Juan Sebastián Verón, bio de “La Brujita”

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Juan Sebastián Verón, bio de “La Brujita” nel post a cura di Campioni Calcio

Da La Plata con furore. Juan Sebastián Verón è uno dei calciatori più nostalgici di sempre, considerando che come lui, molto probabilmente, non ne faranno più. Il classico centrocampista eclettico dalla visione di gioco particolarmente sviluppata e dal tiro potente, una cannonata che non lasciava spazio ai portieri avversari.

Non proprio un regista, ma poco ci manca. “La Brujita”, così come soprannominato da più parti, amava giostrare per tutta la trequarti offensiva ed era di un’intelligenza tattica e tecnica straordinaria. La sua carriera lo eleva ad uno dei migliori del ruolo nell’arco di tempo tra gli anni ’90 e gli anni ‘2000.

I numeri e la carriera, infatti, parlano chiaro. Vediamo la storia di uno dei centrocampisti più forti che ha giocato in Italia negli ultimi 30 anni, nel post a cura di Campioni Calcio!

Juan Sebastián Verón: gli inizi

Juan Sebastián Verón nasce a La Plata, in Argentina, il 9 marzo del 1975. La sua prima squadra è stata la squadra locale dell’Estudiantes de La Plata. Tesserato a partire dal 1993, si mette subito in mostra, ripercorrendo, in qualche modo, le orme del padre Juan Ramon Verón, altro glorioso calciatore argentino.

Subito vengono fuori le sue qualità da direttore d’orchestra del centrocampo con qualche licenza nel segnare. Bottino di gol in 3 anni non proprio ragguardevole, ma comunque degno di nota per un duttile centrocampista (7 gol in 60 partite complessive).

Ecco, se proprio gli si deve trovare un difetto, è il fatto che segni poco. Ma la classe, la tecnica non hanno nulla da invidiare ai più forti centrocampisti al mondo.

Juan Sebastián Verón al Boca Juniors

Il passaggio al Boca Juniors nel 1996 lo iscrive ufficialmente al grande calcio. In Argentina comincia a girare sempre più la voce che si ha a che fare con un talento ancora tutto da sbocciare. Sono 17 partite e 4 gol nell’unica stagione al Boca. Quanto basta per spiccare il volo verso l’Italia.

La Serie A lo chiama e il calciatore argentino risponde. Ha giocato da noi sia agli inizi che alla fine della sua carriera, vestendo diverse maglie in cui è stato sempre protagonista. Perché l’età passa ma il talento no.

Juan Sebastián Verón alla Sampdoria

La Sampdoria di Eriksson se lo aggiudica per 6 miliardi di lire nella stagione 1996-97. Nelle successive due stagioni marca il territorio del centrocampo doriano e si afferma definitivamente come calciatore fantastico, che fa innamorare i tifosi della Samp.

A fare pressing alla società blucerchiata è lo stesso Sven-Göran Eriksson, tecnico che ha fatto la storia del calcio, e che ci ha visto molto lungo. Spicca il volo al Parma al termine della stagione 1997-98.

Le presenze in totale sono 68 per 7 reti segnate complessivamente tra il 1996 e il 1998.

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Juan Sebastián Verón al Parma

È il Parma la seconda squadra italiana a decidere di investire su di lui nella stagione 1998/99. Giungono i primi trofei della sua carriera: la Coppa Italia e la Coppa Uefa.

Contribuiscono a dare lustro e prestigio ulteriore a Verón, sia a livello nazionale che internazionale.

Ma Eriksson, fresco allenatore alla Lazio, lo rivuole per costruire una Lazio da scudetto. Ed ecco che il calciatore si trasferisce a Roma nel 1999 per 60 miliardi di lire.

Con il Parma gioca un totale di 42 gare mettendo a segno 4 reti totali nelle varie competizioni.

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Juan Sebastián Verón alla Lazio

Lazio e Parma concludono il trasferimento in capitale nella campagna trasferimenti dell’estate 1999. Qui tocca l’apice del suo percorso calcistico nel momento in cui i biancocelesti conquistano lo Scudetto storico del 2000 (dopo un lungo testa a testa contro la Juventus), a cui fa seguito la Supercoppa Italiana.

Quella squadra è un’autentica macchina da guerra, tanto è vero che in serie si acquisiscono Supercoppa Europea, Coppa Italia e Supercoppa italiana nell’arco di due stagioni, insieme allo stesso titolo italiano. La Brujita si colloca perfettamente nel centrocampo laziale e ne è il faro, la luce abbagliante che acceca i pari ruolo avversari e non solo.

E’ decisivo, ad esempio, in un derby del 25 marzo 2000 contro la Roma, che viene domata per 2-1, in una gara che vede Totti contro Verón, in quei derby della capitale che rimarranno nella storia della serie A.

Il tempo di Verón in Italia però sta per finire, almeno per il momento. Il climax lo ha ormai raggiunto ed è tempo di cambiare aria. 

Con i laziali gioca un totale di 79 partite con 14 reti totali realizzate in sole due stagioni. Le migliori da un punto di vista realizzativo.

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Juan Sebastián Verón al Manchester UTD e al Chelsea

Non tanto sul profilo dei risultati quanto delle prestazioni. La Brujita non sembra essere più lui. Al Manchester United si aspettano che faccia la differenza, considerando i trascorsi italiani.

Ma, a parte l’affermazione in Premier League nella stagione 2002/2003, egli non riuscirà ad esprimersi sui suoi altissimi livelli precedenti. Lo stesso accadrà in concomitanza con il trasferimento al Chelsea sotto la guida di Claudio Ranieri. Come se avesse dato tutto ciò che aveva e ormai non ne avesse più.

Con gli inglesi mette a referto 82 presenze con 11 reti messe a segno, mentre saranno solo 14 le partite con il Chelsea, con un solo gol messo a segno.

Juan Sebastián Verón all’Inter

L’Italia è stato il Paese in cui la Brujita si è espresso al meglio delle sue potenzialità. Anche oltre. Per questo motivo cerca nuovamente gloria in Serie A, stavolta con la maglia dell’Inter.

In nerazzurro milita per due stagioni, dal 2004 al 2006, risultando essere uno dei giocatori migliori della squadra. Tuttavia, ci sono solamente le 2 Coppe Italia e la Supercoppa italiana ai danni della Juve ad allargare il suo bottino personale. Anche se uno scudetto con l’Inter lo ha vinto postumo, vista l’assegnazione successiva all’Inter del titolo in concomitanza di Calciopoli.

Con i nerazzurri gioca un totale di 74 partite con 4 reti messe a referto.

Juan Sebastián Verón: il ritorno al Chelsea e in Argentina

Torna al Chelsea nel 2006 per riprendersi la scena perduta, ma anche in questo caso le cose vanno in tutt’altra direzione. L’Estudiantes De La Plata lo richiama alla base in quello stesso anno e lui “ricambia” il favore conducendo la squadra alla conquista del Torneo di Apertura.

Perde la finale di Copa Sudamericana contro l’Internacional di Porto Alegre. Eletto miglior calciatore sudamericano nel 2008, l’anno successivo alza al cielo la Copa Libertadores, corrispettivo della Champions League in Sudamerica.

Bissa il titolo personale di calciatore sudamericano dell’anno prima, che gli permette di vincere nuovamente il Torneo di Apertura nel 2009. Gioca poi 6 mesi in un club dilettantistico della provincia di Buenos Aires, per la precisione il Coronel di Brandsen. Un’esperienza fugace.

Il romanticismo imperversa in Juan Sebastián Verón nel momento in cui non resiste al fascino del suo all’Estudiantes per la terza volta. Così riabbraccia questa causa nel 2013, salvo poi annunciare ufficialmente il ritiro dal calcio giocato qualche tempo dopo.

Tuttavia, il ripensamento è dietro l’angolo: lo ingaggia la squadra dilettantistica dell’Estrella de Berisso, in cui svolge anche il ruolo da allenatore. Firma un contratto di 18 mesi con l’Estudiantes alla veneranda età di 41 anni.

Stavolta il ritiro c’è e non sussistono altri ripensamenti.

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Juan Sebastián Verón in Nazionale

Nella Nazionale argentina La Brujita è stato protagonista ben 72 volte con 9 reti segnate, facendo apparizioni in 3 Mondiali tra Francia ’98, Giappone e Corea 2002, Sudafrica 2010. Un palmares spoglio e poco glorioso con la Nazionale. Una delle poche gioie è l’argento alle Olimpiadi di Atlanta 1996 e l’affermazione in Coppa America nell’edizione del 2007 in Venezuela.

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Juan Sebastián Verón oggi

Juan Sebastián Verón si cimenta nelle vesti anche di dirigente sportivo, subito dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. Dapprima direttore sportivo dell’Estudiantes per poi essere nominato presidente del club nel 2014. 

 

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