Edwin Van der Sar, bio del portiere olandese di Ajax, Juventus e Manchester UTD

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Edwin Van der Sar, bio del portiere olandese di Ajax, Juventus e Manchester UTD, nel post a cura di Campioni Calcio

Il ruolo del portiere raccoglie in sé freddezza, destrezza, facilità di movimento e capacità di saper guidare la difesa, oltre se stesso. Negli ultimi anni si è evoluto in una chiave moderna, anteponendo, spesso e volentieri, la bravura con i piedi a quella classica con le mani. I portieri vecchia scuola come Edwin Van der Sar, tuttavia, restano scolpiti nella memoria di tutti gli appassionati di calcio.

In questo post a cura di Campioni Calcio vediamo insieme la storia del portiere olandese Edwin Van der Sar. Bentornati sul nostro portale!

Edwin Van der Sar all’Ajax

Edwin van der Sar nasce a Voorhout il 29 ottobre del 1970. L’olandese comincia la sua attività calcistica nel 1990 tra le fila dell’Ajax. Lì cresce e si afferma nel panorama internazionale.

Ma prima di spiccare il volo verso mete ancora più esclusive, matura sotto il profilo personale e professionale. La guida del tecnico Van Gaal lo agevola molto in quest’ottica. Inizialmente fatica a guadagnarsi lo spazio in squadra, riuscendo, nonostante tutto, ad alzare il primo trofeo conquistato in carriera, vale a dire la Coppa Uefa datata 1992.

Campione d’Olanda nella stagione 1993/94, quando ormai il posto fisso in porta gli è garantito eccome. Van der Sar è ormai una certezza in quel ruolo. L’anno successivo agguanta il titolo nazionale per la seconda volta e arriva per lui il momento di spiccare il volo anche in Europa.

L’esordio assoluto nella Champions League contro il Milan. E vale oro perché durante quella competizione del 1995 contribuisce in maniera determinante all’ascesa del suo Ajax sul tetto d’Europa. La squadra è vincitrice della Champions per la quarta volta nella storia, la prima a livello personale per Van der Sar.

La ciliegina sulla torta di quell’annata memorabile non solo la conquista della Coppa Intercontinentale ai danni del Gremio, ma anche l’imbattibilità che gli vale il record assoluto in Champions: 658 minuti senza mai subire gol.

È un’escalation inesorabile quella di Van der Sar all’Ajax, considerando che diventa campione d’Olanda per la terza volta in tre anni e giunge nuovamente in finale di Champions. Questa volta l’esito è diverso e premia la Juve di Marcello Lippi ai rigori.

Il quarto e ultimo titolo nazionale se lo guadagna nella stagione 1997/98, condita dalla Coppa d’Olanda, aggiudicata anche l’anno successivo. Di fatto, questo si connota come l’ultimo trofeo agguantato da Edwin Van der Sar con la maglia dell’Ajax.

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Edwin Van der Sar alla Juve

Nel 1999 la Juve sborsa ben 17 miliardi delle vecchie lire per portarsi Van der Sar a Torino. Un investimento destinato a non dare propriamente i frutti sperati. Tuttavia, un acquisto a suo modo storico, se non altro perché è il primo portiere straniero a giocare nella Juventus.

Alla fine del primo anno conclude il suo score con prestazioni buone, ma altalenanti, che fruttano, in termini collettivi, una Coppa Intertoto. Verso fine stagione 2000-01 l’errore decisivo che costò lo Scudetto a quella Juve durante un match contro la Roma, spianando la strada, di fatto, a Totti, Capello e compagnia verso la vittoria finale.

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Edwin Van der Sar tra Fulham e Manchester United

Da quel momento in poi intuisce che quell’esperienza italiana sarebbe stata deficitaria sotto tutti i punti di vista e così decide di accettare l’offerta del Fulham. Vola in Inghilterra per 7 milioni di sterline.

La sua stella non brilla, anche e soprattutto per la scarsa qualità tecnica della squadra inglese, che non si sposa appieno con le sue enormi qualità. Per questo motivo dura poco l’avventura londinese e si profila per lui una possibilità ben più prestigiosa, vale a dire sbarcare nell’olimpo dell’Old Trafford. Il Manchester United lo fa, infatti, suo.

Vince il primo campionato con la nuova maglia nel 2007, mentre il secondo giunge l’anno successivo. Nella finale di Champions League contro il Chelsea neutralizza il rigore decisivo di Anelka, risultando il Man of the match. Alza al cielo la seconda Champions della carriera.

Nel gennaio 2009 scalza il collega Petr Cech in merito al record d’imbattibilità per più partite in Premier League. La sua porta resterà inviolata per ben 1311 minuti, l’equivalente di più di 10 partite.

Inevitabile che quel Manchester United vincesse il campionato per la terza volta da quando Van der Sar è numero uno. Non si può dire lo stesso della Champions, sfumata, stavolta, nella finalissima contro il Barcellona di Messi e compagnia.

Disputa l’ultima partita ufficiale con i Red Devils il 28 maggio 2011, in un’altra finale di Champions contro il Barcellona. Anche questa volta gli spagnoli hanno la meglio per 3-1. Ma si celebra in ogni caso la chiusura di un cerchio da parte del mito olandese. Anzi, no. 

Vanta prima una presenza con i dilettanti del VV Noordwijk nella stagione 2015/2016 a 46 anni suonati. Adesso può chiudersi definitivamente il cerchio.

Dal 2012 al 2023 è stato direttore marketing dell’Ajax, salvo, poi, lasciare l’incarico per motivi personali.

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Edwin Van der Sar in Nazionale

Edwin Van der Sar è stato un perno della Nazionale olandese a partire dal 1995. In realtà l’anno precedente partecipa ai Mondiali americani, ma da comprimario, senza mai disputare un minuto. Agli Europei di 2 anni dopo è già un elemento imprescindibile per la selezione olandese.

Ai Mondiali del 1998 il cammino dei suoi si ferma solamente in semifinale dopo la lotteria dei rigori, persa contro il Brasile. Nell’anno 2000 degli Europei l’Olanda giunge nuovamente in semifinale e stavolta ci pensa l’Italia a stopparne le ambizioni. Il cucchiaio sfoderato da Totti durante la serie dei rigori lo fa ancora impazzire letteralmente.

Ai Mondiali del 2002 l’Olanda non si qualifica, mentre i successivi Europei datati 2004 vedono un Van der Sar ancora una volta in grande spolvero per tutta la manifestazione, in particolar modo ai quarti di finale contro la Svezia, laddove decide il passaggio in semifinale parando il rigore decisivo.

Nominato ufficialmente capitano della squadra dal ct Marco van Basten, Edwin prosegue nel suo stato di grazia all’apice della carriera. Accumula un piccolo grande record anche in Nazionale, proteggendo la sua porta per 665 minuti senza subire gol. Accade a cavallo tra l’ottobre 2004 e l’agosto 2005 in concomitanza con le qualificazioni mondiali.

Il cammino in Nazionale si conclude ufficialmente agli Europei del 2008, ultima grande passerella internazionale che lo ha visto protagonista in maglia Oranje.

Per lui 130 presenze con la Nazionale del suo paese.

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