Bruno Giordano, bio del bomber di Lazio e Napoli

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Bruno Giordano, bio del bomber di Lazio e Napoli, nel post a cura di Campioni Calcio

A Napoli lo ricordano molto bene. Considerando che, insieme a Maradona e Careca, costituiva il trio delle meraviglie. O, per i più nostalgici, la cosiddetta ‘Ma.Gi.Ca.’. Stiamo parlando di Bruno Giordano, attaccante che ha lasciato degli eccellenti ricordi nella Capitale, sponda biancoceleste, e a Napoli.

La carriera di Bruno Giordano ha attraversato circa due decenni, in cui ha deliziato i suoi tifosi. Vediamo insieme la carriera di Giordano, nel nuovo approfondimento dedicato ai grandi attaccanti italiani. Bentornati su Campioni Calcio!

Bruno Giordano alla Lazio

Bruno Giordano nasce nel quartiere Trastevere, a Roma, il 13 agosto del 1956.

Giordano viene scoperto all’età di soli 13 anni da un ex giocatore della Lazio, tale Enrique Flamini, che lo porta nel club biancoceleste. Già a 20 anni Bruno Giordano mostra tutte le sue qualità. 

Bruno Giordano viene aggregato alla prima squadra della Lazio nel 1975, all’età di 19 anni, dopo essere stato notato per le sue straordinarie prestazioni nelle giovanili con cui, tra l’altro, vince anche il Campionato Primavera. Debutta a 19 anni in serie A e alla prima stagione nei ‘grandi’ ha un ottimo score: 5 reti in 14 partite. Più di un goal ogni tre partite. Prende il posto in attacco di tale Giorgio Chinaglia, idolo ed emblema della squadra romana.

Nella stagione 1978-79 si laurea bomber della serie A con 19 reti messe a segno.

Diviene una bandiera biancoceleste detenendo anche un record: con 18 realizzazioni è il calciatore laziale che ha segnato di più nelle coppe nazionali.

La sua carriera subisce sul più bello uno stop per via dello scandalo Totonero: nonostante la giustizia ordinaria lo avesse assolto perché non abbia commesso il fatto, viene comunque squalificato per oltre un anno.

La Lazio senza di lui retrocede in serie B ma lui all’inizio non può ancora dare una mano. Non appena, però, gli viene data la possibilità di calcare nuovamente i campi da gioco, Bruno Giordano trascina i suoi alla promozione nella massima serie nella stagione 1982-83, quella successiva al Mondiale ‘82 in cui l’Italia divenne campione nella finale di Madrid, con 18 reti in 38 partite.

Bruno Giordano diviene, così, un beniamino dei tifosi della Lazio, apprezzato non solo per la sua abilità in campo, ma anche per la sua lealtà al club e anche in serie A si comporta molto bene. Nella stagione 1983-84 sigla 8 reti in 18 partite e nella successiva 5 in 25.

In totale sono 108 reti in 254 partite, tra campionato e coppe, segnati con la maglia della Lazio.

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Bruno Giordano al Napoli

Dopo una gloriosa carriera alla Lazio, Giordano si trasferisce per cinque miliardi al Napoli nel 1985, costituendo un trio di tutto rispetto con Maradona e Careca, con l’argentino che lo definisce come il più sudamericano degli attaccanti italiani che ha visto all’opera. Bruno Giordano, quindi, è uno dei protagonisti che portano il Napoli a vincere il suo primo storico Scudetto, insieme anche alla Coppa Italia. Le sue 5 reti in 26 partite si rivelano preziosissime per la vittoria del 1987. Sono, invece, ben 10 le reti in coppa Italia, dove il Napoli vince tutte le gare fino alla finale contro l’Atalanta. 

Con il tempo, però, il rapporto si incrina e, anzi, viene ritenuto uno dei colpevoli per il mancato bis-scudetto nella stagione 1987-88. Il Napoli, all’epoca, crolla contro il Milan e ha un finale di stagione assolutamente pessimo, a tal punto che viene superato dai rossoneri.

Si dice che abbia avuto un cattivo rapporto con il mister Ottavio Bianchi ma le voci si rincorrono.

Indipendentemente dalla verità dei fatti, tra il Napoli e Bruno Giordano la storia è finita e, quindi, nella stagione 1988-89 passa all’Ascoli. 

Per Bruno Giordano sono state comunque 109 gare e 37 reti complessive con gli azzurri.

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Bruno Giordano tra Ascoli e Bologna

Al di là della debacle del 1988 con il Napoli, Bruno Giordano è in fase calante. Del resto, ha superato i 30 anni che, per l’epoca, costituiva il finale di carriera per i calciatori. Così l’attaccante romano passa all’Ascoli dove, comunque, riesce ad andare in doppia cifra, segnando ben 10 reti in 26 partite.

Nella stagione successiva passa al Bologna dove, comunque, riesce a dire tranquillamente la sua e ad ergersi come uno dei calciatori più tecnici, sfiorando anche la qualificazione europea con i bolognesi, realizzando 9 reti in 37 partite tra serie A e coppa Italia.

Chiude la carriera nell’Ascoli, dove torna nella stagione 1990-91. Una presenza da leader, tanto è vero che con il suo carisma trascina i suoi alla promozione nella massima serie dopo solo un anno di purgatorio. Nell’anno della serie B sigla una sola rete. La sua ultima stagione è quella 1991-92, sempre all’Ascoli in serie A, dove però non riesce ad evitare una nuova retrocessione in serie B, siglando 2 reti in 17 partite di A.

Bruno Giordano in Nazionale

Una sola rete anche in Nazionale per Bruno Giordano, a fronte di 13 presenze. Il suo rapporto con la Nazionale non è stato proprio idilliaco, anche se c’è da segnalare il suo esordio facendo la spalla in attacco di Paolo Rossi. L’unica rete segnata è in amichevole contro la Grecia.

Uno dei motivi per cui ha così poche presenze in Nazionale, nonostante abbia avuto un elevato tasso tecnico, è da ricercare anche nel ‘buco’ tra il 1979 e il 1983 in cui, anche per motivi extra calcistici, non è stato convocato, oltre che la grande quantità di forti attaccanti italiani all’epoca.

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Bruno Giordano allenatore

Pur essendo stato un calciatore di grido, la sua carriera di allenatore comincia dalla gavetta, in serie D, partendo dal Monterotondo. Da segnalare anche una promozione ottenuta con il Crotone proprio dalla serie D alla C2. Sono state tante le squadre in cui ha preso la guida tecnica, come il Frosinone, il Fano, l’Ancona e la Reggiana. In particolare, con la squadra emiliana arriva anche ai play-off per essere promosso in serie B ma l’Avellino, in semifinale, stronca i suoi sogni. 

In ogni caso, però, Bruno Giordano alla cadetteria arriva lo stesso con il Catanzaro nella stagione 2005-06 ma viene esonerato. Approda in serie A con il Messina post-calciopoli ma le cose non vanno bene tra esonero e rientro e poi nuovamente esonero. 

Nell’aprile del 2009 viene assunto dal Pisa in sostituzione di Gian Piero Ventura. Ebbene, in quell’occasione il Pisa era fuori dalla zona retrocessione ma la sconfitta quasi all’ultimo secondo ad opera del Brescia nell’ultimo turno di campionato costringe i toscani a un’amara retrocessione.

Retrocessione che Bruno Giordano subisce anche quando diventa allenatore della Ternana nel 2011, in cui perde i play out contro il Foligno.

L’ex attaccante di Napoli e Lazio non si perde d’animo e tenta anche l’avventura all’estero. Decide di tentare una esperienza con il Tatabánya, nella zona Nord Occidentale dell’Ungheria. Dopo qualche settimana, però, Bruno Giordano si dimette pur totalizzando ben 33 punti in 17 partite. 

Oggi è ospite di diverse trasmissioni televisive, in qualità di esperto e uomo di campo di altri tempi dall’alto spessore tecnico.

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