Fabio Cannavaro biografia del difensore italiano

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Fabio Cannavaro, la sua biografia oggi su Campioni Calcio

Non soltanto gli attaccanti e i grandi giocatori, bravi con i piedi, si elevano a miti assoluti del calcio. Fabio Cannavaro si iscrive appieno a questa lista. Non bisogna infatti necessariamente avere affinità con il pallone per poter essere considerati giocatori memorabili sul piano delle prestazioni e dei risultati. Esistono anche quelli che non danno proprio del tu al pallone, per usare un eufemismo, ma ne trasmettono attraverso esso un certo senso di sicurezza e di garanzia assoluta. 

Fabio Cannavaro è uno di quelli che è venuto dal basso, come si suol dire, e piano piano ha conquistato le vette più alte nella carriera di uno sportivo. Un percorso calcistico da assoluto vincente e di ispirazione per tutti coloro che decidono di intraprenderlo o quantomeno provarci, soprattutto a determinate latitudini.

Cannavaro è uno di quei cognomi pesanti a Napoli e dintorni. L’eco che risuona ancora oggi e ispira milioni di ragazzi che vogliono diventare grandi calciatori, prima che buoni difensori.

La carriera di Fabio Cannavaro inizia proprio dalla sua città, Napoli, che lo ha portato nel tempo ad essere uno dei migliori difensori al mondo, vincendo un Pallone d’Oro nel 2006 a seguito della vittoria dell’Italia ai mondiali tedeschi.

In questo post dedicato al ruolo dei difensori vi raccontiamo la storia e la vita di uno degli sportivi napoletani più famosi di sempre: buona lettura da Campioni Calcio!

Fabio Cannavaro al Napoli

Fabio Cannavaro nasce a Napoli, Rione Loggetta a Fuorigrotta (quindi proprio vicino allo stadio San Paolo) il 13 settembre del 1973. Fratello maggiore di un altro difensore che ha giocato, tra gli altri come lui nel Parma e nel Napoli, Paolo Cannavaro, entra da giovanissimo nelle giovanili della squadra della sua città, dove all’epoca giocava un certo Diego Armando Maradona.

Ma Fabio ha un altro ruolo in squadra: quello del difensore. Fa da raccattapalle durante le stagioni di Diego nel Napoli, e successivamente si fa largo in prima squadra.

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Fonte: calcio.fanpage.it

L’esordio in Serie A con il Napoli avviene il 7 marzo del 1993 a soli 19 anni. Gioca quella gara contro la Juventus che fu persa 4-3 dagli azzurri, allora guidati da Ottavio Bianchi e che non si trova certo in buone acque in classifica, anche se possono contare su elementi del calibro di Careca, Ferrara, Fonseca e altri buoni calciatori.

La svolta nella carriera di Fabio Cannavaro la si ha definitivamente quando in panchina siede Marcello Lippi, che incontrerà nuovamente più avanti in ben altri contesti.

Con il Napoli nella stagione 1993-94 da titolare in coppia con Ferrara centra un’incredibile qualificazione UEFA in una situazione di forte difficoltà da parte della società, che è costretta a vendere i suoi pezzi migliori per appianare il bilancio.

Vanno via nel 1994 Ciro Ferrara (Cannavaro-Ferrara può essere considerata una delle migliori coppie difensive nella storia del Napoli), Fonseca e Thern. Ma Cannavaro, nonostante molte proposte, decide di rimanere un altro anno. 

Nella stagione 1994-95 esordisce in Coppa Uefa e segna il suo primo gol in carriera contro i campioni d’Italia in carica del Milan nel gennaio ’95. In panchina con Boskov sfiora di nuovo la qualificazione UEFA, che sfuma stavolta negli ultimi secondi per mano dell’Inter.

Ma per Fabio Cannavaro l’avventura al Napoli termina qui. Troppi i debiti della società per permettersi un calciatore come lui, che viene ceduto all’ambizioso Parma di Tanzi.

Con gli azzurri colleziona 68 presenze complessive e 1 gol. Nelle interviste si dichiara da sempre tifoso del Napoli.

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Fonte: Wikipedia

Fabio Cannavaro al Parma

Nell’estate del 1995 Cannavaro passa al Parma di Tanzi per 13 miliardi di lire nonostante il suo desiderio di rimanere a Napoli. La situazione societaria partenopea non è facile e per ripianare i debiti e iscrivere la squadra al campionato la società è costretta alla vendita del suo calciatore di punta.

Nel Parma, Fabio Cannavaro comincia a impadronirsi piano piano del reparto difensivo e ad assumere una connotazione nazionale di un certo livello.

La squadra è fortissima e la società è dotata di un budget per il calciomercato tra i più ricchi al mondo: in quegli anni a Parma transitano infatti calciatori del calibro di Zola, Chiesa, Crespo, Veron, Thuram, Stoichkov, Cannavaro, Fuser, Asprilla, Di Vaio e tantissimi altri.

Al fianco di Buffon e Thuram si costruisce una diga difensiva tra le più forti al mondo che produce, in termini di risultati, un secondo posto più che onorevole alle spalle della Juventus nella stagione 1996/1997, lottando comunque in quegli anni con le più squadre più forti d’Italia, tanto da essere definita una delle 7 sorelle del calcio italiano.

Fabio Cannavaro al Parma alza nel 1999 ben 3 trofei: vale a dire 1 Coppa Uefa, 1 Coppa Italia e 1 Supercoppa Italiana con Malesani in panchina.

Il periodo di massimo splendore del club emiliano è condito da un’altra Coppa Italia conquistata nel 2001.

Nel Parma colleziona 288 gare condite da 5 gol totali. Nel 2001 si trasferisce alla corte dell’Inter di Moratti che vuole assolutamente avvalersi di Fabio per blindare la difesa.

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Fonte: Wikipedia

Fabio Cannavaro all’Inter

Fabio Cannavaro, nelle 2 stagioni in nerazzurro, non riesce a sfondare più di tanto, tanto è vero che questo sarà il periodo più tormentato dell’intera carriera. Con l’allenatore Hector Cuper il feeling non è mai stato dei migliori. Veniva schierato addirittura come terzino destro spesso e volentieri.

Le soddisfazioni migliori le ottenne in Champions League, raggiungendo la semifinale nel 2003, persa contro il Milan.

All’Inter colleziona 74 presenze con 3 gol.

Alcuni problemi fisici, nel corso del tempo, lo debilitano non poco facendo profilare il trasferimento in un’altra squadra come l’unica soluzione possibile e praticabile: arriva la Juventus, che lo acquista a prezzo stracciato grazie all’intermediazione di Luciano Moggi.

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Fabio Cannavaro alla Juventus

La Juve è la squadra con cui Fabio Cannavaro raggiunge l’apice della sua carriera. Dal 2004 al 2006 si aggiudica 2 Scudetti consecutivi in bianconero sul campo, seppur revocati successivamente dalle note vicende di Calciopoli.

Con la Juve realizza persino la sua prima doppietta in Serie A contro l’Empoli nel 2006.

Il suo anno più prolifico, potremmo dire, in linea con i migliori anni al Parma.

Con la Juventus disputa 48 presenze e 4 gol.

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Cannavaro al Real Madrid

Non accompagna la Juve in Serie B dopo lo scandalo Calciopoli che lo coinvolge, ma se ne scappa, calcisticamente parlando, al Real Madrid di Fabio Capello. È proprio con la maglia dei Galacticos che si afferma definitivamente come miglior difensore al mondo.

Un riconoscimento non solo simbolico, ma anche materiale, attestato dalla conquista del Pallone d’Oro. Il terzo difensore in assoluto ad alzare questo trofeo individuale nella storia del calcio dopo Mattheus (che nasce però centrocampista) e Beckenbauer.

Quarto italiano in ordine di tempo dopo Rivera, Paolo Rossi e Roberto Baggio. Riceve anche il Fifa World Player nel dicembre 2006. 

A Madrid vince 2 campionati consecutivi, giocando in totale 118 partite e siglando 1 gol.

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Fonte: Wikipedia

Fabio Cannavaro di nuovo alla Juventus e la fine della sua carriera all’Al-Alhi

Il ritorno alla Juve nel 2009 non frutta i risultati sperati ed è abbastanza deludente sul piano personale. Quella Juve di Ferrara è in fase di ridimensionamento e rilancio, dunque non va oltre il settimo posto in campionato e l’uscita ai gironi di Champions League.

Cannavaro va via da svincolato, senza rinnovare il contratto.

La sua carriera gloriosa e vincente si chiude nell’Al-Alhi, squadra degli Emirati Arabi, nel 2010.

L’anno dopo si ritira e ricopre il ruolo di ambasciatore del club e consulente strategico di quella stessa squadra.

Fabio Cannavaro in Nazionale

Cannavaro in Nazionale forse può essere stato il suo miglior biglietto da visita da calciatore.

Dopo due edizioni dell’Europeo vinte nell’Under 21 con Cesare Maldini, per Cannavaro si affaccia la possibilità di giocare con la nazionale maggiore.

L’esordio a 23 anni in Italia-Irlanda del Nord del 1997. Da allora diventa perno indiscutibile della difesa azzurra.

Il buon nome di Fabio Cannavaro non può che essere associato al Mondiale tedesco vinto nel 2006 dalla nostra Italia. Egli è il condottiero indiscutibile di quella trionfale cavalcata, a capo di una difesa plasmata a immagine e somiglianza del ct Marcello Lippi, oltre che componente di una squadra fatta di grandi uomini e grandi personalità. 

Quella finale vinta ai rigori con la Francia, con annesso urlo televisivo “Il cielo è azzurro sopra Berlino”, riecheggia ancora nelle orecchie di tutti noi a prescindere dai momenti e dai contesti.

In Nazionale ha detenuto per tanti anni il record di presenze (oltre 130), superato poi dall’ex compagno di squadra al Parma e alla Juve, Gigi Buffon, capitano di lungo corso dell’Italia. Secondo giocatore con più presenze da capitano, dietro sempre a Buffon.

In Nazionale Cannavaro ha partecipato a diverse spedizioni: 

  • Mondiali del 1998: Italia esce ai rigori con la Francia ai Quarti;
  • Euro 2000: sconfitta con il golden gol sempre dalla Francia in Finale;
  • Mondiali 2002: sconfitta agli Ottavi dalla Corea del Sud;
  • Euro 2004: uscita ai gironi;
  • Mondiali 2006: vittoria del titolo ai rigori contro la Francia;
  • Mondiali 2010: uscita ai gironi;
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Fonte: Wikipedia

Fabio Cannavaro allenatore

Appesi gli scarpini al chiodo, la carriera di Cannavaro in panchina inizia proprio all’Al-Alhi come vice del nuovo tecnico. La sua nuova casa calcistica è in Cina. È lì che inizia una nuova fase della sua vita da allenatore novello.

Il Guanzhou Evergrande, su richiesta del direttore tecnico Marcello Lippi, lo ingaggia ufficialmente nel novembre 2014. Passa poi ai sauditi dell’Al-Nassr fino al 2016 e successivamente riesplora la Cina, tra Tianjin Quanjian e nuovamente Guanzhou Evergrande.

Durante questa seconda tornata vince il suo primo campionato cinese nel dicembre 2019.

Un titolo che gli vale la nomina ad interim come commissario tecnico della Nazionale cinese sotto la supervisione di Marcello Lippi, precedentemente esonerato e passato al ruolo di direttore tecnico nel frattempo. Esperienza conclusa nell’aprile 2019 dopo le sue dimissioni.

cannavaro coach

Conclusioni

Il palmarès complessivo di Fabio Cannavaro denota tutta la sua maestosità calcistica: 2 campionati, 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa di Spagna e 1 Italiana, 1 Coppa Uefa vinti in totale con le squadre di club, uniti al Pallone d’Oro e al Mondiale 2006.

A livello individuale i riconoscimenti sono giunti non solo a livello calcistico. Tra le onorificenze riservate a Cannavaro abbiamo i titoli di Cavaliere Ordine al merito della Repubblica italiana, Collare d’Oro al merito sportivo e Ufficiale Ordine al merito della Repubblica italiana.

Più di un difensore centrale abile tecnicamente, tatticamente e caratterialmente.

Più di un calciatore. Un corazziere. Un guerriero. Un grande condottiero, in tutti i sensi. Di quelli che non ne fanno più in difesa.

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