai Chicago Mustangs

Durante la parentesi cagliaritana l’attaccante azzurro sveste i panni rossoblù per indossare la maglia dei Chicago Mustangs, compagine che in quel momento partecipa al campionato nordamericano. 

Con 11 reti si aggiudica il titolo di capocannoniere della lega. Un altro record messo in bacheca, considerando che rappresenta il primo giocatore italiano ad aver fatto più gol in un campionato che non fosse quello italiano.

Dà l’addio al Cagliari nel 1969 e il club sardo, come forma di ringraziamento e gratitudine nei suoi confronti, lo inserisce a pieno diritto nella Hall of Fame societaria.

Roberto Boninsegna all’Inter

Si completa il trasferimento di Boninsegna dal Cagliari all’Inter per 600 milioni di lire. Pur di arrivare a lui la società nerazzurra cede ai sardi ben 3 giocatori come contropartite tecniche. 

Torna, dunque, in quella che è stata la sua prima casa calcistica, da dove, di fatto, spiccherà ancora di più il volo. Lo scudetto della stagione 1970/71 porta soprattutto la sua firma e non solo per i 24 gol totalizzati in campionato.

Si conferma capocannoniere del campionato la stagione seguente con appena 2 gol in meno, a quota 22 gol.

Durante una partita di Coppa dei Campioni disputata a M’gladbach, Boninsegna rimedia una contusione paretale in seguito ad un colpo subito ad opera di un tifoso tedesco.

Quell’episodio è rimasto alla storia come la “partita della lattina”, essendo lui stato colpito proprio da una bottiglia di plastica. La partita in questione fu annullata e ripetuta nella sua interezza. 

Lascia l’Inter definitivamente dopo la stagione 1975-76.

In maglia nerazzurra colleziona, in totale, 287 presenze condite da ben 173 reti, che ne fanno uno dei maggiori bomber interisti di sempre.

Roberto Boninsegna alla Juventus

Pietro Anastasi passa all’Inter mentre Roberto Boninsegna compie il percorso inverso. Lo scambio che si concretizza nel 1976 tra Juve e Inter. Il neo bianconero, superata la soglia dei 30 anni, sembrava essere in una fase calante della sua carriera, ma non era affatto così. 

Tanto è vero che con Roberto Bettega va a formare una coppia d’attacco di fuoco.

In bianconero vince complessivamente 2 campionati, 1 Coppa Italia e 1 Coppa Uefa.

Anche con la Juventus molte reti per lui: 35 realizzazioni in 94 presenze tra campionato e coppe.

boninsegna juventus

Roberto Boninsegna a fine carriera

Nel 1979 Boninsegna saluta anche alla Juve e approda al Verona in Serie B, prima di finire definitivamente la sua carriera agonistica sui campi di Serie D, nello specifico con la Viadanese. Nella prima esperienza raccoglie 3 reti, nella seconda 8. E’ arrivato il tempo, per Bonimba, di dire basta al calcio giocato.

In totale per lui 286 reti realizzate solo con squadre di club. Niente male direi!

Roberto Boninsegna in Nazionale

Oltre alle squadre di club, Roberto Boninsegna ha deliziato la Nazionale e i suoi tifosi, con prestazioni e risultati piuttosto eccellenti ottenuti sul campo. Nel 1967 disputa la sua prima partita in azzurro e da lì è un crescendo tra mito e realtà. 

Ai Mondiali del ’70 resta epico nella storia l’assist fornito a Rivera. Sua una delle 4 reti messe a segno in semifinale durante la mitica partita Italia-Germania 4-3. Sempre lui illude un’intera nazione nella finalissima di quel Mondiale contro il Brasile di Pelé, firmando il momentaneo pareggio azzurro prima del crollo tradotto nel 4-1 finale. Ultima gara contro l Bulgaria a Genova.

Per lui saranno 22 presenze con 9 reti realizzate. 

italia-germania 4-3

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