Paulo Roberto Falcão, biografia dell’Ottavo re di Roma

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Paulo Roberto Falcão, biografia dell’Ottavo re di Roma, nel post a cura di Campioni Calcio

C’è stata un’epoca storica in cui l’Italia e la Serie A nello specifico si ponevano come punto di arrivo. Il campionato più bello del mondo, secondo l’opinione di tanti addetti ai lavori e appassionati. Merito, anche e soprattutto, della classe sopraffina e raffinata di gente come Maradona, Zico, Socrates, Paulo Roberto Falcão. Quest’ultimo per i tifosi della Roma, è un idolo ancora oggi. Esponente di spicco della generazione anni ’80 che ha fatto faville.

Vediamo in questo post a cura di Campioni Calcio, gli step professionali del centrocampista brasiliano Paulo Roberto Falcão, soprannominato “L’ottavo re di Roma”.

Paulo Roberto Falcão all’Internacional

Paulo Roberto Falcão nasce a Xanxerê il 16 ottobre del 1953 da madre di origini calabresi e padre portoghese.

Prima di arrivare in Italia Paulo Roberto Falcão, ex centrocampista brasiliano, ha mosso i primi passi da calciatore nel 1972 all’Internacional di Porto Alegre. Classico centrocampista centrale volto alla regia, ma con una visione di gioco e una propensione offensiva atipica per uno del suo ruolo.

Oggi lo si definirebbe come una sorta di allenatore in campo, in grado di guidare non solo i compagni di reparto, ma un’intera squadra. Doti che in Brasile cominciano ad apprezzare sin da subito.

In 6 stagioni conduce l’Internacional alla conquista del titolo brasiliano per ben 3 volte, un evento più unico che raro da quelle parti. Non a caso il club lo ha inserito idealmente nella lista dei giocatori più forti di sempre ad esser passati lì. Probabilmente il più forte. Miglior giocatore del campionato brasiliano per ben 2 volte. Un motivo ci sarà.

Dopo 157 presenze e 21 reti messe a segno, il calciatore si trasferisce in Italia.

Paulo Roberto Falcão alla Roma

Uno così non può passare assolutamente inosservato. Per questo, appena scocca il 1980, la Roma mette gli occhi e le mani su di lui. Lo acquista al posto di un altro talento brasiliano, Zico, generando un certo malcontento nella tifoseria, almeno inizialmente.

Tutto cambia al suo arrivo nella Capitale. Tuttavia, all’aumentare dell’entusiasmo non corrispondono le prestazioni in campo del calciatore, tutt’altro che convincenti. Chiude la prima stagione in giallorosso con appena 3 reti, un bottino personale misero in rapporto ad un contesto di squadra vincente, relativamente alla Coppa Italia e ad uno Scudetto quasi guadagnato. Sembra quasi un pesce fuori d’acqua e, anzi, il tifo romanista, che si sa è molto caldo, non vuole mai aspettare. Paulo deve darsi una mossa. 

A partire dalla seconda stagione in poi Paulo Roberto Falcão prende le misure al calcio italiano e si prende un posto di primo piano. Con 24 partite e 6 gol lo score inanellato, per la gioia dello storico ex presidente Dino Viola, che si vede ripagare per la prima volta di un investimento alquanto oneroso.

La stagione 1982/1983 si chiude con lo storico secondo Scudetto romanista e una padronanza del campo di Falcao tale da renderlo assoluto protagonista e uno dei migliori centrocampisti in circolazione dell’epoca.

roma di falcao

Sono invece 27 le presenze e 7 reti in quella successiva, per aumentarne ancor più la reputazione e la riconoscibilità in questo senso. L’”ottavo re di Roma”, così come ribattezzato dal popolo giallorosso, si è preso proprio Roma. Anche se, poi, il suo trono è stato spodestato da un certo Francesco Totti, ex capitano, bandiera giallorossa, romano e romanista.

L’epilogo più amaro della sua avventura italiana è la bruciante sconfitta in finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool. Ai rigori lui decide di non presentarsi e per questo motivo si becca una dose di critiche particolarmente feroci. Nessun infortunio o altro, semplicemente una scelta che ha diviso la città. Lui non se la sentiva e, a causa di ciò, per molti addetti ai lavori non può essere definito un calciatore che ha fatto la storia. Ma tutto ciò non va ad intaccare un prestigio nazionale e internazionale conquistatosi a suon di gol, prestazioni e leadership incontrastata in mezzo al campo.

Il grave infortunio occorsogli in una partita disputata nel 1985 rappresenta la miccia che conduce verso un rapporto ormai compromesso. Da una parte lui, dall’altra la dirigenza nella veste del presidentissimo Dino Viola.

Lascia la Roma dopo 152 presenze e 27 reti messe a segno.

Paulo Roberto Falcão al San Paolo

Dopo 5 stagioni tra alti e bassi il calciatore lascia la sponda giallorossa di Roma per concretizzare il ritorno alle origini. In Brasile lo accoglie a braccia aperte il San Paolo nella stagione 1984/85, pronto a puntare sulla sua voglia di riscatto.

Ma le cose non vanno come si spera ed è forse questo il momento in cui si prende consapevolezza di un’imminente e inevitabile decisione. Dura soltanto un anno l’avventura in patria prima di ritirarsi definitivamente dal calcio. Un’ultima stagione da calciatore che non verrà ricordata per essere stata indimenticabile, memorabile, avendo collezionato solo 10 presenze e nessuna rete.

Capisce che è il momento di appendere gli scarpini al chiodo e lo fa nel suo Brasile, nella sua terra.

Paulo Roberto Falcão in Nazionale

In Nazionale il calciatore brasiliano ha vissuto più bassi che alti. Bronzo nella Copa America edizione 1979, partecipa al Mondiale 1982 in Spagna, dove incrocia sul proprio destino l’Italia nella seconda fase ad eliminazione diretta. 

Si sa poi come sia andata a finire: 3-2 e Brasile a casa. Prende parte anche al Mondiale del 1986, ma giocando ben poco. Solo 90 minuti accumulati in 2 partite complessive. 

Gioca un totale di 28 partite con la Nazionale condite da 8 reti totali.

falcao brasile foto

Paulo Roberto Falcão allenatore

A 5 anni di distanza dall’ufficializzazione del ritiro, Paulo Roberto Falcão torna nel mondo del calcio a partire del 1990, ma in veste di allenatore. Guida sin da subito il suo Brasile dopo la fallimentare spedizione di Italia ’90.

Sono 6 vittorie in 18 partite lo score finale prima delle dimissioni rilasciate in seguito alla sconfitta in finale di Copa America contro l’Argentina dell’agosto 1991. Resta una stagione ai messicani dell’America per poi approdare a casa sua, all’Internacional.

Nel ’94 è protagonista sulla panchina di un’altra Nazionale, ma che si trova dall’altra parte del mondo, vale a dire il Giappone. Il primo titolo conquistato da allenatore è il campionato Gaucho portato a casa con l’Internacional di Porto Alegre dopo essere stato chiamato per la seconda volta.

Le avventure sulle panchine di Bahia e Sport Recife, club minori brasiliano, durano il tempo di un battito di ciglia. Firma per la terza volta un contratto con Porto Alegre, ma 5 partite bastano già per farlo esonerare nuovamente.

Oggi Paulo ha smesso di allenare e si diletta come commentatore sportivo a Rede Globo e opinionista per una nota emittente radiofonica brasiliana, Radio Gaucha.

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