Antonio Cabrini: biografia di Bell’Antonio

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Antonio Cabrini: biografia di Bell’Antonio nel post a cura di Campioni Calcio

Il bello del calcio. Definizione calzante a pennello per Antonio Cabrini. Ex calciatore particolarmente apprezzato tra gli anni ’70 e gli anni ’80, anche dal pubblico femminile, per l’appunto. Un’icona di stile, dalla fisionomia aggraziata. Ruolo terzino sinistro che galoppava per tutta la fascia senza mai fermarsi. Famoso, dal punto di vista tecnico, per la forte propensione ai calci di punizione e ai rigori, calciati, peraltro, in maniera quasi sempre magistrale. 

Vediamo in questo post a cura di Campioni Calcio tutti gli step professionali e la carriera di uno dei terzini italiani più forti di sempre. Bentornati sul nostro portale!

Antonio Cabrini alla Cremonese

Antonio Cabrini nasce a Cremona l’8 ottobre del 1957. La carriera Cabrini comincia ufficialmente nell’anno 1973. Cresce infatti nel settore giovanile della Cremonese e a 17 anni diventa titolare in prima squadra, in Serie C.

Le sue prestazioni sono già di altissimo livello e, inevitabilmente, fioccano le attenzioni di altri club, anche più grandi, fino a giungere all’Atalanta in B. 

Con la Cremonese gioca un totale di 29 presenze con due reti all’attivo.

antonio cabrini cremonese foto

Antonio Cabrini all’Atalanta

È l’Atalanta la prima a fiondarsi sul giovane Cabrini in rampa di lancio. Disputa con gli orobici un campionato di Serie B nella stagione 1974/75. Il rapporto con il gol non è mai stato particolarmente florido, tanto è vero che in 35 presenze se ne annovera soltanto uno.

Un aspetto tecnico affinato solo in concomitanza con il passaggio alla Juventus, peraltro proprietaria del suo cartellino proprio in coabitazione con l’Atalanta.

Al termine della stagione dopo 35 presenze e un gol messo a segno, Antonio viene riscattato proprio dalla Juventus.

Antonio Cabrini alla Juventus

Dall’Atalanta alla Juventus, Antonio Cabrini compie un salto di qualità notevole sotto tutti i punti di vista. Proprio in terra torinese si eleva il suo buon nome che diventerà, poi, da esempio e ispirazione per tutti i difensori di fascia italiani.

Il debutto in maglia bianconera avviene nel febbraio ’77. Al primo impatto con un grande club vince subito Scudetto e Coppa Uefa, seppur con un ruolo secondario all’interno della squadra. Ma sono i primi segnali di una carriera sempre più in ascesa.

Mister Giovanni Trapattoni lo promuove titolare nelle stagioni successive a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80. Da quel momento in poi non verrà più scalzato da nessuno. Cabrini si prende con forza e vigore la titolarità del ruolo, divenendo un perno bianconero pressoché inamovibile.

Dopo la Coppa Italia del 1979 la bacheca di titoli dell’Antonio nazionale si arricchisce di altri due Scudetti, conquistati rispettivamente nelle stagioni 1980/81 e 1981/82. Migliora, inoltre, il rapporto con il gol che, come enunciato in precedenza, era stato sempre piuttosto problematico. Nelle due stagioni scudettate raggiunge complessivamente quota 12 gol. Un autentico record per un terzino di fascia dell’epoca. Un rendimento costante che lo rende particolarmente prolifico sotto porta. Caratteristica in più al servizio della Nazionale Italiana, com’è stato dimostrato nel corso degli anni.

Gli anni ’80 sono l’epoca d’oro di Antonio Cabrini, inaugurati con altri due campionati vinti, 6 complessivi con la maglia della Juventus. Bottini allungati attraverso titoli come la Coppa delle Coppe, la Supercoppa Europea, la Coppa Intercontinentale e, soprattutto, la Coppa dei Campioni. Diviene così uno dei primi giocatori della Juve ad alzare i tre trofei più importanti a livello europeo.

Il coronamento di una carriera sulla cresta dell’onda sportiva giunge verso la fine degli anni ’80. Una sorta di premio fedeltà: la fascia di capitano onorata da un certo Gaetano Scirea. Un riconoscimento che vale molto più di mille gol.

Dopo 13 anni di onorate presenze, Antonio Cabrini lascia ufficialmente la Juve nel 1989. Con i bianconeri gioca un totale di 297 presenze con 33 reti in A (in totale tra campionato e coppe sono 442 presenze e 52 reti messe a segno) che lo relegano di diritto nella Hall of Fame del club di proprietà di Gianni Agnelli. La sua prossima squadra si chiamerà Bologna.

juventus di trapattoni

Antonio Cabrini al Bologna

L’età avanza anche per un corridore di fascia come Antonio Cabrini. Ha 32 anni quando approda in rossoblù. Non un’età anagraficamente avanzata, ma calcisticamente i primi segnali di decadenza sportiva cominciano a farsi sentire.

Disputa due stagioni e in una di esse trascina, tra gli altri, il Bologna fino ai quarti di finale di Coppa Uefa nel 1991, traguardo storico di per sé.

Appena 2 reti in 55 presenze in A rendono il finale di carriera tutt’altro che memorabile. Così giunge il momento di ritirarsi per lasciare spazio alle nuove leve. Ciò avviene nel 1991 alla retrocessione del Bologna in B.

Con i bolognesi gioca un totale di 66 presenze con 3 reti messe a segno.

antonio cabrini bologna foto

Antonio Cabrini allenatore

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo Cabrini proseguirà diversi anni dopo l’avventura nel mondo del calcio, stavolta come allenatore. Le prime esperienze da allenatore si circoscrivono tra Serie C e Serie B. Arezzo e Crotone le squadre che lo accolgono per prime, ma senza risultati particolarmente entusiasmanti.

Un inizio di una nuova carriera sportiva che non promette a suo favore. I risultati stentano ad arrivare. Le tenta tutte, divenendo persino Commissario Tecnico della Siria e coach della Nazionale Italiana Femminile. In quest’ultimo caso conduce le azzurre agli Europei edizioni 2013 e 2017, laddove si ferma rispettivamente ai quarti di finale e ai gironi.

In totale sono 5 anni di permanenza sulla panchina della Nazionale in rosa prima di lasciare nel 2017. Si dedica successivamente ad ospitate televisive in veste di opinionista e commentatore tecnico. Partecipa persino all’Isola dei Famosi, il reality show, dove però si ritira a seguito di un’ernia.

Antonio Cabrini in Nazionale

Il Cabrini versione Nazionale Italiana è da leggenda. Un pezzo di storia divenuto una pietra miliare. Con Zoff, Scirea e Gentile ai tempi d’oro forma una linea difensiva praticamente imperforabile. Per info chiedere agli avversari di Spagna ’82, Maradona compreso.

Il ct Enzo Bearzot crede sin da subito nelle sue capacità tecniche e lo lancia nella mischia ai Mondiali Argentini del 1978. Cabrini ha solo 20 anni ma da quel momento assume il ruolo di titolarissimo azzurro. Niente e nessuno riuscirà più a scalzarlo.

Partecipa agli Europei del 1980 chiusi al quarto posto e completa la definitiva maturazione ai Mondiali del 1982. Rientra tra i protagonisti indiscussi di quella spedizione trionfale, membro inattaccabile di quel reparto difensivo.

Realizza un gol prestigioso e, di fatto, decisivo contro l’Argentina di Maradona campione in carica. Quella partita valida per il secondo turno di qualificazione si conclude 2-1 per gli azzurri.

Nella finalissima contro la Germania Ovest sbaglia un calcio di rigore, ma tutto ciò non inficerà in alcun modo il 3-1 con cui ci si laurea campione del mondo. Fa parte anche della successiva e fallimentare spedizione azzurra di Messico ’86 dove lascia una traccia tutt’altro che significativa. 

Segno evidente di un tramonto ormai imminente anche sulla scena azzurra. Tanto è vero che Cabrini disputa la sua ultima partita contro la Svizzera nell’ottobre 1987.

In totale sono 73 presenze azzurre in totale con 9 reti, di cui 10 da Capitano.

Antonio Cabrini uno di quei miti azzurri per eccellenza che ancora oggi fanno battere il cuore di milioni di italiani per quanto fatto.

antonio cabrini italia foto

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