Matthias Sindelar, bio del grande attaccante austriaco

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Matthias Sindelar, bio del grande attaccante austriaco, nel post a cura di Campioni Calcio

Il calcio europeo intriso di storie e racconti che arricchiscono e nobilitano una narrazione, al di là della competizione in sé. Per l’Austria un personaggio come Matthias Sindelar ha rappresentato non solo una risorsa di alto spessore in campo, ma anche un’opportunità di riscatto e di insurrezione sociale.

L’Austria, si sa, non ha una storia calcistica molto forte ma, in ogni caso, ci sono stati dei giocatori che hanno fatto la storia di questa piccola Nazione. E Matthias Sindelar è uno di questi.

In questo post a cura di Campioni Calcio vediamo insieme la storia e gli step professionali di Matthias Sindelar. Bentornati sul nostro portale!

Le caratteristiche di Matthias Sindelar

Dal punto di vista temporale, Matthias Sindelar è stato un calciatore piuttosto datato nel tempo. Figlio di un’epoca storica dove il calcio, in pratica, era ai suoi albori primordiali. Il riferimento è agli anni ’20/30.

Si tratta di un ex attaccante/centrocampista dalle doti tecniche imponenti, soprattutto dal punto di vista creativo. Il classico centravanti, ma capace, all’occorrenza, di vestire i panni del rifinitore moderno, grazie alle sue qualità indiscusse da dribblomane. A prima vista poteva sembrare piccolo e indifeso in virtù dei suoi 175 cm, ma in campo mostrava tutt’altro.

Matthias Sindelar agli inizi

Matthias Sindelar nasce come Matěj Šindelář il 10 febbraio 1903 a Kozlov, piccolo paese oggi parte della Repubblica Ceca.

Calcisticamente nasce, invece, in una delle squadre della capitale austriaca, l’Hertha Vienna, con cui disputa le giovanili dal 1918 al 1921. Soprannominato Carta Velina, una volta ultimato il suo percorso di crescita e consapevolezza dei propri mezzi, diventa pressoché inevitabile l’ingresso in prima squadra.

Subito la vita calcistica lo mette a dura prova, a seguito di un serio infortunio al menisco che ne mina fortemente il prosieguo della carriera. Da quel momento indossa perennemente una fasciatura al ginocchio, considerata, per certi versi, una sorta di simbolo scaramantico.

Nonostante le offerte che giungono anche dall’Italia, Sindelar decide di stabilirsi nella sua terra natia, ma di cambiare squadra. Passa dall’Hertha ai rivali dell’Austria Vienna, a partire dall’anno 1924. Una svolta che lo porterà ad affermarsi ad altissimi livelli.

Matthias Sindelar all’Austria Vienna

La sua fama cresce in modo esponenziale anche al di fuori del territorio austriaco. Si afferma come il calciatore simbolo di un’intera nazione e non solo dell’Austria Vienna, di cui diventerà un’autentica bandiera.

Intorno a lui viene costruita una squadra gloriosa per l’epoca, anche se poco produttiva sul piano dei titoli e dei risultati. Negli anni ’30, Sindelar è in assoluto uno dei calciatori in attività più forti e diviene il simbolo di una modernizzazione anticipata della figura professionale. Il primo calciatore in assoluto ad essere pagato per attività pubblicitarie.

I trofei vinti da Matthias Sindelar

Il primo titolo internazionale giunge nel 1933, alzando la Coppa dell’Europa Centrale, una delle competizioni più ambite dell’epoca. Gli italiani dall’età più avanzata ricordano con maggiore chiarezza la doppietta rifilata alla Juventus nella semifinale d’andata, oltre che la tripletta nella finale di ritorno contro l’Inter di Meazza.

La migliore stagione di Sindelar è nel 1936 e condita dalla seconda affermazione in Coppa Europa Centrale. Stavolta a farne le spese in finale sono i cechi dello Sparta Praga. 

Matthias Sindelar e il suo schierarsi contro la Germania nazista

L’anno successivo il punto di svolta, questa volta in negativo, di una carriera, fino a quel momento, straordinaria e densa di grandi numeri. Saranno 155 in totale le reti messe a segno dall’attaccante austriaco in 255 presenze, raccolte in oltre 15 anni di permanenza con l’Austria Vienna. Un viaggio bruscamente interrotto all’apice.

L’annessione dell’Austria alla Germania Nazista nel 1937 favorisce un clima ostile nei confronti della squadra. Questo perché i nazisti, in pratica, scomunicano il presidente della società, Michael Schwarz, in quanto di origini ebree. 

Sindelar si schiera apertamente contro l’insorgenza nazista. Gli costerà caro. Verrà trovato senza vita il 23 gennaio del 1939 in circostanze ancora oggi considerate misteriose, ma che destano tanti sospetti.

La versione ufficiale, secondo quanto riportato dall’esito dell’autopsia, fa riferimento ad un avvelenamento da monossido di carbonio all’interno dell’appartamento. Aveva solamente 35 anni e un futuro radioso davanti a sé, anche fuori dal campo. Insieme a lui venne a mancare l’allora compagna di vita italiana.

Matthias Sindelar in Nazionale

La carriera di Matthias Sindelar sarebbe potuta durare ancora a lungo, così come la sua vita. Il suo contributo con la Nazionale è stato piuttosto determinante. Non è un caso se in patria lo considerano il miglior calciatore austriaco mai avuto in assoluto.

Dopo un empasse iniziale, dovuta alla scarsa considerazione generale di un ruolo come il fantasista, in cui lui si trovava particolarmente a suo agio, riesce a conquistarsi un posto di primo piano a suon di reti. Partecipa ai Mondiali del 1934, dove l’Austria si classifica quarta. 

Solo la mitica Ungheria in semifinale riuscirà a fermarla. Le cifre parlano chiaro: 26 gol in 43 partite complessive disputate valgono un biglietto da visita invidiabile per qualsiasi bomber. Una media gol da 0.59 a partita, considerando anche le gare disputate con il club. 

Il suo ricordo più dolce e amaro allo stesso tempo è legato, tuttavia, alla nota “partita della riunificazione” giocata tra Austria e Germania, dall’altissimo valore simbolico.

Cosa ha rappresentato Matthias Sindelar per l’Austria in epoca nazista

Si gioca il 3 aprile del 1938 al Prater di Vienna. Un match per annunciare ufficialmente l’annessione dell’Austria alla Germania nazista di Hitler. In questo modo i giocatori austriaci avrebbero continuato a giocare, ma per la Nazionale tedesca. Un’idea che non andava assolutamente giù a Sindelar, il quale sarà grande protagonista in campo e fuori. Si chiude sul 2-0 per gli austriaci nei confronti dei tedeschi. Un gol lo segna proprio lui, umiliando letteralmente gli avversari con i suoi dribbling e le sue giocate. 

Alla fine si permette persino il lusso di non obbedire al saluto nazista, così come da protocollo prestabilito dal regime. Un gesto di fortissima ribellione, ulteriormente rafforzato dal rifiuto ufficiale a indossare i colori della Germania di lì in poi in luogo di quelli dell’Austria. 

Conclusioni

Questo e molto altro ha rappresentato Matthias Sindelar per tutta l’Austria. Un uomo d’onore, al di là della sua riconosciuta reputazione da calciatore.

Le sue idee anti-naziste sono celebrate ancora oggi come un esempio di virtù, vitalità e riscatto operato da un intero popolo, personificato da un singolo.

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