Claudio Taffarel: biografia del portiere brasiliano

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claudio taffarel portiere foto

Claudio Taffarel: biografia del portiere brasiliano di Parma e Reggiana, nel post di Campioni Calcio

Il Brasile fucina di grandi talenti e fuoriclasse del calcio mondiale. Un territorio da dove hanno spiccato il volo giocatori dall’impronta tecnica e umana, in taluni casi, alquanto dominante. Claudio Taffarel, un nome e una garanzia da questo punto di vista. Taffarel è un ex portiere brasiliano che ha scritto la storia del calcio, soprattutto con la maglia verdeoro, con il quale ha vinto il Mondiale di USA ’94 (ahimè in finale contro l’Italia).

Ripercorriamo insieme la carriera di Claudio Taffarel nelle righe che seguono: buona lettura a tutti da Campioni Calcio!

Le caratteristiche di Claudio Taffarel

Nell’immaginario collettivo calcistico, il calciatore brasiliano si identifica nel giocatore messo davanti alla porta avversaria e che con la sua tecnica spropositata sconvolge le certezze altrui. Eppure diversi portieri brasiliani che non ci si aspetterebbe hanno lasciato il segno nel mondo del calcio anche più di loro connazionali non estremi difensori. Claudio Taffarel è stato un portiere dall’estrema affidabilità ed efficacia.

Tecnicamente non particolarmente spettacolare, ma comunque lucido e freddo nelle sue esecuzioni tecniche. Dotato di senso della posizione e ottima brillantezza sul breve.

Peraltro in carriera si è distinto come portiere para-rigori, e la Nazionale italiana ne sa qualcosa, purtroppo. 

Claudio Taffarel: gli inizi di carriera

Cláudio André Mergen Taffarel nasce a Santa Rosa l’8 maggio del 1966. Il debutto nel grande calcio brasiliano avviene nel 1985 con la maglia dell’Internacional di Porto Alegre. Lì, però, è ancora troppo giovane per poter sbaragliare la concorrenza sul campo, ma la svolta, in questo senso, gli si delinea davanti nel momento in cui si trasferisce in Italia.

Con i brasiliani gioca un totale di 252 partite, senza però vincere alcun titolo.

Nel 1990 si trasferisce al neopromosso Parma, che da lì a poco spicca il volo tra le grandi del nostro calcio nazionale.

Claudio Taffarel in Italia: Parma e Reggiana

Con i ducali gioca dal 1990 al 1993. Un’operazione non solo tecnica, ma anche commerciale, al fine di esportare l’immagine dell’allora Parmalat, sponsor tecnico degli emiliani, in terra brasiliana.

Fatto sta che, a prescindere dagli aspetti commerciali, Taffarel diviene uno dei migliori portieri della Serie A italiana, arrivando a vincere la Coppa Italia nel 1992 e la Coppa delle Coppe nel 1993.

L’Italia diventa la sua terra promessa tanto agognata e sognata, inconsapevolmente. L’esperienza al Parma si conclude dopo la conquista della Coppa delle Coppe, ma non per questo abbandona la Serie A. Tutt’altro.

taffarel parma foto

Dopo le 85 presenze totali è ceduto alla Reggiana, altra squadra emiliana e neopromossa in A. Con la Reggiana resta per una sola stagione, condita da 31 presenze ad una salvezza che ha dell’incredibile.

Il 1994 è l’anno horribilis dell’Italia e stellare per il Brasile di Romario e soci, che conquista il Mondiale all’ultimo rigore. 

Il ritorno in Brasile di Claudio Taffarel

Da quel momento in poi sente il bisogno di provare un’ulteriore esperienza lontano dall’Italia e così decide di ritornare in Brasile, ma non all’Internacional, bensì all’Atletico Mineiro.

Ci resta fino al 1998, ma senza lasciare tracce particolarmente indelebili nel cuore degli appassionati. Per questo motivo torna forte il richiamo dell’Europa e la sua nuova squadra diventa a questo punto il Galatasaray.

Il ritorno in Europa di Claudio Taffarel

Evidentemente sul suolo europeo si esprime molto meglio, tanto è vero che vince una storica Coppa Uefa nel 2000 e risulta essere il migliore portiere per distacco di quella competizione.

L’anno successivo tenta addirittura la scalata in Coppa dei Campioni, contribuendo a portare i turchi fino ai quarti di finale dopo aver scalzato squadroni dell’epoca come Real Madrid e Milan.

La seconda esperienza al Parma e l’addio al calcio giocato di Claudio Taffarel

Nel 2001 pone fine alle stagioni turche e ritrova la squadra che lo ha lanciato nel calcio italiano, il Parma.

Gli ultimi anni di carriera li trascorre alle spalle di Sebastian Frey, facendo, di fatto, il secondo. 

Si svincola definitivamente nel 2003 e dà l’addio al calcio per intraprendere una nuova carriera da allenatore. Proprio in quell’annata si doveva concretizzare il trasferimento all’Empoli, ma poi l’affare saltò e da lì sopraggiunse la decisione di smettere.

Taffarel preparatore dei portieri

Nell’intervallo di tempo dal 2004 al 2014 assume il ruolo di preparatore dei portieri del Galatasaray prima di entrare a far parte ufficialmente dello staff del Brasile nel 2014.

Una parentesi nazionale che dura pochissimo e viene richiamato dal suo club di appartenenza.

Claudio Taffarel in Nazionale

Taffarel è uno dei tanti idoli brasiliani che hanno vestito la maglia della Nazionale, ma, per certi versi, uno dei più rappresentativi e idolatrati in assoluto.

Statisticamente parlando, insieme a Cafù, Roberto Carlos, Lucio e Dani Alves è nell’élite dei giocatori con più di 100 presenze con la Selecao (nello specifico 101 presenze totali in maglia verdeoro). Primo portiere nella storia del Brasile a raggiungere questo traguardo.

Ha partecipato a ben tre mondiali: Italia ’90, poco fortunato per il suo Brasile, uscito per mano dell’Argentina di Maradona, USA ’94 che lo incorona campione contro l’Italia e infine Francia ’98, in quella finale persa contro i transalpini guidati da Zinedine Zidane. Accanto a questi la conquista della Copa America del 1989 e del 1997, mentre nelle altre due i brasiliani si sono comunque ben comportati (ad esempio perdendo ai rigori la manifestazione del 1997 contro l’Uruguay).

Basterebbe anche solo queste statistiche per rendere onore e merito a questo grandissimo numero 1. Nostalgico per il suo modo di interpretare il ruolo del portiere. Poco brasiliano nella spettacolarità, ma tanto brasiliano, paradossalmente più di altri, per semplicità, efficacia e forza propulsiva.

brasile-italia 1994

Conclusioni

Taffarel è un mito della porta. Il Brasile e anche l’Italia lo hanno conosciuto e beneficiato fino in fondo delle sue prestazioni che hanno dato un tocco di classe in più alla porta da difendere. Il portiere di Dio che non ha mai nascosto la grande fede verso la religione, che lo portava a pregare praticamente prima di ogni partita da giocare.

Fu proprio una rivelazione divina a far saltare, secondo lui, il trasferimento all’Empoli. Il Signore, in pratica, gli stava comunicando in quel momento di abbandonare il calcio giocato e lui, da buon devoto, colse quell’occasione per defilarsi nel momento, probabilmente, più giusto e appropriato. Come solo i grandi sanno fare.

Si può dire, senza paura di essere smentiti, che al momento Taffarel non ha un vero e proprio erede. Non solo per la sua bravura nell’interpretare il ruolo del portiere. Ma anche per il suo carisma e il leaderismo indiscusso che aveva. Del resto, stiamo parlando di un numero 1 che ha giocato nel ‘Super Brasile’ a cavallo tra il ’94 e il ’98 in cui la nazionale verde ora ha vinto un Mondiale ed è finita al secondo posto, dietro solo alla Francia di Zidane. 

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