Radamel Falcao, bio dell’attaccante colombiano

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Biografia Radamel Falcao, oggi su Campioni Calcio

A volte non c’è bisogno di dover aspettare l’addio al calcio per essere dichiarati automaticamente leggende viventi o non. Basta anche semplicemente lasciare il segno e continuare a dare gli ultimi sprazzi di classe e ferocia in mezzo al campo. Quello che ha fatto e continua a fare un certo Radamel Falcao. Bomber di peso e di spessore internazionale, troppo presto dimenticato dalla critica, ma non dagli appassionati. Le qualità indiscusse sotto porta lo hanno portato, per forza di cose, ad essere un vincente per natura. Qui la sua biografia. Bentornati sul nostro portale!

Radamel Falcao al River Plate

Radamel Falcao García Zárate, noto semplicemente come Radamel Falcao nasce a Santa Marta il 10 febbraio del 1986. Figlio di un ex calciatore, deve il suo secondo nome Falcao per la passione del papà per il calciatore della Roma.

Radamel è un attaccante colombiano, che inizia la carriera calcistica nella squadra del Lanceros. È l’anno 1999 e disputa la seconda divisione del proprio Paese. Esordisce a 13 anni nel calcio professionistico, divenendo il più giovane in assoluto in questo senso in Colombia.

Al River ci finisce a 15 anni. A 19 anni segna già una doppietta al suo debutto in prima squadra. I primi anni 2000 rappresentano una sorta di rodaggio per un attaccante che è pronto ad affinare le sue capacità realizzative.

Dopo 111 presenze con 45 reti messe a segno, decide che è arrivato il momento di spiccare il volo in Europa, destinazione Porto.

Radamel Falcao al Porto

Dopo un apprendistato di quasi 10 anni al River Plate, Falcao compie il grande salto in Europa. Gli osservatori del Porto, in particolare, non perdono tempo e lo acquistano nell’estate del 2009 per 5,5 milioni di euro. Alla prima partita segna già il suo primo gol in campionato.

Si fa notare anche in Champions League, segnando il primo gol a livello europeo contro l’Atletico Madrid in una sfida del 30 settembre 2009. Da questo momento in poi fioccano le realizzazioni: 2 gol qua, 3 gol di là e persino 4 in una sola partita durante una semifinale di Europa League datata 28 aprile 2011: il malcapitato Villarreal ne prende 5 a fine partita. Il 5-1 appena citato consente a El Tigre, così come soprannominato, di arrivare a quota 15 gol complessivi in quell’edizione di Europa League. Raggiunto il precedente record nella stessa competizione partorito da Jurgen Klinsmann nel lontano 1996.

Lo supera nella partita di ritorno giocata contro gli spagnoli e stabilisce il nuovo record di 16 gol in un’unica competizione europea. Un altro, invece, riguarda il numero di segnature in una singola partita a livello europeo (4): mai nessuno più giovane di lui c’è riuscito.

Nella finalissima contro lo Sporting Braga segna il gol decisivo per la conquista dell’Europa League, il suo primo trofeo da quando ha lasciato l’Argentina. Alla fine il record definitivo sopra menzionato sale a 17 reti totali. 

La stagione 2010/2011 rappresenta un vero e proprio trionfo, culminato con la conquista del campionato portoghese. A livello personale saranno 38 i gol stagionali, 73 se si sommano anche quelli del partner d’attacco Hulk, con il quale formerà una coppia strabiliante.

In tre anni in Portogallo segna la bellezza di 72 reti in 87 partite. In pratica la media quasi di un gol a partita. Viene notato così dalle migliori squadre d’Europa e se lo assicura l’Atletico Madrid.

Radamel Falcao all’Atletico Madrid

Il Porto è stato il trampolino di lancio di Falcao per diventare uno degli attaccanti più forti al mondo. Lo diventa, di fatto, ancor più passando all’Atletico Madrid. Con il suo arrivo si compie quel processo di crescita che porta l’Atletico a potersi confrontare, sia in campo nazionale che internazionale, con i cugini ben più quotati del Real Madrid. Lui è come la ciliegia su una torta.

Nell’agosto 2011 si spendono per lui ben 40 milioni di euro. Il 18 settembre la prima tripletta messa a segno contro il Racing Santander in campionato. L’Atletico sa di avere dalla sua una freccia più che lancinante per le difese avversarie e la sfrutta a suon di doppiette e triplette. Sembra persino troppo facile per lui buttare la palla in una porta almeno una volta.

Vince un’altra Europa League al suo primo anno, segnando una doppietta nella finalissima di Bucarest contrapposto all’Athletic Bilbao. 3-0 il finale e vecchio obiettivo centrato dopo due anni di astinenza. Ci ha pensato Falcao, che con 12 reti si è preso anche il titolo di capocannoniere della competizione, confermando il trend delle stagioni precedenti.

Nella vittoriosa Supercoppa Europea ai danni del Chelsea colleziona una tripletta nel 4-1 finale, mostrando già una fame di gol e vittorie ad apertura di nuova stagione che in pochissimi possono ritenere di possedere.

Il 9 dicembre 2012, in campionato, incontra gli avversari del Deportivo La Coruña, a cui rifila ben 5 gol nell’ambito del 6-0 finale. Ciò gli consente di eguagliare il record di reti stabilite da un calciatore dell’Atletico in una sola partita, nella fattispecie Vavà. Si toglie la soddisfazione di scippare la Coppa di Spagna al Real Madrid proprio nella finale del Bernabeu, in quello che può considerarsi a tutti gli effetti l’ultimo trofeo portato a casa.

Dopo soli due anni decide però di cambiare aria e lascia l’Atletico dopo 91 presenze e 70 reti messe a segno.

Radamel Falcao al Monaco

Finita con non poche soddisfazioni l’avventura all’Atletico Madrid, El Tigre va verso il Principato di Monaco. Lo accoglie il ricchissimo Monaco che investe 60 milioni di euro sul suo conto. Ripaga subito dell’investimento all’esordio in Ligue 1 con il gol vittoria al Bordeaux. Ma il 22 gennaio 2014 il crac: rottura del legamento crociato e allontanamento dai campi per ben 6 mesi. Motivo per cui salta il Mondiale brasiliano di quell’anno. Ritorna più forte e carico che mai nella stagione 2014/2015 arrivando a siglare 200 gol in carriera, ma non con i monegaschi.

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Radamel Falcao al Manchester United

Per poter riprendere la condizione di un tempo, il Monaco lo manda a giocare in prestito al Manchester United. Una scelta che, di fatto, non ripagherà. Radamel sin da subito ha un rapporto conflittuale con l’allenatore dell’epoca, Louis Van Gaal, il quale lo considera poco nelle gerarchie d’attacco. Arriverà persino a pentirsi di aver scelto questa destinazione. C’è unità di intenti a fine stagione nel non proseguire il rapporto professionale. Così Falcao torna alla base dopo 29 presenze e soli 4 gol.

Radamel Falcao al Chelsea

Il Monaco, tuttavia, sembra non puntare più su di lui e ripiega su un altro prestito annuale da luglio 2015, stavolta al Chelsea. Un’avventura anch’essa travagliata, caratterizzata da diversi problemi fisici che lo tengono a lungo fuori dal campo. Giunge persino l’esclusione dalla lista Champions. Un’autentica umiliazione per un bomber vecchio stampo, ma dall’usato sicuro. Per lui solo 11 presenze con gli inglesi e 1 gol.

Radamel Falcao al Monaco bis

L’allenatore Jardim questa volta convince la società monegasca a non cederlo da altre parti. Ritorna al centro del progetto. Il 2 novembre 2016 segna una rete in Champions League, 6 anni dopo l’ultima volta. Anzi, ne segna 2 al Cska Mosca. Ricomincia a sentire l’odore della porta come non faceva da tempo e fioccano nuovamente doppiette e triplette tra campionato e Champions. Quella Ligue 1 sarà proprio del Monaco grazie ai 30 gol in 43 presenze.

Dopo 140 presenze e 83 reti messe a segno in totale, si trasferisce in Turchia.

Radamel Falcao tra Turchia e Spagna

Il settembre 2019 sancisce ufficialmente la parabola discendente del campione che è stato, ma non ancora abbattuto del tutto. Finisce a giocare al Galatasaray. Pur tenendo fede al suo buon nome con tanti gol e buonissime prestazioni smarrisce, tuttavia, l’incisività di un tempo. Dopo 43 presenze e 20 reti totali in tre stagioni torna in Spagna.

Infatti, nel settembre 2021 torna nelle fila del Rayo Vallecano, dove gioca anche attualmente. Con gli spagnoli nella stagione scorsa mette a segno 6 reti in 21 gare.

Radamel Falcao in Nazionale

Con la Colombia, Falcao ha giocato tantissime gare e partecipato a molte manifestazioni iridate. L’esordio in amichevole nel 2007 contro l’Uruguay. La prima partita ufficiale invece contro il Brasile. La prima rete in Nazionale la realizza in partite ufficiali al Perù, nelle qualificazioni al mondiale del 2010.

Tuttavia non riesce mai a raggiungere alti traguardi, nonostante una squadra forte come quella colombiana. Fa ancora parte della selezione, avendo giocato l’ultima gara contro il Messico lo scorso settembre.

Per adesso sono 101 presenze e 35 reti messe a segno con la selezione del suo paese.

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