Gianfranco Zola: biografia di The Magic Box

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Gianfranco Zola: biografia di The Magic Box nel post a cura di Campioni Calcio

Di talenti l’Italia del pallone se ne intende eccome. Dalla pancia ideale dello stivale sono fioccati fior e fior di piccoli campioni che poi sono diventati grandi, a dispetto della loro mole. Il piccolo sardo. Figlio di una terra, di un popolo, di un’identità. Gianfranco Zola incarna alla perfezione questo tipo di calciatore. Tutto estro e fantasia. Uno dei 10 più forti in assoluto tra gli anni 90 e 2000. Senza dubbio.

Fantasista la cui specialità più esaltante erano i calci di punizione. Quasi infallibile. Classificatosi quinto nella classifica di tutti i tempi dei migliori bomber di Serie A in questa speciale abilità, ne ripercorriamo la carriera di calciatore e successivamente di allenatore, nel post dedicato alle biografie dei calciatori che hanno fatto la storia, a cura di Campioni Calcio!

Gianfranco Zola: gli inizi

Gianfranco Zola nasce ad Oliena il 5 luglio del 1966. La carriera di Zola non può che partire dalla terra natale, ossia la Sardegna. Inizia tutto dalle giovanili della Corrasi, squadra di Oliena, la piccola cittadina dove lui è nato.

A Nuoro non si fanno scappare l’occasione e lo provinano sin da subito. Milita nella Nuorese dal 1984 al 1986. Qui gioca da mezzapunta e non esplica ancora a pieno quel ruolo di fantasista che, poi, gli verrà affibbiato congenialmente più avanti.

Si trasferisce al Sassari Torres nel 1986. Disputa campionati di Serie C di altissimo livello a suon di gol, sfiorando anche la promozione in Serie B. In questo modo riesce a farsi notare dal grande calcio. E riesce ad approdarvi dalla porta principale.

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Gianfranco Zola al Napoli

Il Napoli lo acquista per 2 miliardi di lire nel 1989 e gli consente di debuttare in Serie A all’età di 23 anni. All’epoca gli azzurri rappresentavano l’élite del calcio italiano, considerando la presenza in squadra di un certo Diego Armando Maradona. Uno da cui, indubbiamente, Zola ha potuto trarre ispirazione in allenamento per affinare le sue grandi doti tecniche.

Alla prima stagione conquista subito un posto di rilievo e assurge a ruolo di piccolo Maradona, per certi versi. Giunge al primo e unico scudetto della carriera nella stagione 1989/90. Conditi da 2 gol messi a segno per l’occasione, ma tanta sostanza e qualità. Alza al cielo, inoltre, la Supercoppa italiana nella stagione successiva.

Questi primi due trofei danno linfa e slancio a Gianfranco Zola nelle successive annate. Raccoglie un’eredità pesantissima: la maglia numero 10 di Maradona. El Pibe vola via da Napoli nel 1991 e, di fatto, tocca a lui prenderne il testimone. Un compito arduo per qualsiasi calciatore al mondo, ma seppe, quantomeno, onorarlo al meglio.

Con l’arrivo di Claudio Ranieri in panchina il Napoli finisce al quarto posto nel 1991/92.

L’anno successivo Zola viene ceduto per esigenze economiche dopo 105 presenze complessive e 32 reti in 5 anni di azzurro.

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Gianfranco Zola al Parma

Zola finisce al Parma nel 1993, pagato 13 miliardi di lire. Qui arriva la definitiva consacrazione da grandissimo talento esplosivo del calcio italiano. Gli emiliani ne beneficiano attraverso la conquista di una Supercoppa Europea e di una coppa Uefa datata 1995. 

Questo è l’anno in cui si piazza sesto nella classifica del Pallone d’Oro. L’arrivo di Ancelotti sconvolge le certezze tattiche e tecniche del folletto sardo che, così, si allontana dall’Emilia in direzione Inghilterra nella stagione 1996-97, dopo un gol da antologia firmato proprio contro la sua ex squadra: il Napoli.

Con il Parma, Gianfranco Zola gioca 149 partite, segnando 64 gol totali.

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Gianfranco Zola al Chelsea

Finisce per sconvolgere la Premier League. Gianfranco Zola insegna calcio con la sua classe sopraffina. Al punto tale da essere insignito come Ufficiale dell’Ordine dell’Impero britannico. Un riconoscimento prestigioso donatogli dalla regina Elisabetta in persona, che va, dunque, oltre la mera carriera calcistica. Oltre Manica si costruisce una certa reputazione umana e assumerà il nomignolo di Magic Box.

Passa al Chelsea per 12 miliardi di vecchie lire. Alla prima stagione diviene il miglior calciatore del campionato inglese e aiuta la squadra ad alzare la Coppa d’Inghilterra. Nel 1998, in sequenza, agguanta Coppa di Lega, Coppa delle Coppe e Supercoppa Europea.

Proprio al Chelsea è protagonista di uno dei gol più belli nella storia del calcio, almeno per quanto riguarda gli ultimi 30 anni. Una magia di rara bellezza in un match di Coppa d’Inghilterra del gennaio 2002. 

Colpo di tacco acrobatico che ammutolisce il Norwich e gli stessi tifosi di Stamford Bridge che non credono ai propri occhi.

Nel 2003 conclude l’esperienza inglese dopo più di 200 presenze complessive accumulate in 7 anni inglesi.

Gianfranco Zola al Cagliari

Tempo di tornare in Italia per Magic Box. La sua Cagliari lo reclama nuovamente e lui non resiste affatto al fascino del ritorno. Il ritorno del figliol prodigo. Riporta la squadra in Serie A e disputa l’ultima stagione nel calcio giocato nel 2004/2005. Al termine della stessa ottiene il riconoscimento di giocatore più corretto del campionato, a dimostrazione della correttezza, abbinata all’estro, come tratto distintivo emblematico.

Con i sardi disputa in totale 81 gare con 27 reti messe a segno.

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Gianfranco Zola in Nazionale

Con l’Italia Zola vive più dolori che gioie. Arrigo Sacchi lo fa debuttare nel novembre 1991 in una gara valida per le qualificazioni agli Europei 1992. Se lo porta anche ai Mondiali del ’94, ma la sua avventura intercontinentale dura pochissimo. Espulso agli ottavi contro la Nigeria dopo appena 12 minuti di gioco, non prenderà parte alle gare successive.

Fallisce il rigore decisivo contro la Germania agli Europei del 1996. Ma vive una serata di grazia e di gloria personale, oltre che collettiva, quando contribuisce all’impresa di Wembley contro l’Inghilterra nel febbraio 1997. 

Un’impresa dal sapore nobile e leggendario, considerando che l’Italia lì ci ha vinto solo due volte lì, compreso questa. Salta il Mondiale francese del 1998 e disputa l’ultima partita in azzurro l’11 ottobre 1997 proprio contro gli inglesi.

Gioca con l’Italia 35 gare con 10 reti messe a segno.

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Gianfranco Zola da allenatore

Gianfranco Zola veste i panni del ct Under 21 dell’Italia nel 2006. Ad affiancarlo in quest’avventura un altro ex calciatore, Pierluigi Casiraghi. Dal 2008 al 2010 ritorna nella seconda casa calcistica per allenare il West Ham.

Ottiene buoni piazzamenti in campionato e nelle varie coppe, così come nel Watford in Serie B. Al Cagliari fa malissimo e viene sollevato dall’incarico con un bilancio di 2 vittorie, 2 pari e 7 partite perse in 6 mesi di permanenza.

Il Chelsea lo riaccoglie a braccia aperte nel 2018 quando entra a far parte dello staff tecnico di mister Maurizio Sarri. Una volta svestiti anche i panni dell’allenatore, si cimenta come opinionista televisivo per le gare di Champions League a partire da quest’anno.

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