Giorgio Chinaglia: biografia del mitico attaccante della Lazio

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Giorgio Chinaglia: biografia del mitico attaccante della Lazio del primo scudetto, nel post di Campioni Calcio

C’era una volta un grande attaccante. Si chiamava Giorgio Chinaglia. Uno di quei giocatori appartenente alla cerchia degli “altri tempi”. Dove per altri tempi ci si riferisce anche ad un calcio tendenzialmente diverso, datato sotto tanti punti di vista. Nella teoria e nella pratica.

Chinaglia è in qualche modo la storia del calcio italiano, se non altro perché è l’attaccante con la migliore media reti/presenze in campo di tutti i tempi. Un record non da poco che lo relega già di per sé nell’olimpo dei più grandi in assoluto.

Soprannominato Long John, rappresenta il classico uomo e professionista che si è fatto da solo nel corso degli anni, provenendo da una famiglia di umili origini. Ha saputo farsi spazio nel mondo del calcio a suon di gol e prestazioni, mantenendo inalterato, tuttavia, un carattere fumantino e particolarmente tendente alla provocazione altrui.

Celeberrimo quel suo dito puntato in segno di sfida verso la Curva Sud della Roma durante un derby disputato con la sua Lazio. Dà già la dimensione del personaggio di cui si narra in questa sede.

I procedimenti giudiziari che lo hanno coinvolto gli hanno presentato, in qualche modo, il conto, ma non ne hanno scalfito una maestria ed un’incisività calcistica d’altri tempi, per l’appunto.

Un personaggio poliedrico e tuttofare, il quale ha esercitato anche altri lavori nella vita, come il cameriere e il lavapiatti, oltre ad aver vestito i panni del cantante per un breve periodo. Citato persino in un noto brano di Rino Gaetano, “Mio fratello è figlio unico”.

Insomma, non proprio l’ultimo arrivato. Chinaglia incarna il personaggio perfetto, dentro e fuori dal campo, per procedere ad un’interessante e appassionante narrazione calcistica.

Vediamo in questo post la vita e la carriera di Giorgio Chinaglia, storico attaccante della Lazio del primo scudetto. 

Giorgio Chinaglia agli esordi

Giorgio Chinaglia nasce a Carrara, Toscana, il 24 gennaio del 1947, da una famiglia di umili origini, per poi emigrare in Galles.

Calcisticamente, Giorgio Chinaglia nasce proprio in Galles, precisamente a Cardiff. Lì dove si era trasferito all’età di 9 anni insieme a tutta la sua famiglia.

In età adolescenziale si distingue già per una indole aggressiva e irriverente verso gli avversari che non conciliano con la professionalità di un calciatore, apparentemente, ma lo Swansea decide comunque di dargli un’opportunità e far iniziare in questo modo la sua carriera.

Con lo Swansea colleziona 5 presenze e mette a segno 1 gol a cavallo tra il 1964 e il 1966.

Tuttavia, per poter mettere completamente in mostra le sue qualità da bomber vero Giorgio Chinaglia deve ritornare in Italia. Precisamente nella squadra della città in cui è nato, la Massese di Massa Carrara. Qui gioca 32 gare mettendo a segno 5 gol che lo lanciano nel calcio che conta.

Fa poi benissimo all’Internapoli, la vecchia denominazione del Calcio Napoli, dove si guadagna, con la forza della sua media realizzativa consolidata, le attenzioni di una grossa squadra di Serie A: la Lazio.

Con la squadra del quartiere Vomero di Napoli mette a segno 24 gol in 66 gare, sfiorando una storica promozione in serie B.

chinaglia internapoli

Giorgio Chinaglia alla Lazio

Proprio alla Lazio, Chinaglia Giorgio vive il periodo di massimo splendore della sua carriera. In biancoceleste diviene l’emblema del leader per eccellenza di un’intera tifoseria, ancora oggi acclamato e idolatrato come uno dei giocatori più forti mai passati sotto la Curva Nord.

Grazie a lui, i capitolini ritrovano la promozione dalla Serie B alla Serie A nella stagione 1971/1972, vincendo anche la classifica marcatori con 21 reti.

L’anno successivo la sua Lazio sfiora addirittura lo Scudetto, ma è costretta ad arrendersi solamente all’ultima giornata, complice una sconfitta contro il Napoli e la vittoria della Juventus contro la Roma.

Appuntamento rimandato però soltanto di un anno, con annesso primato nella classifica marcatori con 24 reti. In questo caso sono battute le concorrenti Juventus e Napoli. E’ suo il gol scudetto nella decisiva sfida contro il Foggia.

Un trionfo su larga scala per il nuovo re di Roma, chiamato a far primeggiare le tinte biancocelesti nell’olimpo del calcio italiano anni ’70.

Non si ripete agli stessi livelli l’anno successivo, con la Lazio che però si classifica comunque tra le prime della classe. Non riesce però a disputare la Coppa dei Campioni per la squalifica dalle coppe della Lazio, per gli scontri a seguito della gara di Coppa UEFA contro l’Ipswich Town.

Dopo 7 anni di Lazio (dal 1969 al 1976), Chinaglia abbandona l’Italia e decide di trasferirsi, calcisticamente parlando e non, negli Usa.

Con i biancocelesti gioca un totale di 246 gare mettendo a segno 122 gol totali!

Giorgio Chinaglia a New York

I New York Cosmos sono la sua nuova squadra a partire dal 1976. Insieme a Pelé e Beckenbauer, altri due pilastri del calcio internazionale a fine carriera, formerà un trio di dimensioni stellari.

Cinque volte capocannoniere del campionato americano, oltre ad aver vinto 4 Superbowl. Non si può dire che lì non abbia lasciato il segno. Tutt’altro.

In 9 anni di States, Long John si è distinto per aver segnato ben 231 gol in 234 partite. Quasi 1 gol a partita in pratica.

chinaglia cosmos

Giorgio Chinaglia a fine carriera

Il versante finale della sua carriera si caratterizza per una scelta tanto curiosa quanto eccentrica: giocare a 43 anni con la Villa San Sebastiano, squadra militante nella seconda categoria dell’Abruzzo. Un piccolo grande record anche questo.

Dal febbraio 1990 al giugno 1991 giocò per questa squadra, mandando i tifosi locali letteralmente in visibilio. Normale e comprensibile, considerando che avevano davanti agli occhi uno dei giocatori italiani più forti di sempre.

Durante la sua carriera da giocatore, Chinaglia intraprende anche un percorso da dirigente. Nel 1983, diventa presidente della Lazio. Un ruolo che sembrava calzargli a pennello in virtù dei trascorsi gloriosi in biancoceleste. Ma la sua avventura non si rivelerà positiva.

In Italia ha occupato ruoli dirigenziali in altre realtà cosiddette minori, come il Marsala, il Foggia e il Lanciano.

Giorgio Chinaglia in Nazionale

Con la Nazionale, Giorgio Chinaglia prende parte al mondiale del 1974 in Germania, deludente per l’Italia, dopo il Mundial Messicano di quattro anni prima.

Litiga con Valcareggi per la sostituzione contro Haiti, che scatena un putiferio tra l’opinione pubblica e in casa Italia. Dopo quell’episodio gioca solo mezza gara contro la Polonia (gara che segna l’eliminazione dell’Italia dal mondiale).

Dopodichè sole altre tre gare per lui con i colori dell’Italia.

In totale con la Nazionale Italiana gioca 14 gare mettendo a segno 4 gol.

Giorgio Chinaglia Italia

Giorgio Chinaglia vita privata

La sua vita privata è segnata per la relazione con Connie Eruzione, cugina di un noto giocatore di hockey americano. Da questa relazione ha tre figli, Giorgio Jr, Stephanie e Cynthia. I due purtroppo si separano e Giorgio si risposa con l’italiana Angela Cacioppo, madre di due ragazzi: Anthony e Donald.

Diventa negli anni ambasciatore dei New York Cosmos nel 2011, insieme a personalità illustri del calibro di Pelé e Cantona per promuovere il marchio in giro per il mondo.

Si spegne a Naples, Florida, l’anno successivo. Siamo nel 2012, il primo aprile a seguito di un attacco di cuore.

E’ sepolto al cimitero di Roma Flaminio, accanto al suo maestro calcistico, Tommaso Maestrelli.

Conclusioni

Indubbiamente, la squadra in cui ha lasciato maggiormente il segno, oltre che un ricordo indelebile, è la Lazio. In Curva Nord (prima del periodo Covid) fioccano ogni domenica i cori e le ricorrenze in favore di una personalità come Giorgio Chinaglia.

Un autentico bomber e idolo delle folle, dentro e fuori dal campo. Questo perché gli bastava poco per conquistarsi i favori e le fantasie del pubblico che lo guardava dagli spalti. In fondo, è sempre stato uno di loro.

Incarnava la figura del condottiero perfetto di un intero popolo a tinte biancocelesti. Quel bambino di Carrara passato per il Galles e ritornato in Italia da figliol prodigo per mettersi sulle spalle un’intera compagine. 

Una personalità a tratti complessa e, paradossalmente, molto più interessante da scoprire come uomo piuttosto che come calciatore.

Considerato narciso e arrogante, in campo faceva valere eccome questa sua indole e predisposizione caratteriale a primeggiare su tutti. È sempre stato così.

Giorgio Chinaglia verrà ricordato per questo e tanto altro negli almanacchi futuri del gioco del calcio.