David Beckham, bio dello Spice Boy di UTD, Real e Milan

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David Beckham, bio dello Spice Boy di UTD, Real e Milan, nel post a cura di Campioni Calcio

Un divo d’altri tempi. Fisico scolpito, sogno proibito di tante donne e tanti uomini sparsi in giro per il mondo. Tutto questo e tanto altro è David Beckham. Uno che al calcio moderno ha dato tantissimo.

Un centrocampista dalla classe sopraffina e che in Inghilterra è un’autentica leggenda vivente. Spice boy molto gettonato dalle cronache rosa in quanto compagno di Victoria Adams, ex componente del noto gruppo Spice Girls. Ma questa è un’altra storia. La storia che interessa più in questa sede riguarda la trafila da calciatore consumato, fonte di ispirazione per molti ragazzi aspiranti tali.

Vediamo in questo post a cura di Campioni Calcio la storia e le gesta sportive di David Beckham. Bentornati sul nostro portale!

David Beckham al Manchester United

David Robert Joseph Beckham, noto semplicemente come David Beckham nasce a Londra il 2 maggio del 1975. 

David Beckham inizia una ricca e gloriosa carriera nel lontano 1989. L’anno giusto per entrare nelle giovanili del Manchester United. La sua casa. La culla dov’è cresciuto per poi affermarsi in pianta stabile nel gotha del calcio mondiale.

Entra a far parte della prima squadra dal 1993 al 1995. Dopo un prestito nella società inglese di Preston, riprende ad essere un vero Red Devil fino a diventarne un punto fermo imprescindibile.

Lo sarà fino al 2003 e delizierà il raffinato pubblico dell’Old Trafford con le sue giocate da vero campione. Il pezzo forte sono quelle punizioni che lo rendono uno dei più bravi al mondo in questo fondamentale.

L’allora tecnico Alex Ferguson gli affida sin da subito le chiavi del centrocampo, intravedendo in lui un potenziale campione di tecnica e disciplina. Nonostante sia alle prime armi, Beckham dimostra una sapienza e un’abilità tattica fuori dal comune per uno della sua età.

Nel corso delle sue prime stagioni contribuisce, tra gli altri, a portare l’accoppiata Premier League/FA Cup in bacheca. Altra Premier League agguantata nella stagione 1996/97, a dimostrazione di un animo vincente che ormai pervade il ragazzo.

Gli viene persino assegnata la maglia numero 7, che corrisponde a quella storica di un certo Eric Cantona. In un primo tempo ritirata, ma rispolverata proprio per l’occasione. Una sorta di passaggio di testimone pesante, ma allo stesso tempo stimolante e produttivo.

Il 1999 è l’anno della definitiva consacrazione di Beckham, non soltanto a livello nazionale ma anche a livello europeo. Il Manchester United compie il cosiddetto triplete tra campionato, FA Cup e Champions League. 

Nella finalissima di quest’ultima competizione David, con i suoi piedi d’oro, ribalta il risultato da 0-1 a 2-1 nel giro degli ultimissimi minuti. Bayern Monaco battuto in extremis e partita divenuta leggenda e da nostalgia per i futuri appassionati di calcio.

A livello personale se non fosse stato per Rivaldo avrebbe conseguito persino il Pallone d’Oro, oltre che il Fifa World Player. Ma in entrambi i casi il secondo posto in graduatoria fa salire un po’ di amaro in bocca.

Dal 2000 in poi il rapporto tra Beckham e Alex Ferguson comincia a deteriorarsi e a prendere una brutta piega. Il posto fisso in squadra non gli è più garantito e le ultime stagioni rappresentano una sorta di agonia calcistica. Ma i tifosi restano comunque dalla sua parte. 

In circa 12 anni di Manchester United lo rendono uno dei beniamini più acclamati in assoluto. I numeri in 12 anni parlano di: 6 Premier League vinte, 2 Coppe d’Inghilterra, 2 Charity Shield, 1 Champions League e 1 Coppa Intercontinentale.

Per non parlare degli 85 gol in 394 partite. Semplicemente un mito!

David Beckham al Real Madrid

Da una big europea ad un’altra: il passaggio al Real Madrid segna uno spartiacque nella carriera di David Beckham. Lascia il giardino di casa per misurarsi con una realtà altrettanto prestigiosa come quella dei Galacticos.

Prende la maglia numero 23. Le prime stagioni sono sottotono in termini di risultati, ma le prestazioni personali spiccano per prolificità e rendimento costante garantito. Risulta essere il miglior uomo assist della Liga, in particolare, nel 2006.

Con Fabio Capello i rapporti non sono propriamente idilliaci e lo spingono, in qualche modo, a valutare l’ipotesi di lasciare Madrid senza aver inciso più di tanto. Forse uno dei rimpianti maggiori di una carriera, nonostante 1 Liga e 1 Supercoppa spagnola conseguite in 4 anni e circa una ventina di gol segnati solamente su punizione. La sua specialità anche a Madrid.

Lascia dopo 159 partite e 20 gol messi a segno.

David Beckham a Los Angeles

Una volta lasciato il Real Madrid, lo Spice Boy prende un volo per Los Angeles e diventa un nuovo giocatore dei Los Angeles Galaxy. Un’esperienza americana segnata soprattutto da infortuni muscolari che lo debilitano non poco. Si distingue solamente per un gol realizzato da 65 metri durante una partita contro i Kansas City valida per il primo posto in classifica. 

David Beckham al Milan

David Beckham ha voglia di misurarsi nuovamente con il calcio che conta e per questo prende in seria considerazione l’ipotesi Milan. Viene tesserato per un paio prima di ritornare alla base Los Angeles. 

Giusto in tempo per mostrare lampi di classe pura anche nella Serie A del 2009. A gennaio 2010 altro prestito ai rossoneri, ma questa volta l’avventura si caratterizza per la rottura del tendine d’Achille che lo tiene fuori dai campi di gioco per tantissimo tempo.

Con i rossoneri gioca un totale di 33 gare e 2 gol messi a segno.

David Beckham a Los Angeles bis

Superato il gravissimo infortunio per David Beckham è tempo di frequentare Los Angeles per la terza volta. La condizione fisica è ormai piuttosto precaria, ma ciò non gli preclude di dispensare talento e stabilire il record di gol segnati in un’unica stagione americana (7). Nel novembre 2012 gioca l’ultima partita in squadra e qualche tempo dopo metterà in bacheca il secondo titolo americano consecutivo.

In totale con gli americani gioca 124 partite con 20 gol messi a segno.

David Beckham al PSG

Nel gennaio 2013 firma un contratto di pochi mesi con il PSG di Carlo Ancelotti. Vince la Ligue 1, di fatto l’ultima conquista personale prima del ritiro ufficiale dal calcio, annunciato il 16 maggio.

In 20 anni di carriera tra 844 presenze e 146 gol complessivi, considerando anche le partite in Nazionale. La fine di un mito.

David Beckham in Nazionale

Per l’appunto, Beckham con la Nazionale inglese prende parte ai Mondiali del ’98 in Francia, ma si fa notare solamente per un’espulsione rimediata “grazie” a Simeone durante l’infuocato ottavo di finale Argentina-Inghilterra.

Anche ad Euro 2000 le cose non vanno per il verso giusto e lui appare particolarmente nervoso e agitato. Questo incide sulle sue prestazioni e gli fa ritorcere contro la stampa inglese.

Eriksson lo convoca per i Mondiali del 2002 e lui lo ripaga con un rigore all’Argentina, importantissimo nell’ottica girone. Poco dopo il Brasile ai quarti ferma la corsa di Beckham e soci.

Ad Euro 2004 sbaglia un rigore nella partita inaugurale contro la Francia, finita 2-1 per i francesi. I giustizieri, di turno, stavolta sono i componenti del Portogallo, sempre ai quarti di finale e ai rigori, di cui uno sbagliato proprio da Beckham.

Ai Mondiali 2006, da Capitano stabilisce un record difficilmente eguagliabile: il primo giocatore inglese a segnare almeno 1 gol in 3 diverse edizioni. Anche in questo caso il Portogallo condanna gli inglesi, sempre ai rigori e ancora ai quarti. Dal 2008 ritrova Fabio Capello come ct, ma lui rinuncia ufficialmente alla fascia di capitano e non prende parte al Mondiale 2010 causa rottura tendine d’achille. 

In totale per lui 115 presenze e 17 reti messe a segno con la Nazionale di Sua Maestà.

David Beckham oggi

Ad oggi David Beckham, dopo aver appeso le scarpette al chiodo, si cimenta nel ruolo di dirigente sportivo. Ruolo ricoperto agli Inter Miami, oltre che essere co-proprietario del Salford City, squadra inglese militante nelle categorie inferiori. Per il resto abbiamo campagne pubblicitarie per aziende note in tutto il mondo, commentatore sportivo e anche protagonista di documentari sulla natura. Senza dimenticare la famiglia. Insomma una vita piena di soddisfazioni, dentro e fuori il rettangolo di gioco.

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