Antonio Cassano: biografia di Fantantonio

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Antonio Cassano: la biografia di Fantantonio, nel post a cura di Campioni Calcio

Nel mondo del calcio vi sono state, nel corso della sua enorme storia, una serie di figure controverse e spesso discusse da addetti ai lavori ed opinione pubblica. Del resto i calciatori prima di essere tali sono anche persone, con pregi e difetti, e tra questi vi rientra a pieno titolo Antonio Cassano. Il talento di Bari Vecchia ha rappresentato per il pallone nostrano un golden boy mai consacrato appieno, nonostante l’enorme qualità. Un profilo sempre sulla bocca di tutti, più per le famose “cassanate” che per le giocate di alta scuola sul rettangolo verde.

Ma Cassano è stato anche e soprattutto questo: vediamone insieme le tappe di crescita ed affermazione in carriera, nel nuovo post a cura di Campioni Calcio. Bentornati sul nostro portale!

Cassano e l’esordio al Bari

Antonio Cassano nasce a Bari il 12 luglio del 1982, nel quartiere di Bari Vecchia e inizia a muovere i primi passi su un campo da calcio all’età di 12 anni con la Pro Inter, una società minore di Bari. Un inizio incerto a causa anche dei continui responsi negativi dei selezionatori di Inter, Parma e altre società professionistiche, che conducono il talento barese proprio nella Primavera della sua amata Bari. Un passo che segna, nel 1995, un incipit fondamentale per i risvolti della carriera di “Fantantonio”.

Proprio con la casacca del paese natio, l’attaccante mette in mostra tutto il proprio estro e la fantasia da numero 10, con un gol in particolare, contro l’Inter, nell’esordio in casa del 1999 (dopo quello assoluto a Lecce) quando, a soli 17 anni, stoppa di tacco dopo un lancio dalle retrovie, dribbling a saltare due avversari e gol da cineteca. Il Bari vince la partita e Cassano viene indicato come nuovo fenomeno del calcio italiano.

La carriera di Cassano al Bari termina nel 2001 con la retrocessione dei pugliesi in B e dopo aver raccolto in totale 50 presenze con 6 reti messe a segno. Lo aspetta la Roma, che lo paga 60 miliardi di lire.

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Antonio Cassano e la Roma dei Sensi

Nel 2001, Franco Sensi, presidente della Roma, decide di puntare sul talento di Bari Vecchia, acquistandolo ed inserendolo in una rosa giallorossa di gran valore.

Francesco Totti e compagni, vincitori dello Scudetto, accolgono dunque il neo fantasista dal carattere fumantino. Ed infatti, proprio questo particolare fa la differenza nell’esperienza giallorossa di “Fantantonio”, poiché i continui diverbi con l’allora tecnico, Fabio Capello, portano i due a non prendersi mai. Tra giocate strabilianti e atteggiamenti rivedibili, Antonio fa conoscere alla piazza romana il meglio ma anche il peggio di sé.

Ma non è solo il rapporto con Capello a costargli caro con la maglia del club capitolino, anche i rapporti difficili con gli arbitri. Celebre è il gesto delle corna rivolto al direttore di gara Rosetti, nella finale di Coppa Italia contro il Milan. A controbilanciare queste gesta negative, quelle decisamente positive sul campo, in coppia con l’eterno 10 giallorosso, Francesco Totti. Un duo sensazionale che trascina la Roma nei primi anni del nuovo Millennio, mettendo a referto 146 gol totali. Sprazzi di genio calcistico (vedere il 4-0 alla Juventus), che però non bastano da soli a rinnovargli la fiducia della proprietà, passata nel frattempo alla figlia di Franco, Rossella Sensi.

I diverbi con quest’ultima per il rinnovo di contratto e quelli sul piano tecnico con i diversi allenatori, da Capello a Bruno Conti passando per Spalletti, portano Cassano al trasferimento milionario al Real Madrid nel 2006.

Con i giallorossi Cassano gioca un totale di 161 partite con 52 reti totali messe a segno.

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Cassano e il Real Madrid come apice massimo in carriera

L’arrivo ai “Galacticos” consente ad Antonio Cassano di vivere un’esperienza unica per un calciatore, vestire la maglia del club più ambito al mondo. Ma nemmeno il vertice del calcio professionistico europeo fa cambiare attitudine al talento di Bari, che anziché consacrarsi definitivamente si mette in mostra per ben altre vicende. Un fare poco professionale, fuori dal campo, non accompagna la vita da atleta e calciatore tra le fila merengue facendo si che il ricordo di “Fantantonio” in Spagna resti solo un ricordo. A questo soprannome se ne sostituì un altro, “El Gordito”, per la forma fisica carente del fantasista barese.

Dieta e allenamenti duri guidati da Capello, questa volta a Madrid, permettono ad Antonio di recuperare credibilità dopo una prima parte di avventura in maglia Real con più ombre che luci (solo 4 gol in pochissime apparizioni). Il ritrovato status fisico e anche morale con un allenatore conosciuto, ripristinano parzialmente la fiducia di Antonio, che guadagna così anche la convocazione in nazionale di Donadoni per l’Europeo del 2008.

In due anni gioca solo 29 gare in merengues, con 4 segnature. Decide così di tornare in Italia.

Antonio Cassano e la Sampdoria: un legame autentico

Dopo una vittoria in campionato con il Madrid, Cassano ritorna in A grazie alla Sampdoria. La società blucerchiata capitanata dalla famiglia Garrone, si affeziona così tanto a “Fantantonio” da stabilire con quest’ultimo un rapporto viscerale.

Un connubio autentico che fa riscoprire il “Fantantonio” di un tempo, il quale regala sul campo giocate che lo avevano reso celebre in passato. Un “Fantantonio” rigenerato porta la squadra blucerchiata a giocarsi persino i preliminari di Champions League nel 2010 (persi poi con il Werder Brema).

L’anno successivo alcuni screzi, anche piuttosto animati con Garrone, portano Antonio nuovamente verso il trasferimento, questa volta al Milan. 

Antonio Cassano tra Milan ed Inter

In realtà entrambe le sponde del Naviglio conoscono le gesta controverse di “Fantantonio”: dapprima il Milan, come detto, dal 2010 al 2012 e successivamente l’Inter, dal 2012 al 2013. Le due esperienze nel capoluogo lombardo, non esaltanti, portano tuttavia in dote a Cassano dei trofei, come lo Scudetto e la Supercoppa italiana nel caso dei rossoneri, e il sogno di vestire la maglia della squadra del cuore, per ciò che concerne l’Inter. 

Il ritorno alla Samp di Cassano (via Parma) prima del finale a Verona

Poi il ritorno alla Samp via Parma, nel 2015, dove però questa volta trova alla presidenza Massimo Ferrero (causa scomparsa di Garrone e conseguente obbligato cambio di proprietà). Se con i ducali le cose vanno benino, con 56 presenze e 18 reti complessive, il ritorno a Genova non è stavolta dei migliori, con sole 2 reti nel 2015-16.

Con i doriani gioca un totale (compresa la prima avventura in blucerchiato) di140 partite mettendo a segno 43 reti totali.

Il Verona segna la sua ultima tappa professionistica nel mondo del calcio con un ritiro che ha destato più di una polemica. Inizia infatti il suo ritiro, fermo poi decidere di appendere le scarpette al chiodo.

Antonio Cassano in Nazionale

La Nazionale Maggiore non è stata certo una grande esperienza per Cassano. L’esordio nel 2003 aveva destato più che una speranza: gol alla Polonia in amichevole. Diviene il migliore nella spedizione europea del 2004 con il Trap in panchina, terminata tra le polemiche, per il famoso biscotto tra Danimarca e Svezia.

Non prende parte al mondiale del 2006, quello della vittoria italiana contro la Francia in finale. Torna, invece, ad Euro 2008 ma non è decisivo.

Lippi non ha fiducia in Cassano e non lo convoca nemmeno al mondiale del 2010. Torna ad Euro 2012, dove solo la grande Spagna impedisce di vincere il titolo europeo.

La sua avventura con l’Italia termina ai mondiali del 2014, in effetti gli ultimi ai quali l’Italia ha partecipato, uscendo al girone con Prandelli in panchina.

Per Cassano, in totale in Nazionale saranno 39 gare totali con 10 reti messe a segno.

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Antonio Cassano opinionista e la Bobo Tv

Terminata la carriera sul campo verde, Antonio prosegue la passione per il pallone nel mondo televisivo (in casa Mediaset come opinionista fisso di Tiki Taka) poi multimediale con la “Bobo Tv”, insieme agli amici Vieri, Adani e Ventola. Un ruolo che gli consente, al pari dei suoi compagni di avventura, di dare sfogo ad opinioni, impressioni e consigli su giovani talenti ed eventi calcistici di spicco.

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