Hugo Sánchez, storia del centravanti messicano

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Hugo Sánchez, storia del centravanti messicano di Atletico e Real Madrid, nel post a cura di Campioni Calcio

Non serve necessariamente vincere campionati, palloni d’oro o coppe per entrare di diritto nella storia del calcio. A volte basta semplicemente essere l’idolo di tanti, di intere generazioni, di un intero popolo. Hugo Sánchez, calciatore trascinante e identitario come pochi. Rappresentativo di una cultura, come quella messicana, molto celebrata anche nel gioco del calcio. Si tratta di uno dei calciatori messicani più forti che siano mai stati avvistati sul campo, se non il più forte, ma ai posteri che ne masticano un po’ l’ardua sentenza. Senza, però, avere un curriculum che hanno avuto altri suoi colleghi che hanno fatto la storia di questo sport.

In questo post a cura di Campioni Calcio vediamo insieme la storia del centravanti messicano Hugo Sánchez, tra Messico ed Europa. Bentrovati sul nostro portale!

Hugo Sanchez agli inizi, tra Messico e America

Hugo Sánchez Márquez nasce a Città del Messico l’11 luglio del 1958. Sánchez è stato uno di quegli attaccanti con un grande senso del gol e idolatrati dal pubblico, non solo per le qualità tecniche, ma anche e soprattutto atletiche. Una prima punta non particolarmente possente sul piano fisico, ma capace di attirare su di sé le attenzioni più meticolose delle difese avversarie. La sua agilità fuori dal comune, abbinata al senso del dribbling e dello spazio spiccati, costituiscono un plus tale da non poter pretendere di più. La sua carriera sportiva si sviluppa prevalentemente tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’90.

La prima squadra che contribuisce a farlo conoscere a tutto il resto del mondo è stata l’UNAM Pumas. Da Città del Messico giunge una cartolina ricca di gol a peso d’oro.

Saranno ben 99 in 183 presenze complessive condensate in 4 anni di militanza.

Numeri che non possono passare inosservati su suolo europeo. Ma prima del grande salto c’è la parentesi americana da onorare, considerando che gli americani dei San Diego Sockers mettono le mani su di lui. Un’esperienza, che durerà estremamente poco perché Sánchez è destinato a diventare grande in ben altri lidi. 

Hugo Sánchez tra Atletico e Real Madrid

A Madrid, sponda Atletico, lo accolgono a braccia aperte a partire dall’anno 1981. Nell’aria si respira positività, speranza, ambizione. Si capisce che si ha tra le mani un attaccante dal futuro assicurato. Giocherà con i Colchoneros fino al 1985, collezionando 1 Coppa di Spagna e 1 titolo di capocannoniere della Liga. Nel mezzo un secondo posto in campionato, che sa di amaro.

Nel 1985 si concretizza il passaggio di Hugo Sánchez ai rivali cittadini del Real Madrid. Qui arriva nel suo massimo splendore di carriera. Il talento esplode letteralmente.

Saranno ben 5 i campionati consecutivi portati a casa durante la sua permanenza (e 4 volte pichichi). Ciliegine sulla torta la Coppa di Spagna, la Coppa Uefa e soprattutto la Scarpa d’oro del 1990, apice di un’affermazione calcistica.

Hugo Sánchez negli ultimi anni di carriera

Nel 1992 Hugo Sánchez decide di lasciare Madrid e di tornare nuovamente nella sua Città del Messico. Una decisione maturata, anche e soprattutto, a causa di numerosi infortuni che ne hanno minato il talento e la continuità.

Non sarebbe neanche così tanto evidente questo aspetto, considerando che in 7 stagioni madrilene l’attaccante ha messo a segno ben 164 gol in 207 partite.

Cosa sarebbe stato se non ci fossero stati infortuni in progressione? L’offuscamento della stella, in ogni caso, è tale da allontanarlo dal calcio europeo. Prende corpo il trasferimento al Club America. 

Evidentemente la nostalgia spagnola comincia a farsi sentire, visto che nella stagione 1993/94 giocherà per il Rayo Vallecano, dove torna, in piccolo, a far intravedere sprazzi di talento maestoso.

La sua carriera sembra essere un ping pong. Ritorna ancora una volta in Messico per vestire la maglia dell’Atlante, mentre nel 1995/96 compie il percorso in Austria a vantaggio del LASK Linz.

Le ultime squadre che lo vedranno protagonista su un campo di calcio saranno i Dallas Burn e l’Atletico Celaya. Dà ufficialmente l’addio al calcio giocato nel 1997 dopo 833 presenze e 482 realizzazioni complessive. Numeri assurdi.

Hugo Sánchez in Nazionale

Dal 1977 in poi Hugo Sánchez è stato un esponente di spicco della Nazionale messicana. Sono 28 reti complessive realizzate in 58 presenze tra Messico e Nazionale Olimpica. Nel 1993 ottiene il secondo posto nell’edizione della Copa América disputata in Ecuador. 

Nel complesso ha preso parte a 3 Mondiali, segnatamente quelli del 1978, 1986 e 1994. Il 19 giugno di quest’ultimo anno consegue l’ultima presenza in assoluto in occasione di un Norvegia-Messico, valido per la fase a gironi.

Hugo Sánchez allenatore

Una volta archiviata l’esperienza nazionale e di club, Hugo Sánchez cambia vita calcistica e aspira a diventare allenatore. 

Da marzo ad agosto 2000 allena quella che è stata la prima squadra da professionista, il Pumas. Lo richiameranno al timone dal 2001 al 2005.

Nel novembre 2006 il massimo riconoscimento che possa ricevere un ex calciatore messicano, vale a dire la guida della Nazionale. Il terzo posto alla Copa America del 2007 in Venezuela è ancora oggi uno dei risultati migliori ottenuti nella competizione. 

Con la Nazionale Under 23 non si qualifica per le Olimpiadi di Pechino 2008 e per questo viene esonerato.

Tra il 2008 e il 2012 accetta due incarichi, dapprima per gli spagnoli dell’Almeria e successivamente con i messicani del Pachuca. Questa diventa la sua ultima esperienza come allenatore al momento.

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