Marco Tardelli: biografia da urlo

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Marco Tardelli: biografia da urlo nel post di Campioni Calcio

Ci sono calciatori che lasciano il segno molto più di altri. Indelebili a loro modo nella mente e nel cuore degli appassionati, ne conquistano gli elogi grazie alle loro giocate e alle loro marcature. È proprio il caso di Marco Tardelli. Non uno qualunque, tanto per intenderci.

Uno degli eroi, se non l’eroe principale di quella cavalcata trionfale del Mondiale 1982 che ogni tifoso di calcio italiano ricorda. Ma Tardelli non è stato solo l’eroe della Nazionale, ma anche tanto altro.

La sua carriera parla per lui, Marco Tardelli, e di quell’urlo al cielo in quella notte di Madrid, e noi ve ne parliamo nelle righe che seguono nel nuovo post a cura di Campioni Calcio dedicato ai centrocampisti!

marco tardelli

Marco Tardelli dalla Serie C alla Serie A

La carriera di Marco Tardelli si afferma per la prima volta nel 1972 nel Pisa, la sua prima squadra. È lì che inizia a giocare, trasferitosi per la modica cifra di 70mila lire.

Giocò 2 anni, segnando 4 gol in 41 partite prima di approdare al Como in Serie B. 

C’è da dire che lui non è mai stato un grande goleador, essendo un centrocampista tendente più alla fase arretrata che a quella offensiva. Ma nonostante ciò la sua presenza a centrocampo si sente eccome. Al punto tale che gli mettono gli occhi addosso le squadre di Serie A. Prima di tutti ci arriva la Juventus di Boniperti che nel 1975 lo acquista per 950 milioni di lire.

marco tardelli como

Tardelli alla Juve

Inizialmente Tardelli svolge il ruolo di terzino di fascia per i bianconeri. Ma poi il suo raggio d’azione si sposta man mano sempre più verso il centro del campo. Con la Juventus si mette subito in mostra in maniera preponderante nel bene e nel male, come quando disputò la tristemente nota finale di Coppa dei Campioni nel 1985 contro il Liverpool, famosa più per le note vicende drammatiche dell’Heysel che per quello che accadde concretamente in campo.

L’esperienza alla Juve gli frutta, in termini di curriculum personale, 34 gol in 259 partite. Di contorno, ma non troppo, 5 campionati vinti, 2 Coppe Italia, 1 Coppa dei Campioni, 1 Coppa delle Coppe e 1 Coppa Uefa (decisa proprio all’andata proprio da un gol di Marco all’Athletic Bilbao).

In questo senso, Tardelli vanta un record condiviso con altri 9 giocatori di tutti i tempi: unico insieme a questi altri a vincere tutte le principali competizioni UEFA per club. Il primo centrocampista nella storia del calcio a riuscirci realmente.

tardelli juventus

Tardelli all’Inter

Nel 1985 Marco Tardelli passa all’Inter in cambio di Aldo Serena, che fa il percorso inverso. Ci resta 2 anni, ma si fa notare soltanto per la doppietta messa a segno nel 1986 durante la semifinale d’andata di Coppa Uefa contro il Real Madrid. Unico lampo in 2 stagioni decisamente buie e poco soddisfacenti.

marco tardelli inter

Tardelli al San Gallo

Su di lui decide di puntare successivamente il San Gallo, squadra svizzera con cui si accasa nella stagione 87/88. L’ultima squadra, di fatto, della sua carriera prima dell’addio al calcio giocato.

L’urlo di Tardelli e la gloria Nazionale

È nella Nazionale italiana che Marco Tardelli esalta nel modo migliore le sue qualità da centrocampista vecchio stampo. Dal 1976 al 1986 il centrocampo italiano è praticamente suo. E’ il ct Enzo Beazort a lanciarlo titolare al Mondiale del ’78 in Argentina e all’Europeo del 1980 in casa. Ma il ricordo più bello, indubbiamente, è legato al famosissimo gol segnato alla Germania Ovest nella finale del ’82.

Tardelli contribuisce alla conquista di quella Coppa del Mondo in maniera decisiva e il suo urlo raffigurato nell’esultanza televisiva incarna in quel momento l’urlo di milioni di italiani che sognano festanti davanti alla TV. Questa diviene l’immagine simbolica di quella gioia Nazionale ancora oggi sotto gli occhi e nella mente di tutti noi, anche di coloro che non erano ancora nati a quei tempi e hanno visto solo dei filmati sparsi per il web.

Vi riproponiamo con questo video quel gol, quell’esultanza, quell’urlo liberatorio ,che ha fatto urlare di gioia persino il Presidente della Repubblica Pertini, seduto in tribuna:

Tardelli allenatore

Il ruolo di allenatore per Marco Tardelli si allinea perfettamente alla panchina della Nazionale italiana. Tra Under 16, Under 21 e Under 23, egli compie tutta la trafila delle giovanili e arriva a conquistare persino il primo posto agli Europei Under 21 disputati in Slovacchia nel 2000. C’è da dire però che non è mai riuscito a coprire il ruolo di ct nella Nazionale maggiore.

All’Inter si lega probabilmente il suo ricordo peggiore in quanto non porta neanche a termine la stagione 2000/2001 alla guida dei nerazzurri. Un’esperienza ricordata, in maniera ironica, dagli avversari, segnatamente i tifosi del Milan, perché c’è lui sulla panchina nerazzurra quando un derby di campionato finisce 6-0 per i rossoneri. La disfatta nerazzurra più bruciante e umiliante di sempre in una stracittadina.

Neanche al Bari lascerà un buon ricordo, tanto è vero che verrà esonerato dopo neanche un anno di permanenza a cavallo tra il dicembre 2002 e il novembre 2003. Per lui anche un’esperienza come commissario tecnico dell’Egitto nel 2004, anch’essa poco memorabile, per usare un eufemismo. 

Nel 2008 sbarca come vice allenatore sulla panchina dell’Irlanda al fianco di Giovanni Trapattoni.

Conclusa almeno per il momento l’esperienza da allenatore, si dedica ad attività televisive come opinionista in programmi TV, come la Domenica Sportiva.

tardelli allenatore

Sara figlia di Tardelli: la biografia dedicata al padre

Abbiamo conosciuto il Marco Tardelli calciatore. Dalla voce e dalle parole della figlia si apprende anche del Tardelli versione padre e uomo. Una dei suoi 2 figli, Sara Tardelli, gli ha dedicato una bellissima biografia parlando del padre dal suo punto di vista. Il titolo del libro è emblematico: “Tutto o niente”

Nel corso di un’intervista concessa anni fa al portale Globusmagazine.it, la ragazza sosteneva di aver avuto un po’ di difficoltà all’inizio nell’estrapolare qualche dichiarazione da parte del padre. Ma poi anche lui si è sciolto e il rapporto tra i due a livello privato è migliorato subito dopo l’uscita di questo libro autobiografico. Un legame sempre più stretto che ha fatto capire ad entrambi quanto fossero più simili di quanto pensassero loro stessi.

Marco Tardelli, inoltre, ha svelato di aver sempre voluto fare il calciatore sin da piccolo, ma i suoi genitori non lo appoggiavano in questa scelta. Loro avevano altri piani per lui, segnatamente che prendesse un posto di lavoro fisso e lontano dal mondo del calcio. Quasi gli remavano contro. Figlio, oltre che dei suoi genitori, anche di un calcio nostalgico, dove ogni giocatore amava stare e giocare con gli altri, non soltanto con sé stesso.

tardelli libro

Conclusioni

L’uomo sceso da Carreggine. “Gol, gol, Tardelli”, l’urlo celebre di Nando Martellini.

Lo “schizzo” del calcio italiano, così come venne soprannominato, la cui esultanza resta uno dei momenti più iconici del calcio italiano. Partendo da terzino sinistro, finendo a fare la mezzala. La scalata di un centrocampista italiano che oggi verrebbe considerato come il classico “centrocampista moderno tutto campo” per le sue qualità tecniche, sia in fase difensiva che offensiva.

Con questo si conclude anche oggi il nostro appuntamento con Campioni Calcio. Continuate a seguici per continuare a restare aggiornati sulle biografie di quelli che sono stati i calciatori iconici del calcio italiano e mondiale.