Pierino Prati, storico attaccante di Milan e Roma

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Pierino Prati, storico attaccante di Milan e Roma oltre che della Nazionale, nel post di Campioni Calcio

Nel calcio i ricordi vanno e vengono. Alcuni sono più chiari e trasparenti, altri sono più nitidi e hanno bisogno di essere alimentati maggiormente. Oggi vogliamo parlarvi di un calciatore che oggi non c’è più, ma che ha fatto la storia del Milan: Pierino Prati.

Chi era Pierino Prati?

Un grande ex calciatore del passato, riconducibile nella fattispecie agli anni ’60/70, che ha dato il meglio di sé con le maglie di Milan e Roma e si è messo in luce in maniera preponderante nel territorio nazionale, ma anche in Europa di sicuro. Ruolo attaccante. Tutto comincia a tinte rossonere. Ripercorriamo l’intera carriera di Pierino Prati, detto “Pierino la Peste”, che faceva danni seri in aria di rigore.

Pierino Prati: gli inizi

Pierino Prati nasce a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano, il 13 dicembre del 1946.

Fin da piccolo cresce nelle giovanili del Milan, che durante la fase di maturazione, decide di darlo in prestito alla Salernitana in serie C, dove si mette in luce siglando 10 reti e contribuendo alla risalita dei campani in B.

Torna al Milan, che però decide di darlo di nuovo in prestito dopo averlo fatto debuttare in A (due presenze), stavolta al Savona, in serie B. Con la squadra ligure si migliora siglando 15 reti in 29 gare.

Prati al Milan

Il Milan capisce che ha davanti un bomber di razza, tecnicamente valido e affamato di vittorie, e senza averlo pagato nemmeno una lira. Un affare per i rossoneri, che decidono di affidare a Prati le redini dell’attacco milanista. Ed ecco che alla prima stagione diventa capocannoniere del campionato a soli 22 anni con 15 reti all’attivo e lo scudetto con i rossoneri. A quel tricolore si aggiunge la Coppa delle Coppe in finale contro l’Amburgo.

Nella manifestazione continentale sigla altri 4 gol in 8 gare. Per lui si aprono perfino le porte della Nazionale Italiana. Inizia l’ascesa di Pierino la Peste.

L’anno dopo, non contento, segna una tripletta nella finale di Coppa dei Campioni contro l’Ajax (la squadra di Johan Cruijff, non una qualunque), portando il titolo a Milano e sfiorando il record di Puskas (4 reti in una finale di Coppa Campioni). E’ l’italiano che ha segnato più gol in una stessa finale della massima competizione continentale. Per ora non ci è più riuscito nessuno dopo Pierino Prati.

 

Riempirà la sua bacheca negli anni rossoneri con i seguenti titoli:

  • 1 Scudetto;
  • 2 Coppe delle Coppe;
  • 2 Coppe Italia;
  • 1 Coppa dei Campioni; 
  • 1 Coppa intercontinentale;
  • 1 Titolo di Capocannoniere;

In totale la sua esperienza in rossonero frutta un totale di 209 gare mettendo a segno 102 gol.

prati milan

Prati alla Roma

Lasciato il Milan, passa alla Roma nel 1973, dove continua ad avere una buona media gol, ma in termini di risultati concreti non porta a casa praticamente nulla questa volta.

Con i giallorossi Prati gioca un totale di 82 gare mettendo a segno 28 reti.

prati roma

Gli ultimi anni di carriera

Pierino Prati ha trascorso gli ultimi scampoli della sua carriera in giro per l’Italia, con una parentesi ai Rochester Lancers, squadra americana. Gioca alla Fiorentina poche gare e al Savona dal 1977 al 1979, dove sigla 10 reti in 25 gare.

Una parabola discendente che ha il suo culmine con il ritorno al Savona dopo la parentesi americana in Serie C2, lì dove decide nel 1981 di appendere gli scarpini al chiodo.

Niente più calcio per lui, o meglio, solo da allenatore.

Pierino Prati in Nazionale

Il periodo rossonero lo forgiò molto di più sul fronte Nazionale Italiana. 

Con essa vince il campionato europeo nel 1968 e fa parte della spedizione azzurra al celebre Mondiale 1970, conclusosi al secondo posto dietro al Brasile di Pelé.

In quest’ultima competizione, però, non giocò neanche una partita, ma l’importante è esserci in certi casi.

Finita quell’era lì, imboccherà definitivamente la strada del declino.

Con l’Italia in totale Prati giocherà 14 partite con una media gol spaventosa: 7 reti. Un gol ogni due partite per l’attaccante italiano, protagonista soprattutto dell’Europeo italiano del 1968, l’unico vinto nella storia della nostra Nazionale.

prati italia

Prati allenatore

Dopo aver abbandonato il calcio nelle vesti di giocatore, diviene allenatore, ma senza ottenere grandi sussulti. Ottiene una salvezza con il Lecco e una promozione in C2 con la Solbiatese. Sfiora un’altra promozione sulla panchina del Bellinzago per poi passare alla Pro Patria, dove, però, non conclude la stagione e rassegna le dimissioni a causa dei risultati altalenanti in campionato.

Di Prati, poi, si sono perse le tracce, mediaticamente parlando, una volta che ha abbandonato anche la veste da tecnico. Ricomparso in qualche tv privata, soprattutto milanese, nel ruolo di ospite e opinionista televisivo, è finito in una casa di riposo in Brianza, lì dove si è spento.

Il suo ricordo resterà sempre vivo nel cuore di chi ama realmente il calcio, soprattutto quello di una volta. Manifesto di un calcio che ha regalato emozioni alle vecchie generazioni.

Ciao Pierino Prati. Continua a correre su un campo di calcio da lassù.

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