Ezio Pascutti, storia del mitico attaccante del Bologna dello scudetto

0
21
ezio pascutti

Ezio Pascutti, storia del mitico attaccante del Bologna dello scudetto, nel post a cura di Campioni Calcio

Il calcio di una volta annovera tra ombre e visioni, talvolta sgranate, nominativi di un certo tenore, ma meno reclamizzati di molti altri. Calciatori neanche eccessivamente famosi, ma che all’intero movimento hanno saputo dare più di quanto si possa pensare. Di Ezio Pascutti si conosce poco, ma il suo ricordo resta vivo e scolpito, in particolar modo nella memoria dei tifosi del Bologna, con il quale ha vinto l’ultimo scudetto della storia bolognese, in uno storico spareggio contro l’Inter.

In questo post a cura di Campioni Calcio vediamo insieme la storia e le gesta dell’attaccante Ezio Pascutti, per il nostro nuovo appuntamento con le biografie dei grandi calciatori italiani. Bentornati sul nostro portale!

Ezio Pascutti al Bologna

Ezio Pascutti nasce a Chiasiellis il 1º giugno del 1937. Pascutti è stato un ex attaccante spostato sulla fascia. Vantava doti da grande cursore, ma anche da vecchio e consumato bomber, considerando le reti complessive messe a segno.

La sua carriera si sviluppa in bianco e nero, mediaticamente parlando, a partire dall’anno 1954. Parte dalle giovanili del Bologna per, poi, approdare in prima squadra ad appena un anno di distanza dal suo debutto ufficiale tra i grandi.

A 18 anni l’esordio in Serie A, palcoscenico dal quale non scenderà più grazie al suo talento innato, donatogli da Madre Natura.

Ezio Pascutti e lo scudetto con il Bologna

Pascutti giocherà per ben 14 anni nelle fila rossoblù, accumulando la bellezza di 130 gol in 296 presenze totali in massima serie. Non è un caso se rappresenta uno dei giocatori più acclamati e considerati nell’ideologia del tifo bolognese, anche moderna.

Il punto più alto mai raggiunto dal punto di vista sportivo il memorabile Scudetto del 1964, agguantato all’ultimo respiro grazie allo spareggio vinto contro l’Inter di Herrera per 2-0.

Inutile dire che Pascutti incarna la classica ciliegina sulla torta all’interno di una squadra che si dimostra sin da subito più forte delle altre. Forma, nello specifico, una coppia di ali fantastica con Marino Perani.

Qualche anno prima aveva testato il sapore di stare sul gradino più alto del podio, alzando la Coppa Mitropa, o Coppa Europa, che dir si voglia. Succede tutto nel 1961 e si può dire che parta proprio da qui la piena consapevolezza e convinzione di essere forti tra i forti, al punto da poter aspirare al massimo titolo nazionale, cioè lo Scudetto citato poco sopra. L’ultimo in casa Bologna, che sa di malinconia ancora oggi per l’incapacità della squadra emiliana di tornare protagonista come ai bei tempi che furono.

Il ‘record’ di Ezio Pascutti

Ezio Pascutti è celebrato nel panorama calcistico italiano non soltanto dai tifosi del Bologna, ma da tutti gli sportivi. Per molti anni è stato il calciatore che ha segnato più gol in campionato senza mai battere un calcio di rigore, uno dietro l’altro. 

Soglia raggiunta a quota 10 e superata solamente nel 1994 da un giovane Gabriel Omar Batistuta.

Dunque, entra di diritto nell’almanacco del calcio e delle sue statistiche, da cui neanche i più giovani possono prescindere. 

Ezio Pascutti in Nazionale

Nonostante la sua spiccata propensione offensiva con la maglia di club, in Nazionale Pascutti non ha mai lasciato il segno più di tanto.

Solo 17 presenze dal 1958, anno di debutto ufficiale, al 1967. Le 8 reti totalizzate, nel contempo, rapportate al numero di presenze nobilitano, non di poco, le sue prestazioni azzurre.

Prende parte a 2 Mondiali: Cile 1962 e Inghilterra 1966 (entrambe le spedizioni non andranno a buon fine per i colori azzurri). Non si qualifica nemmeno per gli Europei del 1964. Mancata qualificazione legata, secondo opinione comune, ad un’amara espulsione conseguita durante il match di spareggio contro i sovietici. 

Valeva sostanzialmente l’accesso alla competizione continentale che, di fatto, sfuma inesorabilmente. Pascutti finisce sotto l’occhio del ciclone come principale responsabile della debacle.

Da quel momento in poi il suo indice di popolarità, soprattutto in Nazionale, scende in maniera considerevole, netta e perentoria. 

pascutti nazionale

Ezio Pascutti allenatore

Nel 1969 Ezio Pascutti dà l’addio al calcio giocato dopo una vita vissuta al Bologna. Appesi gli scarpini al chiodo si lancia nella carriera di allenatore.

Nuova esperienza che comincerà e si concluderà in club di serie decisamente inferiori, come Vis Pesaro, Baracca Lugo, Sassuolo e Russi.

Gli ultimi anni e la morte nel 2017

Verso la fine degli anni ’90 mette in atto la modalità “vita ritirata” e sostanzialmente lascia perdere anche il ruolo di allenatore.

Di lui si perderanno le tracce, finché non arriva la tragica notizia della scomparsa il 4 gennaio del 2017.

Oggi è sepolto nella sua Bologna, laddove tutto è iniziato e tutto è finito.

Per i tifosi del Bologna, però, rimarrà sempre nella storia come uno dei più grandi calciatori di sempre ad aver indossato la maglia rossoblù e l’ultimo ad aver indossato il tricolore dello scudetto sul petto.

Articolo precedentePeter Schmeichel, bio del portiere danese del Manchester Utd
Articolo successivoCalciatori portoghesi più forti di sempre