José Manuel Moreno, storia dell’attaccante argentino di River Plate e della Nazionale Argentina

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José Manuel Moreno, storia dell’attaccante argentino degli anni ’30 del River Plate e della Nazionale Argentina, nel post a cura di Campioni Calcio

L’Argentina è uno dei Paesi più produttivi sul piano sportivo/calcistico. In quel territorio sono nati e prosperati tanti campioni che, poi, hanno scritto pagine e pagine di storia. Entrati nei cuori dei tifosi, anche quelli meno avvezzi all’emotività. Da Maradona a Di Stefano, passando per Kempes e Messi. In un passato ancora più lontano c’è stato un calciatore antesignano dal punto di vista dell’esplosione tecnica. Lui si chiama José Manuel Moreno e faceva l’attaccante. Esponente di un calcio in bianco e nero, ma dall’intatto potere attrattivo. Questo perché rappresenta, in toto, croce e delizia dei calciatori: da un lato ci sono le giocate, i goal che valgono da soli il prezzo del biglietto. Dall’altro, invece, i vizi che i calciatori possono avere: la vita notturna, le belle donne e il mondo ai loro piedi.

In questo post a cura di Campioni Calcio vediamo insieme la storia e le gesta sportive dell’attaccante argentino José Manuel Moreno, che ha militato soprattutto nelle squadre di River Plate e Boca, oltre che nella Nazionale Argentina. Bentornati sul nostro portale!

Josè Manuel Moreno al River Plate

José Manuel Moreno Fernández nasce a Buenos Aires il 3 agosto del 1916. Nato nel quartiere La Boca, finisce però nelle giovanili della squadra con la maggiore rivalità sportiva del Boca, ossia il River Plate.

Inizia tutto nel lontano 1935, con l’esordio in prima squadra a soli 17 anni. Si capisce già tutto. Un predestinato. La media gol fa paura: 0.83 a partita. Vince due campionati in successione tra il 1936 e il 1937. 

È il perno indiscusso della squadra, da cui non si può prescindere. La fantasia innata del popolo argentino gli relega un soprannome che è tutto un programma, El Charro.

Tutto ciò a causa di una vita sregolata, segnatamente notturna, che lo porta ad attirare antipatie intorno a sé. Addirittura nel 1939 viene punito dalla società per la sua vita sregolata, ma i suoi compagni di squadra in gesto di solidarietà scioperano, facendo in modo da farlo reintegrare in squadra. Tuttavia, il talento non ne è in alcun modo minato e i successivi campionati vinti tra il 1941 e il 1942, stanno lì a rafforzarne il prestigio.

Moreno si afferma come il calciatore argentino per eccellenza, tutto estro e arte tecnica. Ma quella vita notturna, ad un certo punto, torna a galla prepotente, contribuendo in maniera decisiva all’addio al River, destinazione Honduras.

Nove stagioni accumulate fatte di 155 gol in 253 presenze complessive.

Josè Manuel Moreno in Honduras

Emigra dal suo Paese per approdare in Honduras nel 1944, precisamente al Real España, squadra che riunisce calciatori spagnoli fuggiti dalla guerra civile, con il quale riesce a conquistare un titolo nazionale.

Il periodo di “esilio”, tuttavia, è destinato poco. Il nome non è certamente casuale perché fa parte di tutti quegli atleti che sono dovuti fuggire a causa della guerra. 

Josè Manuel Moreno torna in Argentina

Dopo appena due anni sale la nostalgia di casa e per Moreno si spalancano nuovamente le porte del suo River.

Sembra rinato, a tal punto da trovare una collocazione tattica diversa, ma allo stesso modo vincente ed efficace. Meno attaccante di sfondamento e più fantasista in grado di imbeccare anche i compagni. Nel 1947 vince sia il campionato argentino che quello sudamericano.

Un giocatore diverso ma non per questo meno efficace o, comunque, meno combattivo. Anzi, riesce a migliorare il suo gioco e, chissà, complice anche l’esperienza, riesce a essere perfino più decisivo.

Josè Manuel Moreno in Cile e nel ‘suo’ Boca Juniors

La parentesi all’Universidad Catòlica lo rende un mito anche in Cile. Il richiamo della terra argentina, tuttavia, è troppo forte e lo spinge a compiere un autentico smacco per i tifosi del River: giocare per il Boca Juniors.

Moreno al Boca Juniors ci resta soltanto un anno e non riesce nemmeno a conquistare un trofeo, tormentato da una serie di infortuni in successione.  Infatti, segna solo 7 reti e si può tranquillamente dire che da quella stagione comincia il vero declino di questo fantastico calciatore.

Bisogna pur sempre considerare che, all’epoca, anche infortuni oggi visti quasi come minori potevano pregiudicare la propria carriera. Senza considerare che, mediamente, i calciatori si ritiravano prima.

Josè Manuel Moreno a fine carriera

Dal 1951 in poi la carriera di José Manuel Moreno subisce una parabola discendente pressoché inevitabile. Dopo il Boca si trasferisce nuovamente in Cile, ma la sua stella continua a non brillare. Dal Cile passa all’Uruguay, precisamente al Defensor Sporting.

Nel 1954 sbarca in Colombia all’Independiente Medellin. In circa 7 anni vince due campionati e assume il ruolo di giocatore/allenatore. Nel febbraio 1957 gioca la sua ultima partita contro il Boca Juniors. Quella gara la vince per 5 a 2 e manda in estasi i suoi tifosi. Ritorna in Colombia nuovamente nel 1960, giocando la sua ultima gara proprio con i colombiani e segnando una rete.

Una volta ritiratosi dal calcio diventa allenatore in giro per il Sudamerica, ma con più dolori che gioie.

Finisce anche per allenare l’Argentina nel 1959.

Muore nella sua Buenos Aires il 26 agosto del 1978, a pochi mesi dalla prima affermazione dell’Argentina ad un mondiale.

Josè Manuel Moreno in Nazionale

Proprio in Nazionale Moreno si è distinto come bomber di razza nel lasso di tempo tra il 1936 e il 1950. Sono ben 19 i gol in 34 presenze complessivamente accumulate. Dopo sono arrivate personalità imponenti del calibro di Maradona, Di Stefano e Messi, ma si può affermare con assoluta certezza che egli sia stato il primo calciatore di fantasia, dall’alto spessore e tasso tecnico, che l’Argentina abbia conosciuto nella sua lunga storia.

Una storia, in questo senso, che l’ha vista coinvolta praticamente da quando è stato inventato il calcio.

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