Frank Rijkaard, bio del centrocampista del Milan di Sacchi

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Frank Rijkaard, bio del centrocampista del Milan di Sacchi, nel post a cura di Campioni Calcio

Si dice, ingiustamente, che sia stato il ‘meno forte’ dei tre olandesi che hanno costituito per anni l’ossatura del Milan negli anni ’80-’90. In realtà, però, Frank Rijkaard faceva semplicemente un ruolo diverso, tra difesa e centrocampo.

Una zona nevralgica del campo in cui l’olandese ha mostrato tutta la sua classe, entrando di diritto nella storia dei calciatori migliori. Almeno nel suo ruolo.

Vediamo in questo post a cura di Campioni Calcio la storia del calciatore olandese Frank Rijkaard. Bentornati sul nostro portale!

Frank Rijkaard all’Ajax

La classe di Frank Rijkaard, nato ad Amsterdam il 30 settembre del 1962, la si vede subito. Figlio di un ex calciatore dalla carriera non proprio scintillante, viene notato dall’allenatore dell’Ajax dell’epoca, Leo Beenhakker, quando era ancora giovanissimo. 

Il mister capisce subito le potenzialità di Rijkaard e lo fa subito giocare titolare. Nella stagione 1980/81, infatti, già totalizza 24 presenze con l’Ajax, realizzando anche 4 goal. Una di queste reti la segna all’esordio, contro i Go Ahead Eagles.

Bagnare i debutti con goal sembra essere una sua prerogativa, a tal punto da esordire – segnando – anche in Coppa dei Campioni, agli Ottavi di finale contro il Bayern Monaco.

Con i Lancieri vince in totale 3 campionati (altri due li vincerà al suo ritorno), 3 coppe d’Olanda, 1 Coppa delle Coppe. Niente male!

Gioca 8 stagioni con l’Ajax, siglando ben 46 reti in 206 presenze totali. Non male per un difensore/mediano.

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Frank Rijkaard tra Sporting Lisbona e Real Saragozza

Ancora non viene notato, incredibilmente, dai grandi d’Europa e, infatti, passa allo Sporting Lisbona, con colpevole ritardo. Un ritardo che gli pregiudica, a causa di normative calcistiche, di giocare le coppe europee.

Si trasferisce, poi, nella stessa stagione – 1987/88 -, al Real Saragozza ma delude le attese. Una prima frenata che sarebbe potuto essere decisiva, se non fosse che il Milan crede in lui e lo porta in squadra. 

Frank Rijkaard compone il trio dei tulipani al Milan

Frank viene comprato dal Milan per una cifra che non arriva ai 6 miliardi di lire. Soldi ben spesi, grazie al pressing di Arrigo Sacchi che chiede al presidente Berlusconi di acquistare l’olandese, anche al costo di sacrificare altri calciatori.

Sacchi porta Frank Rijkaard sulla linea di centrocampo e compone, con Marco van Basten e Ruud Gullit, il trio olandese rossonero che ha fatto la storia del calcio.

Nella finale di Coppa dei Campioni del 1989 strapazza 4 a 0 lo Steaua Bucarest al Camp Nou di Barcellona. Rivince la coppa dalle grandi orecchie anche l’anno successivo, segnando il goal decisivo: il Milan, infatti, batte in finale il Benfica a Vienna.

Vizio del goal per Rijkaard: ne segna due anche nella finale di Coppa Intercontinentale contro l’Olimpia. Viene nominato anche migliore in campo. A Rijkaard manca ancora lo scudetto. Ma non occorre attendere molto. Risulta infatti essere anche il miglior giocatore nella stagione 1991/92 – anno in cui vince lo Scudetto con il Milan che non perde mai una gara – ed è sul gradino più basso del podio tutto rossonero nella classifica del Pallone d’Oro nel 1988 e nel 1989. I primi due? Furono una volta van Basten e Gullit e un’altra van Basten e Franco BaresiSembra però che Frank Rijkaard avesse dei dissidi proprio con il capitano del Milan, a tal punto da fargli prendere la decisione di tornare dove tutto era cominciato: all’Ajax. Dopo aver vinto il secondo scudetto consecutivo con Capello in panchina (stagione 1992-93) e aver perso la finale di Coppa dei Campioni nella finale contro il Marsiglia, torna così in Olanda per terminare una carriera straordinaria.

Con il Milan gioca un totale di 201 presenze in 5 stagioni in Italia, mettendo a segno anche 26 reti complessive.

Trio olandesi Milan

Frank Rijkaard torna all’Ajax

Frank Rijkaard nel calciomercato estivo del 1993 torna all’Ajax, mantenendo una promessa fatta diversi anni prima. Non è il classico ritorno di fine carriera, anzi. Con il suo compagno di reparto Danny Blind costituisce un muro invalicabile. Con lui si apre un mini ciclo all’Ajax che permette alla squadra olandese – allenatore Louis van Gaal – di vincere due campionati consecutivi e una Coppa dei Campioni nel 1995, ai danni proprio della sua vecchia squadra, ossia il Milan.

A segnare il goal, proprio su un assist di Frank Rijkaard, è Patrick Kluivert: anche lui indosserà la maglietta rossonera. Altra casualità: lo stadio in cui Rijkaard alza la Coppa dei Campioni con l’Ajax è lo stesso del 1990, quello dove aveva condotto pochi anni prima il Milan alla vittoria, ossia l’Ernst Happel Stadion di Vienna.

Con la vittoria della Coppa dei Campioni, Rijkaard si ritira dal calcio giocato. 

Frank Rijkaard in Nazionale

Con l’Olanda, Frank Rijkaard esordisce nel 1981 (all’epoca erano i Paesi Bassi). Vince l’Europeo del 1988 nella finale contro l’Unione Sovietica. Una finale passata alla storia poiché il suo compagno di squadra Marco van Basten segna uno dei goal più belli della storia del calcio.

Partecipa anche al Mondiale del 1990 in Italia ma è una spedizione abbastanza deludente sul piano personale, poiché di lui si ricorda lo sputo al tedesco Völler, durante gli ottavi di finale.

Nell’Europeo del 1992, esce ai rigori contro la Danimarca: a sbagliare il penalty decisivo è van Basten. Nel Mondiale 1994, ultima competizione a cui partecipa con l’Olanda, Rijkaard e compagni vengono eliminati ai quarti dal Brasile per 3 a 2. Fu anche la sua ultima gara con la Nazionale.

In totale, le presenze per lui con l’Olanda sono 73 mentre i goal totali sono 10. 

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La carriera di allenatore di Frank Rijkaard

Frank Rijkaard comincia la sua carriera da allenatore tre anni dopo il ritiro, facendo il vice di Guus Hiddink in Nazionale. Nello stesso anno, 1998, diventa ct dell’Olanda fermandosi, all’Europeo 2000 giocato in casa, in semifinale persa ai rigori contro l’Italia. E’ la partita in cui l’Olanda sbaglia due rigori nei tempi regolamentari, con il portiere italiano Toldo che abbassa la saracinesca e con Totti che segna un penalty incredibile con il cucchiaio. In Olanda funziona diversamente, e nonostante gli Orange avessero giocato molto bene quella competizione, Rijkaard si dimette il 30 giugno del 2000, senza aspettare oltre. 

Nel 2001 diventa allenatore dello Sparta Rotterdam, la squadra più antica, a livello professionistico, dell’Olanda. Brutta esperienza per lui, condita dalla retrocessione e da minacce di morte ricevute. Anche in questo caso, si dimette. Siamo nel maggio del 2002.

Arriva, quindi, nel giugno del 2003 la chiamata dal Barcellona e grazie a lui si apre un ciclo. Qui non si vede un trofeo dal millennio precedente – l’ultimo è datato 1999 – e viene preso Ronaldinho

L’inizio è da incubo: c’è un momento della stagione in cui è a un solo punto dalla zona retrocessione e Rijkaard cambia modulo passando al 4-3-3. Arriva anche Davids e grazie a 17 vittorie su 20 partite arriva secondo. 

Comincia un ciclo. Nella stagione 2004/05 Barcellona diventa una squadra top a tal punto che si affaccia un giovanissimo Andrés Iniesta, per il momento in panchina dietro a Xavi. Sulla trequarti c’è Deco e in difesa Rafael Márquez. Ma è l’attacco a far sognare i tifosi: Ronaldinho sulla sinistra che da solo vale il prezzo del biglietto, Eto’o che trasforma in rete gli assist del brasiliano e Giuly che fa anche il lavoro sporco. A fianco di Iniesta, abbiamo anche un certo Leo Messi. Il Barcellona, ovviamente, vince la Liga e nella stagione successiva, si prende campionato e Champions. Da segnalare lo 0-3 al Bernabeu in cui Ronaldinho prende gli applausi dai tifosi avversari.

Nel 2006, Frank Rijkaard viene nominato migliore allenatore del mondo dalla Federazione Internazionale di Storia e Statistica del Calcio (IFFHS), davanti a Josè Mourinho.

È l’apice della carriera e comincia la crisi. L’anno successivo, perde per differenza reti, pur finendo a pari punti con il Real Madrid, la Liga, e in seminale di Copa del Rey si fa rimontare la vittoria per 5 a 2 al Camp Nou con un sonoro 4 a 0 al ritorno dal Getafe.

Nel 2008 viene esonerato dopo essere stato sconfitto per 4 a 1 dal Real Madrid. Nella stagione 2009/10 allena il Galatasaray e finisce solo terzo. La sua esperienza in Turchia dura solo un anno. 

L’anno dopo, nel luglio del 2011, viene nominato Commissario Tecnico dell’Arabia Saudita. I risultati sono scadenti: non si qualifica alla Coppa del Mondo del 2014 e poi viene eliminato dalla Coppa del Golfo 2013.

Viene così esonerato e a marzo del 2014 si ritira anche da allenatore. 

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